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Scheda: Tema - Tipo: Amministrazione pubblica

Ex Circoscrizione 8, San Salvario - Borgo Po - Cavoretto

La Circoscrizione 8 comprende i quartieri San Salvario, Borgo Po e Cavoretto. Si estende su una area di circa sedici chilometri quadrati con oltre 58.000 abitanti.


Inizio: 1983

1. La Circoscrizione

L’area della Circoscrizione è compresa tra:  Comune di Pecetto,  Comune di Moncalieri e il  fiume Po,  piazza Polonia, corso Spezia, via Genova, corso Bramante, Ferrovia fino alla Stazione di Porta Nuova,  corso Vittorio Emanuele II, Fiume Po, corso Gabetti, strada Comunale di Val San Martino, strada del Mainero.

2. Borgo San Salvario

Il nome deriva dalla chiesa e convento di San Salvario, posti sull'attuale via Nizza all'innesto di corso Marconi. I confini del quartiere sono corso Vittorio Emanuele II, via Nizza, corso Bramante e il fiume  Po. E’ uno dei quartieri più verdi di Torino: infatti del quartiere fa parte anche il parco del Valentino, sviluppatosi dal parco della residenza estiva dei Savoia e che oggi ospita la facoltà di architettura del Politecnico di Torino.

A cavallo tra il XIX e XX secolo il quartiere ospita due Esposizioni Universali di cui rimangono testimoni il  Borgo e la Rocca Medioevale, il complesso di Torino Esposizioni e alcune palazzine sul corso Massimo d'Azeglio (attualmente ospitano parte della Facoltà di Medicina ed i corsi di laurea in chimica ed in fisica). A partire dalla fine degli Anni Novanta del Novecento si è sviluppata nel quartiere una vivace vita notturna. Ai locali multietnici si sono aggiunti pub, rumerie, ristoranti e rosticcerie di ogni tipo; inoltre il quartiere è sede di due mercati, situati uno in piazza Madama Cristina e l'altro in corso Raffaello.

 

2.1 Borgo Medioevale del Valentino

Il complesso di edifici che rappresenta un borgo piemontese del Medioevo ai piedi di un castello, adagiato nel verde del Valentino, non è una testimonianza d’epoca, ma un’opera di ricostruzione realizzata per l’esposizione Generale Italiana del 1884.

2.2 Sinagoga di Torino

La sinagoga di Torino è il principale luogo di culto della comunità ebraica di Torino. È situato in piazzetta Primo Levi (già via san Pio V), poco distante dalla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova.

2.3 Stabilimento FIAT

Questo edificio è il primo stabilimento fatto costruire dalla FIAT appositamente. Si trova in una zona ricca di edifici FIAT: di fronte, in corso Dante, ci sono uffici tuttora utilizzati, proseguendo in corso Dante, sullo stesso lato, si trova l'edificio degli Ex-Allievi/Anziani FIAT.

3. Cavoretto

Il quartiere si estende a sud est  fino ai confini con Moncalieri nell’area compresa tra: fiume Po, Ponte Isabella, Strada da Ponte Isabella a San Vito, Strada Comunale da San Vito a Revigliasco, Comune di Moncalieri. E’ un'area prettamente collinare fatta eccezione per una striscia pianeggiante vicino alle rive del fiume Po.

Tra l'Ottocento ed il Novecento iniziò un progressivo incremento demografico. Il vero sviluppo urbanistico del territorio è avvenuto dagli anni sessanta agli anni ottanta del secolo scorso; in quel periodo, l'agricoltura ha lasciato definitivamente il posto a prestigiose aree residenziali.

3.1 Parco Europa

Il Parco Europa a Cavoretto è noto a tutti i torinesi come il punto panoramico da cui è possibile osservare, ad esempio, Lingotto, il Museo dell'Automobile, le recenti costruzioni olimpiche e il lungo Po. Il Parco fu progettato verso la fine degli Anni Cinquanta da Pietro Bertolotti, allora direttore del Servizio Giardini e Alberate del Comune di Torino, nei possedimenti ceduti alla città per farne un parco pubblico dalla famiglia Morelli di Popolo. Il parco contiene specie botaniche di grande interesse: oltre a pini, platani, cipressi, una collezione di magnolie, biancospini monumentali, siepi di lauroceraso. Importante anche il giardino degli iris.

In occasione delle celebrazioni di Italia ’61 fu costruita una funivia cittadina, un’"ovovia" che collegava la zona dell'esposizione con il Parco Europa di Cavoretto. Attualmente di questa "attrazione" sono rimasti i ruderi delle due stazioni: quella a terra, che per molti anni venne usata come bar pizzeria, e quella nel Parco Europa di Cavoretto. Oggi entrambe versano, purtroppo, in condizioni di completo abbandono.

4. Borgo Po

Il quartiere si estende nell’area compresa tra corso Gabetti, Strada Val San Martino, Strada Mainero, Comune di Pecetto, Comune di Moncalieri, Strada da S. Vito a Revigliasco, Strada dal Ponte Isabella a S. Vito, Ponte Isabella, fiume Po.

Il territorio di Borgo Po era contiguo al centro storico, dal quale era separato solo dal fiume Po. L’area pianeggiante sulle rive del fiume, zona agricola con piccoli gruppi di pescatori, fu abitata fin dal medioevo. A partire dal seicento, iniziarono anche ad installarsi le prime piccole botteghe artigiane. Nei secoli successivi, intorno alle cascine costruite sulla piana collinare si formarono borgate sempre più grandi.  Lo sviluppo urbanistico più rilevante si verifico  solo nel novecento, quando il quartiere divenne zona residenziale molto gradita alla buona borghesia torinese.

4.1 Colle della Maddalena

È il punto più elevato della città con settecentoquindici metri d'altezza. Da qui si può vedere tutta Torino e nelle giornate più limpide si possono anche osservare le principali vette dell'arco alpino piemontese e valdostano. Tutto intorno al colle si estende il Parco della Rimembranza.

4.2 Chiesa della Gran Madre di Dio

L'architettura della chiesa, sita sull’estremità orientale del ponte Vittorio Emanuele I, riprende quella del Pantheon romano.

Le sue origini vengono fatte risalire, secondo molte leggende, a un tempio dedicato a Iside, costruito dal principe egizio Fetente, ma nessun ritrovamento archeologico conforta questa ipotesi.  È comunque da rilevare il fatto che la chiesa, di proprietà del Comune di Torino, non sia dedicata esplicitamente alla Madonna. Infine, le sculture che appaiono nel frontone non sono i dodici Apostoli come si potrebbe pensare, ma i decurioni della città.

I progetti iniziali della costruzione della Chiesa erano grandiosi: la piazza avrebbe dovuto essere tutta circondata da portici e da lussuosi edifici. Il quadro di Carlo Bossoli, "Veduta ideale delle sponde del Po" del 1863, conservato alla Galleria d'Arte Moderna di Torino, rappresenta una sintesi di queste buone intenzioni.

Poi prevalse la parsimonia piemontese e certi lussi furono abbandonati. Le colonne dei portici, già costruite e che si pensava di utilizzare, furono dimenticate per anni. Vennero pian piano recuperate dai costruttori di case e oggi alcune colonne, di pregiato marmo rosa, sono visibili inglobate in edifici nelle vicinanze della chiesa. Tra il 1815 e il 1831 la chiesa  fu completata.

Durante  il XIX secolo il quartiere è lentamente cresciuto, mescolando case di abitazione e piccole fabbriche. La vera espansione edilizia si è avuta però nel 1900. Agli inizi del secolo la nascente industria cinematografica (che in Italia ha avuto origine a Torino) trovò la sua collocazione proprio in Borgo Po, nella zona dell' attuale via Asti.

La caserma di via Asti, tristemente famosa per le torture ai partigiani durante la Seconda guerra mondiale, non è più usata dall'Esercito ed è attualmente in attesa di una nuova utilizzazione. In cima a via Lanfranchi si trova il seminario maggiore della diocesi di Torino. Numerose sono le villette in stile Liberty.

4.3 Il Monte dei Cappuccini

Il Monte dei Cappuccini sorge a ridosso della città di Torino sulla riva destra del Po in prossimità del ponte di piazza Vittorio Veneto. Su di essa si erge il piccolo convento di Santa Maria al Monte, affidato ai frati cappuccini, e il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi.

4.4 Villa della Regina

Dalla piazza della Gran Madre si raggiunge percorrendo la via omonima. Il cardinale Maurizio di Savoia, fratello di Amedeo I, nel 1615 affidò ad Ascanio Vitozzi l'incarico di trasformare un precedente edificio; interventi successivi di altri architetti, tra i quali Filippo Juvarra, resero grandiosa la costruzione, strettamente collegata allo scenografico parco a più livelli.

Divenuta residenza della regina Anna Maria d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, dalla quale prese la denominazione, nel 1868 fu donata da Vittorio Emanuele II all'Istituto per le Figlie dei Militari e nel 1994 venne ceduta al demanio

  • Sitografia
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • Circoscrizione 8, nel 2011