Scheda: Oggetto - Tipo: Oggetto storico-artistico

Luci d’Artista Giulio Paolini “Palomar”

L’opera di Giulio Paolini fa parte delle Luci d’Artista dal 1998. L’installazione è composta da complesse strutture luminose raffiguranti pianeti, corpi celesti e orbite e si conclude con la sagoma di un funambolo stilizzato che, in equilibrio su un cerchio, gioca con degli anelli in mano.

 


VIA PO 1

Realizzazione: 1998
Nell’edizione di Luci d’Artista 1998/1999 è in via Po da piazza Castello a piazza Vittorio Veneto.

Data di riferimento: 1999
Nell’edizione di Luci d’Artista 1999/2000 si snoda in via Po da piazza Castello a piazza Vittorio Veneto

Data di riferimento: 2000
Nell’edizione di Luci d’Artista 2000/2001 e 2001/2002 è collocata via Milano e via San Francesco d`Assisi

Data di riferimento: 2002
Nelle edizioni di Luci d’Artista 2002/2003, 2003/2004, 2004/2005, 2005/2006, 2006/2007 è in via Po da piazza Castello a piazza Vittorio Veneto

Data di riferimento: 2007
Nell’edizione di Luci d’Artista 2007/2008 l’opera è trasferita a Salerno Lungo corso Vittorio Emanuele

Data di riferimento: 2008
Nel 2008/2009 l’opera non è allestita

Data di riferimento: 2009
Nelle edizioni di Luci d’Artista 2009/2010, 2010/2011 l’opera ritorna in via Po da piazza Castello a piazza Vittorio Veneto

Data di riferimento: 2011
Nell’ edizione di Luci d’Artista del 2011/2012 è esposta in via Roma

Data di riferimento: 2012
Nelle edizioni di Luci d’Artista 2012/2013, 2013/2014 è in via Po

Data di riferimento: 2014
Nell’edizione di Luci d’Artista 2014/2015 è in via Garibaldi

Data di riferimento: 2015
Nelle edizioni di Luci d’Artista 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019 è in via Po

Data di riferimento: 2019
Nell’edizione 2019/2020 è collocata sempre in via Po

Data di riferimento: 2020
Nell’edizione 2020/2021 in via Po

Categorie

  • arte urbana

Tag

  • Luci d'Artista

01 Palomar

Un’opera concepita come un antico atlante astronomico e costellata da pianeti iscritti in forme geometriche culmina nella sagoma di un’acrobata in equilibrio su un cerchio. L’installazione di Giulio Paolini è dedicata al rapporto tra ignoto e conoscenza, ma soprattutto all’osservazione come momento determinante del sapere: e se il titolo dell’opera, “Palomar”, richiama alla memoria l’omonimo osservatorio astronomico californiano, è anche il nome del protagonista di un romanzo di Italo Calvino, lo scrittore profondamente legato alla cultura cittadina (1).

02 Luci d’Artista

Luci d’Artista è una manifestazione nata nel 1998 da un progetto di illuminazione pubblica realizzata in occasione delle festività natalizie. In seguito al successo ottenuto nel 1997 con il Presepe di Emanuele Luzzati in piazza Carlo Felice, la Città di Torino ha esteso l’iniziativa a diverse piazze e vie del capoluogo subalpino. Sono stati invitati artisti italiani e stranieri per interpretare le illuminazioni non come semplici decorazioni ma come opere d'arte, dando vita a un grande evento culturale, a un percorso espositivo d’arte contemporanea che, con l’impiego della luce, coniuga arte a paesaggio urbano e favorisce l’incontro tra il grande pubblico e la creazione artistica. La rassegna è in continua evoluzione: aumenta il numero degli artisti coinvolti, cambiano le vie e le piazze che ospitano le opere per creare uno spettacolo sempre nuovo e diverso di illuminazione scenografica della città.

03 Giulio Paolini (Genova 1940)

Nato il 5 novembre 1940 a Genova, risiede a Torino.

Dalla sua prima partecipazione a un'esposizione collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964 ha tenuto innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo. Tra le maggiori antologiche si ricordano quelle al Palazzo della Pilotta a Parma (1976), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), al Nouveau Musée di Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie di Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (1998), alla Fondazione Prada a Milano (2003), al Kunstmuseum di Winterthur (2005) e alla Whitechapel Gallery a Londra (2014). Ha partecipato a diverse mostre di Arte povera ed è stato invitato più volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Il suo lavoro è rappresentato in numerose collezioni pubbliche internazionali.

Grafico di formazione, ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall'inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da Idem, pubblicato nel 1975 da Einaudi (Torino) con un'introduzione di Italo Calvino, a Quattro passi. Nel museo senza muse, uscito nel 2006 presso lo stesso editore, e L'autore che credeva di esistere, pubblicato da Johan & Levi (Milano) nel 2012.

Dal 1969 ha realizzato anche scene e costumi per rappresentazioni teatrali, tra cui si distinguono i progetti ideati con Carlo Quartucci negli anni Ottanta e le recenti scenografie per due opere di Richard Wagner per la regia di Federico Tiezzi (2005, 2007) (2).

 

Note

(1)  Sculture di luce. Luci d'artista a Torino, U. Allemandi, Torino 2005, pp. 52-53; per la bibliografia si veda:

http://www.comune.torino.it/papum/pdf/PAOLINI%20GIULIO.pdf (aggiornata al 2008); http://www.fondazionepaolini.it/it/bibliografia.php

(2)  http://www.fondazionepaolini.it/it/biografia.php ; http://www.fondazionepaolini.it/it/files/Biografia_estesa_ITA.pdf

 

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