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Scheda: Luogo - Tipo: Vie e Piazze

Piazza Castello

La piazza, già denominata piazza del Castello, fu progettata come piazza regolare porticata antistante al Palazzo Ducale a fine Cinquecento; la configurazione attuale è l’esito di interventi di sopraelevazione su progetto di Benedetto Alfieri nella seconda metà del XVIII secolo.


Lat: 45.07120777475275 Long: 7.685086727142334

Costruzione: XVI Sec. (1500-1599)

Trasformazione: 1769

Bombardamento: 13 Luglio 1943

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  • Definita come piazza regolare porticata nell’ambito del più vasto progetto dell’architetto e ingegnere ducale Ascanio Vitozzi (1539-1615) per il Palazzo Ducale e la via Nuova (attuale via Roma) già da fine Cinquecento, è il cuore della città capitale barocca.

    Il raccordo tra piazza Castello e i complessi urbanistici di diverso impianto o disegno che si immettono su di essa viene affrontato concretamente dal Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri (1699-1767) a metà Settecento. Tra il 1738 e il 1741 Alfieri progetta il Teatro Regio e conferisce alle Segreterie di Stato l’aspetto attuale, ampliando e sopraelevando di un piano, di altezza inferiore a quella dei piani sottostanti, l’edificio juvarriano. Coeva è la progettazione esecutiva di via Dora Grossa (attuale via Garibaldi), rettificata e ricostruita secondo il nuovo tipo edilizio della casa da reddito multipiano per soddisfare le esigenze economiche e demografiche del momento, che pone il problema dell’innesto sulla piazza Castello di disegno vitozziano. La soluzione finale, firmata dall’architetto Vittorio Gallo, prevede la realizzazione di coppie simmetriche di “padiglioni” allo sbocco della via, cioè di elementi di facciata con tre aperture ad ogni piano, delimitati da lesene bugnate che si sviluppano dal piano terra al cornicione; “padiglioni” analoghi vengono previsti per raccordare alla piazza anche le altre vie che vi si immettono (attuali vie Barbaroux e Palazzo di Città). Contemporaneamente si stabilisce di sopraelevare di un piano le fronti esistenti della piazza secondo un disegno analogo a quello della parte alta delle facciate alfieriane delle Segreterie di Stato e del Teatro Regio. L’operazione di sovralzo è accompagnata da alcune modifiche degli ornati vitozziani che caratterizzavano le facciate prospicienti la piazza, ripartite da elementi lineari orizzontali: le finestre del secondo piano vengono allungate fino al pavimento e dotate di balconcini con ringhiere in ferro battuto, attenuando notevolmente i caratteri del disegno seicentesco. Il problema del raccordo degli edifici del XVII secolo al nuovo disegno della piazza sopraelevata viene definitivamente affrontato nel 1773, quando il Congresso degli Edili, per risolvere l’attacco della via Nuova (via Roma) e di via Po, decide di ricorrere al sistema dei “padiglioni”, in modo analogo a quanto già fatto per via Dora Grossa.

     

    Cronologia

    16 luglio 1769, progetto definitivo dell’architetto Vittorio Gallo per il raccordo tra via Dora Grossa (attuale via Garibaldi) e piazza Castello;

    7 agosto 1772, Regio Biglietto che accorda ai proprietari delle case delle contrade di Po e di Porta Nuova (attuale via Roma) «la facoltà di sopraelevare di un piano la propria abitazione»;

    5 agosto 1773, il Congresso degli Edili stabilisce la sopraelevazione di cinque piedi (due metri e mezzo circa) della contrada di Porta Nuova e definisce il raccordo della stessa con piazza Castello per mezzo di “padiglioni” angolari.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    PIAZZA CASTELLO
    Piazza Castello

    Complesso urbano pianificato.
    Complesso di edifici con disegno unitario di facciata, di valore storico-artistico e ambientale che definiscono lo spazio di Piazza Castello, centro emblematico e funzionale della città capitale.
    Il progetto di costruire portici e nuove facciate alle case della Piazza del Castello di Porta Fibellona è di A. Vitozzi, a partire dal 1584, e venne attuato nei decenni successivi. Nella prima metà del Seicento sfociavano sulla piazza le nuove strade a facciate unitarie della Via Palazzo di Città e della Via Nuova (Roma). Con l'ampliamento della città verso Po, (editto del 1673) venne realizzata la parte orientale della piazza (Piazza dietro al Castello) separata dalla piazza davanti al Castello da edifici addossati alle mura romane, demoliti nell'epoca napoleonica. Il disegno di Piazza Castello venne fatto proseguire nelle linee principali (cornicione, cornici e gli ordini) sulle fronti laterali degli isolati (è riconoscibile in Via Accademia delle Scienze e in Via Cesare Battisti). Nel Settecento gli edifici sulla piazza furono alzati di un piano sino all'altezza della "dirizzata" Via Dora Grossa (Garibaldi). Le riplasmazioni legate ai ?risanamenti.' di fine Ottocento (apertura di Via P. Micca) e degli anni Trenta (Via Roma) conservarono o ripresero il disegno unitario di facciata della Piazza.

    N. CARBONERI, I967; ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, I968, vol. I, pp. 1049 sgg., pp. 1311 sgg., V. COMOLI MANDRACCI, Torino, 1983, pp. 19 sgg.
    Tavola: 41

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Giovanni Battista Borra, [Progetto, controfirmato da Benedetto Alfieri, dei “padiglioni” sull’angolo tra via Garibaldi e piazza Castello], Torino 1747. Biblioteca Reale di Torino, Disegni, U. I., n. 46
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