Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Quartiere corso Sebastopoli, INA-Casa

Sorti nell’ambito del secondo settennio del piano INA-Casa, i fabbricati sono realizzati dall’Istituto per le case popolari, all’insegna però di standard qualitativi d’impronta borghese, come attesta anche la presenza di unità abitative composte in media da sei vani.


Lat: 45.049141 Long: 7.632236

Costruzione: 1958 - 1959

Categorie

  • edilizia popolare

La realizzazione dell’insediamento avviene alla fine degli anni Cinquanta nell’arco del secondo settennio del piano INA-Casa, reso possibile dalla proroga della legge Fanfani cui si deve l’avvento di tale forma di gestione. I lavori vengono svolti dall’Istituto per le case popolari, sebbene gli standard qualitativi applicati siano in realtà superiori a quelli scelti per le coeve costruzioni destinate alle categorie operaie. Nella fase progettuale sono coinvolte personalità di rilievo quali, ad esempio, l’architetto Carlo Mollino (1905-1973), per il quale si tratta dell’unica prova sostenuta nel campo dell’edilizia residenziale pubblica. Caratterizzato da criteri d’impronta borghese, il quartiere è articolato in ventidue corpi di fabbrica disposti lungo l’asse di via Castelgomberto a partire dall’incrocio di corso Sebastopoli, con la presenza nella parte interna di edifici a sei piani fuori terra e verso i margini di strutture a torre slanciate sino a nove piani. Nel 1966 viene aggiunto un altro edificio, per un totale di quattromilacinquecentocinque vani distribuiti in ottocentocinquantotto alloggi. Le unità abitative non erano state infatti previste in metrature ridotte, e comprendevano in media cucinino, sala da pranzo, tre camere e servizi igienici completi, indice del tipo di utenza che si intendeva coinvolgere. Oltre alla centrale termica comune, non furono inclusi altri servizi collettivi, predisponendo però locali per negozi al piano terreno degli edifici a torre.

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