Dafn« Calorati M.
si ........ e non *j '|<>|»|»a
pretendere troppo dal
le "iurie. co-tituile ila
uo in i il i
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tulle Ir
loro passioni, il biro
spirilo ili parie, co-
strette a un lavoro a f
frettalo e a tener cal-
mio «li m o lti fa tto ri
«strane! alParle. non
u ltim o quello ilello
spazio e ilei elilinea-
mento. K
m iiio
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to le difficoltà ilei eoi-
loeatuento elle rendo
no. nelle Mostre ili
ma»*a. più faticoni l"o-
rientameiito ilei puh-
Miro e il eoinpilo
ilo-
•Irò. jiiii difficile per il
numero dell»* operi* da
esaminare e per il fal
lo elle non di ri-nItati
po.iiivi. ma
Millanto
di
linone in te n z io n i
so-
venie bisogna tener
ronlo. Difficoltà elle a
N apoli sono ancora
ere»eiule per la non
■inolia d isp o s iz io n e
•Ielle
«ale della Palazzina Spagnola, situate in Ire
piaili diverbi e elle non hanno pernierò si collo
ca
»
m
*
in huoiia Iure e eoli «ufficiente respiro «e non
ini.i parie delle opere.
Tuttavia. anehe semplicemente con-iderando quello
chi- la Mostra ha potuto dare, constatiamo come il
livello medio ahhia migliorato. Si avverte, in ge
nere. una più seria comprensione dei valori essen
ziali della pittura
e
della
M
ultimi
e
si
è
rapinino
un minimo di huon frusto, eh
e
non co«lituisce
Mil
lanto un fatto di cultura. La
stessa
deprecala mo
notonia di quota come di tutte le Mostre recenti
non costituisce
se
non un
sedilo
di maggiore unità.
Il Piemonte è. insieme con la Liguria, la regione
rio* ha risposto con maggior compattezza all’ap-
|i*-ilo e che si impone come valori. \ediamo infatti
Ir.i le opere di pittura che emergono, per inteiisilà
espressiva e per doli poetiche, la natura morta di
fi"ri e il ritrailo di l.uizi Spazzatali, che dal fiorilo
tirila rivelazione fallane da quello scovatore di
avanguardie che fu il
nostro Persico,
è venuto irro-
bu-tendo e rendendo più co»truttive le linee «eiolle,
sensuali ma vive, i
rahcM'hi
fanta-liei ilei suoi qua
dri. ehe semhrano voler imprigionare immagini di
soglio: il pae«a^>:io di Knrico Paulucci. in cui la
n.ttiva freschezza e l'estro lirico hanno trovato sot
tili accordi con le raffinatezze del j:u*to: e i quadri,
■n cui maggiormente predominano preoccupazioni
Hi «aldezza e di controllo dell'impianto plastico, di
Italo
C rem ona.
Dafne Mau^ham
CaM irali.
Nicola
Calante.
Paola
Levi Montaleini: accanto alle o|wre
In giardino
dei milanesi Mucchi.
Spilimhergo. Spreafico.
di una singolare riso
nanza spirituale; ai li-
•'uri che primeggiano
per la q u a lità della
pittura, da Saccorolti,
Kamhaldi. IVIuzzi. a
Libero V e r z e lti. che
per la prima volta, for
se. in una Mostra na
zionale. dà la piena
misura del suo valore,
con un ritratto e un
paesaggio in cui la
espressione poetica è
rag g iu n ta attraverso
e lem e n ti strettamente
pittorici, a De Salvo.
Diomede. Solari. Bal
sami. Collina. Barli: ai
napoletani che per mol
ti rappresentano la ri
velazione della Mostra.
Cortiello prima di 'otti
e poi Brancaccio. l»....
rizzo e Ciardo; ai ro
mani Guzzi e Toso: al
veneto Seihezzi; a Bru
no Saetti che ha un
forte ed espressivo affresco. Tra i pittori piemontesi
sono ancora da mettersi iu rilievo, per pregi diversi
e con opere di valore ineguale: Pietro Martina, un
nome nuovo per noi. che sarà hene seguire in avve
nire. Yalinotti. che ci appare più libero che iu
Mostre recenti. Mauzone. Muraioli. Cuniolo.
Nella scultura sono più chiari i segni da cui tu
puoi staccare dalle altre le opere che ahhiano del
l'arte del nostro tempo l'essenzialità : la dolorosa
fragilità della « Cazzclla ferita » di Venanzio Cro
ccili: la dolcissima « Madonna con Bambino » e la
intima, misteriosa « Marcella » di Mario Kaimondi.
Ma accanto a questi altri scultori appaiono, meno
tormentati nella unitaria ricerca di masse espres
sive: E. Martini, a volta troppo dolce: A. C. Maine.
con il compatto blocco del suo « Pesce abissale»: il
gruppo dei migliori piemontesi, che la serietà del
lavoro accomuna; e la castigatezza della resa pla
stica: Umberto Ma^trojanni. che si è messo in
buona luce ndl'ultim a Biennale. Renzo Moscatelli.
Koberto Terracini. Claudia Formica.
Con i futuristi, tra cui campeggia l'estro di Knrico
Prampolini. espone Kaffaele Castello, in cui la vio
lenza delle forme primigenie si compone in solari
armonie. I na sala è dedicata alla Mostra retrospet
tiva di Achille d'Orsi. che tra gli scultori napole
tani della seconda metà del secolo scorso fu una
delle personalità più decise. Nella sezione della me
daglia equine il piemontese Audacia; in quella del
bianco e nero G ino Bozzetti e Marcello Boglione.
A T T IL IO POO fSTÀ
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