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Targa commemorativa presso la stazione ferroviaria di Porta Nuova, particolare. © MuseoTorino

Per non dimenticare

In occasione del 27 gennaio, “Giorno della Memoria”, la Città di Torino, unitamente alla Provincia di Torino e a enti, istituti e associazioni culturali, organizza e promuove iniziative per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza. La città di Torino, medaglia d’oro al valor militare, interessata in maniera particolare dagli eventi tragici della Seconda Guerra Mondiale, è stata teatro di fatti drammatici, cui donne e uomini di allora reagirono facendo di un momento buio della storia del Paese un’occasione di riscatto civile.

Luoghi simbolo di questo momento storico sono, per esempio, la stazione di Porta Nuova, da cui partirono i convogli per i campi di concentramento e sterminio, l’ospedale Mauriziano, ove vennero nascosti ebrei e perseguitati, le carceri Nuove, dove furono rinchiusi e torturati gli oppositori del regime. MuseoTorino propone un approfondimento allargato a luoghi, temi, enti e persone che di questa vicenda sono stati protagonisti.


Legge 20 luglio 2000 n. 211.

 

Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

 

Art. 1

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

 

Art. 2
1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

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Caserma Dogali poi Alessandro La Marmora

La caserma La Marmora è impressa nella memoria cittadina non tanto per le sue originali funzioni di edificio a uso militare, quanto per la più triste riconversione dopo l’8 settembre 1943 a luogo di detenzione e tortura dei sospetti oppositori al regime.

Albergo Nazionale

Dal 25 settembre 1943 la Polizia di Sicurezza tedesca si installa in questo edificio trasformandolo nel loro quartiere generale. Qui avvenivano gli interrogatori dei prigionieri.

Carceri giudiziarie dette Le Nuove

Il carcere giudiziario di Torino fu realizzato tra il 1862 e il 1870. Le carceri giudiziarie furono colpite dal bombardamento del 20 novembre 1942. Luogo di reclusione, durante il fascismo, per gli oppositori del regime, la struttura carceraria fu trasformata dopo il 1945 e utilizzata fino al 2005.

Ghetto ebraico

Ghetto vecchio: delimitato dalle vie Maria Vittoria, Bogino, Principe Amedeo e san Francesco da Paola. Ghetto nuovo: via des Ambrois 2.

Ospedale Mauriziano Umberto I

Il grande ospedale sull’antico viale di Stupinigi venne progettato dal dottor Giovanni Spantigati e dall’ingegner Ambrogio Perincioli tra il 1881 e il 1885. Edificato a padiglioni, la struttura fu la sintesi perfetta delle teorie igieniste dell’epoca. L’ospedale Mauriziano fu bombardato numerosissime volte nel corso del secondo conflitto mondiale: cinque volte nel 1942 e altrettante nel 1943.  

Stazione di Porta Nuova

Nata come termine della linea Torino-Genova inaugurata nel 1853, la stazione fu realizzata dopo l’unificazione italiana dall’ingegnere Alessandro Mazzucchetti e dall'allievo Carlo Ceppi. Durante la Seconda Guerra Mondiale la stazione diventa centro di raccolta dei deportati ai campi di raccolta e concentramento. La stazione di Porta Nuova fu colpita da due bombardamenti: il primo l’8 dicembre del 1942, il secondo il 13 luglio del 1943.

Orfanotrofio Israelitico

L’orfanotrofio per fanciulli poveri “Enrichetta Sacerdote” venne istituito nel 1890 allo scopo di accogliere gli orfani e di avviarli ad una professione. Attualmente l’edificio è sede di un istituto superiore paritario.

Sinagoga

Dopo diverse vicissitudini di carattere finanziario e tecnico, la sinagoga della comunità ebraica fu inaugurata nel 1884 nella zona di Porta Nuova, nell’allora recente quartiere di San Salvario. La Sinagoga fu distrutta dai bombardamenti del 1942 e poi ricostruita.

Lapide in memoria dei deportati

Lapide dedicata ai deportati, collocata dall'amministrazione provinciale, in piazza Castello, lato Prefettura

Lapide in memoria dei deportati politici

Lapide dedicata ai deportati politici, stazione di Porta Nuova, lato arrivi, di fronte al binario di partenza dei trasporti per i campi (n. 17), collocata dall'Aned.

Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

Il Museo, che ha sede presso i Quartieri Militari, offre un allestimento multimediale e interattivo dedicato all’interpretazione della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze. Alcuni spazi al secondo piano ospitano mostre temporanee, incontri e proiezioni su temi storici e di attualità.

Emanuele Artom (Aosta, 1915 - Torino, 1944)

Caduto per la libertà. Oppositore del Fascismo, nel maggio del 1943 si iscrive al "Partito d'azione". Viene catturato in Val Germanasca e, torturato, muore alle Carceri Nuove.

Giorgina Arian Levi (Torino, 1910-2011)

Insegnante e saggista, membro attivo della comunità israelitica torinese, militante del Partito Comunista Italiano, è stata consigliera comunale a Torino e deputata.

Primo Levi (Torino, 1919-1987)

Chimico, scrittore, poeta, Primo Levi fu deportato ad Auschwitz. Alla tragica esperienza del lager ha dedicato alcune sue opere tra cui Se questo è un uomo.

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