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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Le Vallette

Viale dei Mughetti, via dei Gladioli, via delle Primule, via delle Pervinche, corso Ferrara, corso Molise. Nell’immaginario torinese il quartiere delle Vallette significa ben presto luogo di segregazione e degrado sociale, nonostante la qualità degli interventi progettati dai 45 architetti coinvolti nella costruzione di un nuovo pezzo di città.


Lat: 45.104341849814986 Long: 7.630230188369751

Inizio: 1957 - 1978

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  • edilizia popolare
  • quartiere
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  • mostra contemporanea
  • Il quartiere delle Vallette è uno dei principali esiti torinesi dei piani generati dal secondo settennio Ina-Casa. Coordinato dalla Commissione per l’Edilizia Popolare (CEP) e appaltato dall’Istituto autonomo per le case popolari, il piano particolareggiato per il nuovo insediamento all’estrema periferia nord-occidentale della città è affidato nel 1957 a Gino Levi Montalcini, coordinatore del gruppo costituito dagli architetti Nello Renacco, Aldo Rizzotti, Gianfranco Fasana, Nicola Grassi e Amilcare Raineri. L’intervento prevede la realizzazione di 16.500 vani su una superficie di 71 ettari, divisa in 12 lotti su cui si alternano blocchi residenziali, servizi e verde pubblico. La scelta di una zona avulsa dal centro cittadino solleva subito numerose polemiche, che vedono nelle Vallette l’occasione per meccanismi di formazione della rendita tipici di operazioni immobiliari ai confini della città e derive di segregazione sociale. Il complesso edificato presenta una notevole eterogeneità tra i vari lotti, esito dei differenti approcci al tema da parte dei 45 progettisti coinvolti, suddivisi in nove gruppi. Dalle case a schiera di sei-sette piani tra corso Ferrara e via delle Pervinche (Gino Levi Montalcini, Felice Bardelli, Carlo Angelo Ceresa, Domenico Morelli, Mario Passanti, F. Vaudetti) a quelle con ampie corti interne e tetti a falde sporgenti nella zona tra via delle Pervinche, via delle Primule e viale dei Mughetti (Augusto Cavallari Murat, Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Giorgio Raineri), le Vallette compongono soluzioni tipologiche e formali diverse, che guardano in alcuni casi ai caratteri dell’architettura tradizionale locale, in altri alle esperienze scandinave e britanniche. Le diverse unità sono separate da strade per il traffico veicolare, mentre al loro interno si privilegiano i percorsi pedonali, che connettono le attrezzature e i vari servizi alle residenze. Restano, in ogni caso, la debolezza degli spazi pubblici che circondano le unità e l’alienazione di questa nuova parte di tessuto urbano dalla città consolidata.

    Sul finire degli anni novanta la piazza centrale è stata oggetto di un intervento di riqualificazione (Divisione Infrastrutture e Mobilità della Città di Torino) nel quale spicca il recupero del teatro parrocchiale, divenuto sede di un centro di produzione teatrale di livello cittadino.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    LE VALLETTE
    Corso Ferrara, Via delle Primule, Corso Toscana, Corso Molise

    Complesso di edilizia economico popolare.
    Segnalazione di nucleo di interesse ambientale e documentario, tipico esempio di pianificazione urbana fine anni Cinquanta, con relativa area di pertinenza costituente integrazione ambientale.
    Su progetto degli architetti N. Renacco, G. Levi Montalcini, G. Rigotti, F. Bardelli, N. e L. Mosso, A. Cavallari Murat, R. Gabetti, A. Oreglia d'Isola, G. Raineri. C. Bairati, C. Decker; edificazione tra il 1958 e il 1978 del complesso suburbano autosufficiente pianificato ad edilizia popolare pubblica.

    Urbanistica, 1958, n. 23; Edilizia Popolare. 1958, n. 21; CASARELLA 1962. n. 261; Edilizia Popolare, 1962, n. 44; IACP, 1967; ld.. 1972.
    Tavola: 17

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