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spegner le luci è moda relativamente

nuova per conferire maggior efficacia al­

l'illusione scenica.

Il progetto di Morhelli e Moro/zo appunto

in questo tentativo ili ricreare per la folla

moderna l'atmosfera del teatro di Corte,

si distingue da alcuni altri progetti in

cui forse non è stato tenuto conto delle

antiche consuetudini nate con il « He*

gio». In essi era prevista una ;-ala tutta

rixolta verso l'azione sulla scena, una

sala da riempire e .«follare in pochi ino*

nienti ( specialmente per quanto riguarda

le gallerie) in conformità del ritmo della

nostra vita quotidiana.

I problemi che in particolar modo si rife-

riscono alla costruzione della sala e delle

cui soluzioni verrà detto paratamente

possono \enir compresi in tre fonda-

mentali :

— Acustica e visib ilità: in conseguenza,

particolare studio delle esigenze tecniche

di un teatro moderno e quindi dei risul­

tati ottenuti da tecnici e costruttori nel­

l'ultimo ventennio.

— Capacità e frazionamento dei posti nei

\ari ordini.

— Carattere di regalità come da esplicita

richiesta del hando.

In considerazione di quest'ultima esi­

genza gli architetti hanno imposta alla

sala la forma a tenaglia, molto vicina al

ferro di cavallo, giudicando essenziale la

reciproca visibilità fra gli spettatori della

platea, dei palchi e delle gallerie: quasi

creando quello >pettacolo nello spettacolo

cui s'è accennato >e pure, con gli im­

pianti di cui il nuovo palcoscenico sarà

stato dotato, gli intervalli diverranno bre­

vissimi.

La forma ellittica della sala orientata con

l'asse maggiore deU’ellissi normale al

boccascena pare inoltre la più adatta a

>oddisfare il desiderio di centralità dello

spettatore, prevalente su quello di pros­

simità al luogo dell'azione.

I posti sono suddivisi in cinque ordini:

platea, palchi di primo e second’nrdine,

prima e seconda galleria, per un totale

di*3393

po-.ti

a «edere così rip artiti:

platea : TOT poltrone della lunghezza

media di m. 0.63 con una distanza da

!>rhienale a «cliienale di m. 0.84:

— palchi: 80 compreso il palco reale.

Possono contenere ciascuno sei persone,

completivamente 4T4 posti;

— prima gallerìa: 10T0 poltroncine della

Prospetto

mi

via

C.

Vtfdl •

ii iì o m

dal tra portici d'intarrompimarno

larghezza media di m. 0.5T con una distanza da

schienale a schienale di m. 0.T8 delle quali 606

numerate e 434 non numerate;

— seconda galleria: 11T2 poltroncine della lar­

ghezza media di ni. 0,52 con una distanza da schie­

nale a schienale di m. 0.T5 delle quali 438 nume­

rate e 634 non numerate.

Nelle tavole II, III. IV , V I. V ili, riproducenti le

piante dei vari ordini di posti si può seguire il suc-

ce*«ivo svasamento della sala dalla platea, che una

corona di piccoli pilastri posti in corrispondenza

delle divisioni dei palchi sovrastanti delimita e se­

para dal corridoio di sfollamento, ai palchi agget­

tati di m. 1.80 sulla platea, alla prima ed alla se­

conda galleria che nel punto di massimo aggetto si

spinge sulla galleria sottostante di m. 3.T0, fino alla

!>erie di aperture costituenti una loggia continua

lungo l'intero profilo superiore del vano ed a cui,

oltre alla funzione di soluzione di un passaggio al­

trimenti angusto è affidato lo speciale compito di

regolatore del tempo di riverberazione del suono.

Al centro dei due ordini di palchi è situato il palco

Rejle (nelle tavole riprodotte è ancora collocato al

$econd'ordine)che ha come attinenze due palchi per

parte, tre salotti e due spogliatoi con toeletta.

Per particolare riguardo alla soluzione del percorso

dei passaggio al palco Reale come è proposto nella

variante « B » abbiamo riprodotto le tavole della

variante. Si dovrà per altro tenere presente che nel

progetto premiato i dati imposti dal hando sono ri-

gonzamente rispettati.

Le differenze fra le due soluzioni sono specialmente

riscontrabili dalle due piante a piano terreno ripro­

dotte a pagina 12 e si riferiscono particolarmente ad

e te rn e costruttive, estetiche (arretramento della

wa«<a sopraelevata oltre la cornice dell'edificio

«M ente) ed all'opportunità di un adegnato colle*

pmcnto del Palazzo Reale col reparto Reale.

Al palco Reale si accede da una galleria che segue

il percorso dei portici di piazza Castello o diretta-

mente dall'esterno mediante uno degli ascensori di

servizio dei palchi, o dalla scalea del ridotto della

platea. La galleria di comunicazione al Palazzo

Reale, di oltre cinque metri di luce, è deuuunata

all'esterno da una loggetta sormontata dallo stemma

reale.

Riporto a questo proposito il testo della relazione

redatta dai progettisti arch. Morbelli e Morozzo:

« Concorso di 2° grado.

« K nostro avviso che i

portici di piazza Castello

, per

il carattere stesso e l'importanza della piazza pre­

dominante nelPorganismo urbanistico della città per

molteplici ragioni pratiche monumentali e storiche,

costituiscano da ogni punto di vista un elemento di

così alto valore, che la loro integrità e continuità

debba essere considerata come una condizione da

raggiungere con ogni mezzo, allo scopo di miglio­

rare ad un tempo la funzione urbanistica della

piazza, l'aspetto architettonico della vecchia fac­

ciata e la comodità del nuovo edificio.

« Date per altro le surricordate dimensioni per il

nuovo palcoscenico del Teatro, Punico modo di ren­

dere possibile il completamento dei portici di piazza

Castello consiste nello sviluppare il nuovo edificio

verso il cortile dell'Accademia per una profondità

pressoché uguale a quella che dal lato della piazza

dovrebbe essere destinata ai portici, pari cioè alla

larghezza di un'arcata dei loggiati del cortile stesso.

« I vantaggiosi risultati che, oltre la riapertura dei

portici di piazza Castello, si ottengono con questo

spostamento del corpo di fabbrica principale sono

numerosi e vari.

« 1* - Il sopralzo delPedifieio al disopra della fac-

ciata verso piazza Castello risalta arretrato di circa

m. 6,50 rispetto dia facciata stessa la quale può

quindi restare inalterata con notevole vantaggio este-