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Torino Design of the City 2018

Per il secondo anno, dopo essere stata “Capitale del Design” nel 2008, Torino ospita una settimana di dibattiti, mostre e iniziative intorno al tema del design contemporaneo.


Nel quadro della storia della città, emerge come il design, inteso nel suo senso più ampio di design di prodotto, grafica, imballaggi, decoro urbano, fino ai temi più attuali della sostenibilità e inclusività, sia stato una parte importante per la definizione della crescita culturale di Torino, legato tanto al settore produttivo e della formazione, quanto a quello della ricerca artistica fino agli andamenti dei consumi e alle trasformazioni del gusto.

Rispetto ad altri “poli” del design italiano, Torino ha vissuto in secondo piano la crescita e la fortuna del Made in Italy, salvo che per il settore della mobilità, ma questo ruolo eccentrico rispetto a Milano e alla Lombardia, ha contribuito a favorire sperimentazioni interessanti e gravide di conseguenze che permettono di declinare in qualche modo un Made in Torino facilmente riconoscibile in termini di accuratezza progettuale e esecutiva, slegata dai ritmi rapidi della produzione industriale propriamente detta.

E’ possibile dunque individuare, nell’arco cronologico che va dall’ultimo scorcio del XIX secolo fino a tempi molto recenti, luoghi, eventi, persone che rappresentano questo processo che va da una prima industrializzazione diffusa e diversificata che si pone il problema della funzione del progetto –nel campo dell’alimentare, dei generi voluttuari, del settore tessile, per esempio- per virare sulla monoproduzione nel campo dell’autotrasporto, e ritornare a una frammentazione che risente della crisi dell’industria automobilistica e ricerca, anche nelle proprie origini, nuovi spunti per costruire l’identità della città, nei grandi eventi e nella loro comunicazione, nei settori di nicchia, nel progetto per il patrimonio culturale, ripercorrendo l’adagio “tradizione-innovazione” che ha caratterizzato la diffusione internazionale del progetto italiano.

 

 

  • Scelte per voi

Studio65

Collettivo di architettura, costituito da Franco Audrito, Athena (Nanà) Sampanitou, Ferruccio Tartaglia, Paolo Perotti, Adriana Garizio, Gianni Arnaudo e altri, attivo nell’ambito del design sperimentale tra la seconda metà degli anni Sessanta e i Settanta, autore di arredi e oggetti rappresentativi del cosiddetto Radical Design.  

Carlo Mollino (Torino, 1905 - 1973)

Architetto e designer, tra le personalità più vivaci e versatili dell'architettura contemporanea. Tra le sue maggiori realizzazioni vi sono la stazione per slittovia con albergo al Lago Nero in Val d'Aosta (1948) e, a Torino, l'Auditorium per la RAI (1950), la sede della Camera di Commercio e la ricostruzione del Teatro Regio (1973).

Alberto Sartoris (1901-1998)

Alberto Sartoris (Torino, 1901 - Cossonay Ville, Svizzera, 1998) architetto, critico e teorico italo-svizzero è considerato oltre ad uno dei più importanti precursori dell’architettura razionale a partire dagli anni trenta del Novecento, anche un designer, grazie  alle assonometrie dei suoi progetti di arredo, presentate in numerose esposizioni in tutta Europa.

Aurora

Fondata nel 1919, in via della Basilica, dall’imprenditore Isaia Levi, la Ditta Aurora viene destinata alla produzione e al commercio di strumenti per la scrittura, realizzando nel corso negli anni un marchio di successo ancora oggi sia in Italia sia all’estero. Negli anni Cinquanta, a ridosso dell’Abbadia di Stura, la ditta Aurora costruisce il suo stabilimento dopo che quello originario era stato distrutto durate i bombardamenti del 1943. Quello di Abbadia di Stura è ancora oggi l’edificio ove ha sede la storica azienda di penne stilografiche. Dal 2016 parte dello stabilimento è dedicata all’Officina della Scrittura.

Gabetti & Isola

L’attività dello studio di progettazione di Roberto Gabetti (1925 - 2000) e Aimaro Oreglia d’Isola (1928) ha inizio negli anni cinquanta del Novecento, anni in cui è acceso il loro interesse verso i temi legati al design, all’arredamento di interni e alla sperimentazione sui materiali.

La città e il design

Rispetto ad altri “poli” del design italiano, Torino ha vissuto in secondo piano la crescita e la fortuna del Made in Italy, salvo che per il settore della mobilità. E’ possibile però individuare, nell’arco cronologico che va dall’ultimo scorcio del XIX secolo fino a tempi molto recenti, luoghi, eventi, persone che rappresentano questo processo che va da una prima industrializzazione diffusa e diversificata per virare sulla monoproduzione nel campo dell’autotrasporto, e ritornare a una frammentazione che risente della crisi dell’industria automobilistica e ricerca nuovi spunti per costruire l’identità della città.

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