Scheda: Evento - Tipo: Culturale

Le Case e le Cose. Le leggi razziali del 1938 e la proprietà privata

Realizzata nell’ambito del progetto integrato del Polo del ‘900 “1938-2018. A 80 anni dalle leggi razziali”, la mostra è dedicata alle leggi razziste del 1938 e a come queste incisero sulla proprietà privata. L’esposizione è curata dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

 


PIAZZA LORENZO BERNINI 5

Data dell'evento: 22 Novembre 2018 - 31 Gennaio 2019

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  • 1938-2018

01. Il progetto

La mostra è un evento espositivo realizzato nell’ambito del progetto “1938-2018. A 80 anni dalle leggi razziali”, sviluppato a Torino nell’arco del 2018 in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle Leggi razziali.

Nell’autunno del 1938 furono emanate le “leggi razziali”, un corpus di provvedimenti legislativi che sancirono, per i cittadini italiani “di razza ebraica”, la progressiva privazione dei diritti civili. Colpisce oggi la sproporzione fra l’ampiezza del periodo trascorso dalla svolta antiebraica di Mussolini e la dimensione limitata della consapevolezza formatasi nel nostro Paese riguardo alla corresponsabilità delle istituzioni e di una parte della società italiana nella politica persecutoria di quegli anni.

In occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi contro gli ebrei emanate dal regime fascista, il progetto 1938-2018 dedica un anno a un momento cruciale della storia del nostro Paese. L’obiettivo è quello di mantenere vivo il ricordo attraverso una riflessione profonda che porti a una più ampia consapevolezza su quel capitolo di storia e, nello stesso tempo, affronti il tema quanto mai attuale del razzismo e della xenofobia.

In particolare nell’autunno 2018 si concentrano le iniziative al Polo del ‘900 e all’Università degli studi di Torino: workshop, dibattiti, rassegne cinematografiche, performance teatrali, incontri, esposizioni, attività educative, laboratori didattici, percorsi tematici in città. Due i momenti espositivi: Che razza di storia, al Polo del ‘900, e Scienza e vergogna, al Rettorato dell’Università, che racconta responsabilità e ambiguità nel rapporto dell’università con le politiche razziali della dittatura. Molte anche le iniziative in altre istituzioni cittadine che hanno aderito all’appello a partecipare al progetto con iniziative diffuse sul territorio (https://museodiffusotorino.it/Files/Eventi/0000-il-programma-degli-eventi.pdf).

 

02. La mostra

L’Archivio storico della Compagnia di San Paolo, gestito dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, conserva non solo le carte della sua storia antica ma anche quelle del Novecento derivanti dall’attività della banca, tra cui il Servizio Gestioni EGELI - Ente Gestione e Liquidazione Immobiliare.

Si tratta di 115 metri lineari di documenti con oltre 6300 fascicoli, registri, rubriche dal 1940 al 1950 che raccontano la storia del destino amaro che costrinse le famiglie ebree italiane (e successivamente anche straniere) a lasciare le loro case con gran parte dei beni in esse contenuti. Tutte le carte sono inventariate e rese disponibili al pubblico, oltre a essere valorizzate da strumenti digitali che aprono nuovi percorsi per la ricerca umanistica. Tra i più toccanti temi risultano i destini incrociati delle persone: proprietari di case e cose che perdono le proprietà e i beni personali, periti e funzionari della banca che svolgono le pratiche con puntigliosa capacità, e cittadini colpiti dalla guerra diventati utilizzatori più o meno consapevoli dei beni sottratti.

L’esposizione racconta questa realtà, dalla promulgazione delle leggi razziali alla restituzione dei beni, espone documenti e immagini, propone una mappa interattiva che localizza in Piemonte, Liguria e in particolare a Torino le ubicazioni dei sequestri, propone immagini contemporanee di palazzi e portoni torinesi, testimoni in pietre e mattoni della storia.

Il progetto #vistadaqui della Compagnia di San Paolo è stato coinvolto nella mostra e al gruppo volontari per la cultura si devono le belle immagini simbolo di case, portoni, atri, campanelli scattate nei luoghi della memoria dei sequestri e anche nei casi in cui i nominativi delle pratiche conservate si ritrovino tra quelli delle pietre d’inciampo.

Il percorso espositivo è anche consultabile sul sito della Fondazione, dove è anche scaricabile il catalogo. La curatela storica e archivistica è di Fabio Levi e Anna Cantaluppi.

 

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Ente Responsabile

  • Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo