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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Palazzo delle Regie Segreterie di Stato

Il palazzo nasce dal riordino dello Stato voluto da Vittorio Amedeo II, su progetto di Filippo Juvarra; a Benedetto Alfieri, suo successore, si deve l’aspetto attuale e la connessione al sistema della zona di comando. Prima del trasferimento della capitale a Firenze, nel 1865, vi avevano sede i Ministeri di Grazia e Giustizia, della Guerra, dell’Interno e degli Esteri. Oggi rimane la Prefettura.


PIAZZA CASTELLO 205

Costruzione: 1732
inizio dei lavori sotto la direzione di Filippo Juvarra

Bombardamento: 13 Luglio 1943

Bombardamento: 13 Agosto 1943

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  • 1. Storia dell'edificio

    Al complesso programma di riforme dello Stato, inaugurato da Vittorio Amedeo II (1666-1732) nel 1684, si lega la definizione finale della cosiddetta “zona di comando” della capitale sabauda, ossia del nucleo centrale di governo, stabilmente insediato nella città e ruotante attorno alla sede dello stesso sovrano. Nell’ambito della macchina statale, la burocrazia occupa un ruolo ormai determinante, sicché la Segreteria di Stato si vede riconosciute specifiche competenze in materia di relazioni con gli stati esteri, di sanità, di adeguato rifornimento di viveri, ma anche di commercio, di polizia e di cultura. Uno specifico regio editto (17 febbraio 1717) suddivide la competenza della medesima in tre sezioni: affari stranieri, affari interni, affari della guerra, con i rispettivi funzionari, in costante aumento numerico fino agli anni Ottanta del secolo. Alla precisa definizione delle funzioni corrisponde anche la scelta della realizzazione di una sede adeguata, già prefigurata dalle tavole dell’opera encomiastica – voluta sin dalla metà del Seicento, quando ancora lo Stato era un ducato, del Theatrum Sabaudiae (Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis Pedemontii Principis Cypri Regis, 2 voll., Blaeu, Amsterdam 1682) – ma che il Primo Architetto Filippo Juvarra (1678-1736) inserisce all’interno di una committenza regia che «guarda alla città con la forza di uno stato ormai assestato» (Comoli, 1983, p. 65). Iniziati i lavori nel 1732 (già sotto Carlo Emanuele III, succeduto al padre due anni prima), con la partenza di Juvarra per Madrid (1734) e la ripresa, dal 1738, del cantiere da parte del nuovo Primo Architetto Regio, Benedetto Alfieri (1699-1767), impegnato nella progettazione del Teatro Regio (dal 1738), anche le Segreterie mutano di aspetto rispetto al progetto juvarriano proprio in funzione del loro ruolo di connessione tra teatro e Palazzo Reale, collegamento ancora più magniloquente ottenuto allineando il fabbricato sulla piazza al rondò di testa della galleria del Beaumont (oggi parte dell’Armeria Reale). Alfieri prevede nel contempo un ampliamento degli uffici e l’aggiunta della fascia corrispondente al portico del piano terreno. Al 1739 il corpo di fabbrica è coperto e nel 1741 si termina anche il nuovo scalone dell’Armeria; entro il 1756 le Regie Segreterie sono compiute. Rispetto all’originario programma juvarriano, come delineato nel progetto del 1730, «Carlo Emanuele III e Benedetto Alfieri, in unità d’intenti, tracciano il nuovo profilo della capitale, traslando le numerose suggestioni juvarriane, in una reinterpretazione inedita di sicuro taglio programmatico» (Roggero Bardelli, 2002, p. 802). Luogo di lavoro di personaggi che contribuirono alla costruzione dell’Italia, tra cui Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861), del quale si conserva restaurato lo studiolo, il palazzo fin dal 1866 ospita il Prefetto e dal 1872 (in affitto), poi dal 1885 per acquisto, la sede della Provincia di Torino. Per rispondere alle nuove esigenze, nel 1906 il palazzo è sopraelevato; negli anni 1912-1916 è aperto al piano terreno, con un varco, per permettere la connessione diretta con i Giardini Reali.

    2. Bombardamenti

    Il cosiddetto Palazzo del Governo destinato alla Prefettura fu bombardato in due occasioni, il 13 luglio 1943 e il 13 agosto 1943. I danni maggiori interessarono il tetto, parzialmente crollato per un incendio causato da spezzoni incendiari, al numero civico 195; al civico 205 si registra il sinistramento di un piano. Nel giugno 1944 il tetto risulta già parzialmente ripristinato e i locali distrutti risultano ricostruiti.

    3. Cronologia

    Dal 1738, prosecuzione del cantiere sotto Benedetto Alfieri e nuovo sviluppo;

    1741, nuovo scalone su progetto di Alfieri;

    1756, completamento dell’edificio;

    1866, insediamento del Prefetto;

    1885, acquisto da parte della Provincia di Torino di parte dell’edificio;

    1906, sopraelevazione;

    1912-1916, apertura del varco di collegamento con i Giardini Reali.

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Giovanni Battista Borra, Regie Segreterie e Teatro nella piazza dietro il Castello, incisione in rame, 1749, Archivio Storico della Città di Torino
    • Archivio di Stato di Torino (ASTo), Corte, Palazzi reali, Torino, Segreterie e archivi, n. 1.
    • ASTo, Corte, Palazzi reali, Torino, Teatro imperiale, nn. 1-4
    • Archivio di Stato di Torino, Corte, Materie giuridiche, Ministri e segreterie, mazzo 1, n. 35 (definizione delle competenze delle Regie Segreterie
    • ASCT Fondo danni di guerra, inv. 68, cart. 2, fasc. 5, n.ord. 1
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà