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MuseoTorino: facile conoscere. II

MuseoTorino partecipa all’iniziativa Torino verso una città accessibile, programma di eventi promosso dalla Città di Torino, dedicato al tema del patrimonio e dell’accessibilità culturale universale.

MuseoTorino è, per sua natura, facilmente accessibile: è liberamente consultabile in rete, sempre, da ogni luogo e mette a disposizione di tutti la conoscenza della città.

Nella seconda puntata proponiamo sguardi sulla città dal periodo romano alla metà del Novecento.

 


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Torino tra le due guerre

In una città in forte espansione demografica e produttiva, segnata dalla presenza di intellettuali, artisti, architetti e committenti anche portatori di istanze antifasciste (Pagano, Castrati, Gramsci, Gobetti, Gualino ecc.), sia il centro sia le periferie sono segnate da interventi di grande significato architettonico e urbanistico, di cui è promotore principale il settore pubblico, da via Roma Nuova agli edifici dei diversi organismi riferiti al partito fascista.

Torino Liberty

Il Liberty prende avvio a Torino con l’Esposizione internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902. Alla riflessione intorno alle arti decorative condotta da una ristretta élite di architetti, artisti e intellettuali si accompagna la diffusione del gusto Liberty nelle residenze realizzate per la borghesia nella città in espansione.

Torino eclettica

In contemporanea all’emergere nel ruolo di capitale industriale italiana, Torino diviene un polo di sperimentazione dell’Eclettismo architettonico internazionale. Il metodo eclettico, adottato da molti professionisti torinesi, influenza profondamente le  trasformazioni urbanistiche e architettoniche della città del secondo Ottocento.

Torino neoclassica

Nel corso dell’Ottocento Torino assume nuove funzioni, diventa centro amministrativo e di servizi, polo commerciale e cuore dei cambiamenti che porteranno a moti, riforme e unità del Paese. Un rinnovamento che si manifesta con evidenza nel disegno degli ampliamenti urbani e nelle nuove architetture, pubbliche e private.

Torino barocca

Divenuta nel 1563 capitale del Ducato di Savoia, Torino – fino allora racchiusa all'interno dell'antico castrum romano – con Carlo Emanuele I (1580-1630) conobbe il suo primo ampliamento urbanistico. Per circa tre generazioni l’attività edilizia fu soprattutto in mano agli architetti Ascanio Vittozzi, Carlo di Castellamonte e suo figlio Amedeo, fino a Guarino Guarini, Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri e Bernardo Antonio Vittone.

Torino nel Cinquecento

Il Quattrocento si chiuse con il cantiere per la nuova cattedrale, unico edificio in Torino dall’aspetto rinascimentale. Sotto il dominio francese, la città, luogo di transito, potenziò le strutture ricettive. La trasformazione più rilevante dal punto di vista architettonico e urbanistico si dovette alla politica di disegno urbano e attenzione militare di Emanuele Filiberto, che, dopo il trasferimento della capitale del Ducato di Savoia da Chambéry a Torino, fortificò e riprogettò la città.

Torino medievale

Durante i dieci secoli del ‘lungo medioevo’, Torino non si distinse in misura rilevante rispetto al quadro insediativo del Piemonte. Acquisì, però, un ruolo centrale quando divenne fulcro di uno dei Ducati longobardi, prima, e capitale della Marca ‘arduinica’, poi. La sua posizione le consentì di attrarre flussi di transito. In una città che per lungo tempo non cambiò volto, segni di trasformazione furono, nel 1404, la nascita dello Studium – cioè dell’Università – e l’acquisto, alla fine del XV secolo, del primo nucleo del Palazzo Civico da parte del Comune.

Torino romana

Dopo la distruzione dell’insediamento taurino nel 218 a.C., già posto in prossimità della confluenza tra il Po e la Dora, sotto Cesare Augusto, tra il 25 e il 15 a.C., fu fondata la colonia romana di Augusta Taurinorum a presidio dei valichi alpini. L’urbanistica e l’architettura rispecchiavano i domini sulla città: le porte e la potente cinta muraria, prima, e le basiliche, tra tarda antichità ed età paleocristiana.

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