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I

h

i Ì É » « J É I

/

ii questa zona d illa c ittà si ha l'im pressione del­

l'in flu e n z a e del

dominio

del numero. Le nuore

costruzioni r i sorgono con

un

c rite rio d i la n jo e co­

modo im p ia n tii, come n contenere g li assiepam enti d i

una fo lla ; certi la rg h i, un po ' ap erti a i quattro re n ti, son

s o rre g lia ti da fabbriche am pie e robuste che si a rra m ­

picano fin o a l sesto e al settimo p ia n o . Dentro le casi

s i im m a gina una cita febbrile c m inu ta, massaie,

bam bini, fatta d i p in o le necessità, d i esigenze modeste,

d i tono apertamente popolare. S iam o ancora a i m a rg in i

della c ittà , della città che ha im pin gua to ed accresci»};>

il p ro p rio nucleo, lu c a n o q u i si cercherebbero i colori e i

connotati d ii centro: è come se s i fossero dispe rsi attra

rerso g li in tric h i delle strade. Sbarcando d a i tram s i ha

l'id e a d i approdare in una città n u o ra , sconosciuta,

dopo acer percorso un lungo

<

com plicalo tragitto.

V aria e bella T o rino con tanta ricchezza d i p ro s p e ttili

e d i pa n o ra m i anelo cosi considerata • osscrrata a

fra m m e n ti, ('orso F errucci eoa la sua im pronta d i

strada d i circon rallazio ne, netto, chiaro, sgombro,

cintato d i un collari d i candide m ura, con il renh

rugginoso d ig li alberi che respirano a ffa c c ia ti; V ia V il-

la fra n c a , cera e p ro p ria introduzione al borgo, intensa,

g n in ita , con i lineam en ti u n ifo rm i dei ra s a n ti delle

case, in c u i il d isign o delle facciate, fin a neo i fe rri dei

balconi sono come l'in d ic e is te rilii d i una rita semplice

i

ii

ii

no rosa. l ’a m a che la ria si confonda con il te r ri­

torio d illa cam pagna, si aprono p ic c o li appezzam enti,

dietro il dorso d i casi isolate: i te rre n i m in im i d i o r ti:

• g li sbocchi i g li sfondi tra re rs i s a la n o i capannoni

e i fu m i delh indu strie.

V ia M o ngine rro , qu i presso, ha p ro p rio l'aspetto r i

il carattere del fu lcro del borgo. E densa, concentrata;

e questa sua q u a lità d i p re d om in io

,

suffragata da segni

appariscenti, d ic h ia ra a gran rocc. I negozi, g li em­

p o ri si contendono lo spazio delle mostre, le cctrin t

cercano d i so re rc liia rs i, le scritte e i ric h ia m i soni

come u m ilia ti d i non poter s trilla re p iù forte, he

/<ic*

date nuore o la n o rità degli arredam enti, dorè appaiono

aspirano a staccarsi, a risa lta re con la d ire rs ità dellt

dispo sizioni o i colori delle tinte. E questa una ria clu

fino a i co n fini degli u ltim i p ia n i, alle finestre, a i bai

•

coni mostra i connotati d i una rita grem ita ed intensa.

E si pi usa che se anche fosse a ru lsa , staccata, non

aresse questa fisonom ia d i freccia sboccata a rs o un

centro, potrebbe da sola bastare alle p ro p rie esigenze

,

d is trib u ita eom'c per tutta la scala delle necessità, dalla

pam tteria al cinem atografo.

.1

ronzando a rso

piazza

Sabotino

—

ima piazza d a lla disposizione spiegata

«rf

i strusa

—

l'in c o n tro d ii re ttifilo d i Corso Peschiera,

am pio, casto, col suo aspetto ili fium e d'asfalto, con

i suoi lin i ano liti d i propaggi ne c itta d in a , appare subito

come u n 'a ltra imm agine della zona. S i a r a r le la

recente nascita d i certi fabbriche; q u i i pala zzi tendono

ad ima compostezza e com odità c grandio sità d i un

sicuro im p ig lio architettonico d i m a rm i, i cem enti di

tante costruzioni mostrano il riso intatto d ii g io rn i

d i II'ina ugurazion e. E le case che s o rri g lia n o g li angoli,

le retiate degli s ta b ilim e n ti e delle autorimesse non

sentono d illa lotta con

l'ararizia

degli spazi. Stacca la

sagoma lin d a e geometrica d e ll'* Am os M a ra m o tti

»

e d i­

re n ili un modulo e uno schema p e rle nuore costruzioni.