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Scheda: Evento - Tipo: Storico

Bombardamento 11 dicembre 1942

L’11 dicembre 1942 Torino fu bombardata dall’aviazione inglese (RAF). Il bombardamento durò 20 minuti, non ci furono né vittime né feriti.


Data dell'evento: 11 Dicembre 1942

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  • Il bombardamento dell’11 dicembre 1942 fa parte della seconda fase di incursioni che colpì Torino: queste
    incursioni furono definite «terroristiche». Le azioni notturne erano compiute da grandi formazioni di quadrimotori della RAF che si susseguivano a più ondate, avendo come obiettivo una zona predefinita della città, che colpivano indiscriminatamente. Le bombe dirompenti usate furono di calibro grosso (1.000 libbre) e grossissimo (2.000 e 4.000 libbre) e furono lanciati anche spezzoni incendiari alla termite, le nuove bombe al fosforo e bottiglie e bidoni di benzina al fosforo. Ogni ondata sganciava prima le bombe dirompenti e poi gli ordigni incendiari. Questa tecnica rendeva impossibile l’impiego dei mezzi antincendio durante l’incursione e favoriva lo svilupparsi di incendi di vaste proporzioni. Ai danni degli incendi si sommavano quelli delle esplosioni delle bombe dirompenti, che distruggevano gli edifici e bloccavano i servizi e le comunicazioni (interrotte le strade, i cavi elettrici e telefonici, le tubature del gas e dell’acqua). In questa seconda fase si assistette al primo vero sfollamento dei torinesi. In realtà l’incursione aerea degli inglesi dell’ 11 dicembre con quaranta aerei di tipo Lancaster, Wellington, Stirling e Halifax che si protrasse dalle 21.00 alle 21.20 si differenzia profondamente dai precedenti bombardamenti del 1942 poiché fu decisamente meno grave. Condizioni atmosferiche avverse costrinsero più della metà degli 82 velivoli impiegati a rientrare alla base senza essere riusciti a varcare le Alpi, e sebbene ventotto superstiti dichiarassero di essere riusciti a bombardare Torino, la città fu colpita solo da tre bombe dirompenti (due delle quali inesplose), qualche leggero incendio e nessuna vittima.

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • ASCT, fondo Prinotti, cartella 31, fascicolo 11, Diario n° 10, p. 23

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    • Ente Responsabile
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà