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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Anselmetti

Della cascina Anselmetti, di origine seicentesca, rimane oggi solo la cappella dalle linee barocche che ospita al suo interno il Laboratorio di Storia e Storie. Il complesso, situato in zona Gerbido, al confine con Grugliasco, prende il nome dal banchiere Anselmetti che vi fece costruire la villa padronale.

 


VIA PAOLO GAIDANO 71

Notizie dal: XVII Sec. (1600-1699)

Ampliamento: 1785 - 1790
il banchiere Anselmetti fa edificare la villa

Ampliamento: 1840
il catasto del Rabbini rileva l’ampliamento degli edifici

Demolizione: 1977
la cascina viene demolita

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  • Già nella Carta della Montagna di Torino della fine del XVII secolo, si riscontra una cascina, con impianto planimetrico ad “L” denominata “Bocueri” e posta dirimpetto alla “Belarde”, l’attuale cascina Roccafranca.

    Nel 1730 la Città di Torino vende al signor Bertetti i terreni in zona Gerbido sui quali verrà costruita, sulla preesistente, una nuova cascina.

    Sulla carta topografica realizzata nel 1785 dal De Carolis viene rilevata la presenza di una fabbrica di piccole dimensioni denominata “Bertet”, costituita da due maniche e dalla corte chiusa da muri di cinta. Il territorio circostante, denominato Gerbo o Feudo di Roccafranca dal nome della vicina cascina Roccafranca, comprendeva campi, prati, strade e diramazioni della bealera di Grugliasco.

    Tra il 1785 e il 1790 il nuovo proprietario, il banchiere Anselmetti, fa costruire l’edificio padronale e nel 1790 il Grossi descrive il complesso come “Villa e cascina del signor Banchiere Carlo Vincenzo Anselmetti posta lungo la strada, che si dirama alla destra della strada d’Orbassano tendendo verso la Chiesa del Gerbo; il palazzo è moderno, ed ha un bel giardino avanti con una magnifica cappella attigua; ritrovasi due miglia distante da Torino”.

    Osservando le carte storiche si può notare nel corso del tempo un’evoluzione dell’impianto planimetrico della cascina: si passa dall’iniziale disegno a “L” a una forma a “C” alla quale viene poi aggiunta un’ulteriore manica a sud-est, come risulta dalle mappe del Catasto Napoleonico del 1805.

    Nelle mappe del Catasto particellare Gatti del 1820, la proprietà è attribuita al signor Gaspare Nigra e risulta composta da casa civile, case rustiche, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), forno, cappella, giardino, prati, campi e orti.

    Il catasto del Rabbini del 1866 non rileva variazioni planimetriche ed il proprietario è a questa data il signor Paolo Nigra. In seguito, l’Anselmetti passerà alla famiglia Bellone, poi al Cottolengo e, infine, l’ultimo proprietario risulta essere il commendator Marangoni.

    Durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, in data imprecisata, la cascina è stata lievemente danneggiata.

    La cascina è stata demolita nel 1977 e oggi rimane solo la cappella, con il timpano triangolare e il disegno della facciata di gusto barocco; quest’ultima recentemente è stata restaurata con i fondi del programma Urban 2 e ospita il Laboratorio di Storia e Storie, laboratorio e archivio permanente destinato alle scuole del quartiere e della città e aperto a tutti i cittadini.

     

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    L'ANSELMETTI
    Via Gaidano 71

    Cappella di cascina di pianura.
    Cappella, residuo del civile di un complesso rurale, di valore documentario, tipico e significativo esempio di cappella di cascina di pianura ora inserita nel costruito, in abbandono.
    L'intero complesso venne riedificato nell'ultimo quarto del Settecento; comprendeva oltre alla Cappella, oggi conservata, anche il palazzo e i fabbricati rustici; questi ultimi furono demoliti nel 1977 dalla Città di Torino per costruirvi un complesso scolastico.

    A. GROSSI, 1790; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791; [Catasto RABBINI], 1866; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970; M.G. D'APRA, C. RONCHETTA, 1975; R. ROBATTINO, M. SCANSELLI, 1981.
    Tavola: 64

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • La Marchia , Carte de la Montagne de Turin avec l’etendue de la pleine dépuis le Sangon jusqu’a la Sture, 1694 – 1703, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche per A e B, Torino, Torino 14
    • Francesco De Caroly , Carta topografica dimostrativa dei contorni della città di Torino e Campagne Reali dedicata a Sua Maestà la Regina di Sardegna dall’Umilissimo e Fedelissimo Suddito De Caroly in Torino 1785, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 16 B I Rosso
    • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 23
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 23 , art. 1034
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
    • ASCT, Fondo danni di guerra, inv. 2379, cart. 47, fasc. 4, n. ord. 10
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà