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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ex sede della ditta Giuseppe Martinotti

In via Barbaroux 9 Giuseppe Martinotti fondò, nel 1831, un mobilificio. Nel 1926 fu rilevata dalla Colli MIRAM, impresa produttrice di ricami e coperture per poltrone e divani. Nel 1943 l'edificio fu pesantemente colpito da bombardamenti e poi ricostruito in posizione leggermente arretrata rispetto al profilo della via.


VIA GIUSEPPE BARBAROUX 9

Inaugurazione: 1831

Dismissione: 1926

Bombardamento: 13 Luglio 1943

  • Indice
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  • bombardamento
  • industria
    • Tag
  • bombardamenti
  • 1. Storia dell'edificio

    E' nella parte più prestigiosa del centro storico torinese, in via Barbaroux 9, che Giuseppe Martinotti fonda nel 1831 l'omonima azienda produttrice di mobili. Tipica impresa a carattere familiare, diventerà azienda leader nella produzione di arredamenti di alta qualità, arrivando a superare all'inizio del Novecento la quota di cento dipendenti. Nel 1926 viene rilevata dalla Colli MIRAM (Manifattura Italiana Ricamo a Mano), impresa torinese impegnata nella produzione di ricami e coperture per poltrone e divani, e diventerà la principale e più escusiva ditta prodruttrice di arredi di lusso.

    2. Bombardamenti

    Durante il secondo conflitto mondiale l'edificio subì pesanti bombardamenti il 13 luglio 1943. Lo stabile, di proprietà municipale, era locato, al tempo, all'ing. Francesco Barbero: nell'ottobre 1945 la Giunta Popolare gli accorda una riduzione dell'affitto per il periodo compreso tra l'agosto 1943 e il settembre 1945 in ragione dei danni subiti (da L. 48.000 a L. 9.000). L'edificio attuale è frutto di una ricostruzione post bellica e risulta più arretrato rispetto al profilo della via.

    • Fonti Archivistiche
    • Asct, Deliberazioni della Giunta popolare, Provvedimenti prefettizi, 31 ottobre 1945, verbale 35, § 40
    • ASCT Fondo danni di guerra, inv. 51, cart. 1, fasc. 51, n.ord. 9
    • Archivio Pier Luigi Colli
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • ISMEL
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà