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S P O R T

Q

uesto benedetto campionato «li calcio non

lascia dormire sonni tranquilli ai tifosi in

genere ed ai tifosi torinesi in ispecie. Questi ultimi

se «la un lato hanno la fortuna «li avere «lue squadre

all«‘ quali dedicare tutta la loro passione e dalle

<|Uali trarre gioie... e dolori, dall'altro si trovano in

un bell’imbarazzo: Torino e Juventus - a giudicare

almeno dalla classifica - sono nella ristretta cerchia

«Ielle aspiranti allo scudetto, specie la prima; ma

«hi oserebbe affermare che una delle due squadre

concittadine vincerà il «‘ampionato? Sarebbe già

tanto jwter rispondere con tran<iuillità alla «lo-

manda: « Torino e Juventus sono stjuadre «la cam­

pionato? ».

11

mese trascorso non ci ha ]>ortato

novità «>definizioni e restiamo ad attendere che il

« fatto nuovo >• si veriti«*hi finalmente e chiarisca

l'orizzonte pieno «li foschia di questo <a mpionato,

che per la gnvmle incertezza «lei pronostici si può

«lire non abbia molti prece«lenti nella storia calci­

stica; ma il « fatto nuovo », «niello che definisca

una buona volta la situazione, appare per ora

ancora un mito. 11 Torino appari» squadra omo­

genea, «die svolge un gioco bello perchè è vario e

si basa sui dettami «Iella migliore tecnica. In ciò,

forse, solo il Bol«>gna può sostenere il confronto.

Si tratta di 11 giovani atleti abituati a giocare alla

« garibaldina », ma che pur tuttavia hanno rive­

lato, attraverso a tante battaglie, resistenza alla

fatica. Con un

jk j'

«li fortuna - fattore importan­

tissimo, anzi prepomlerante in un lungo torneo

qual'è il campionato - il Torino potrà aggiudicarsi

il titolo. E nessuno oserebbe definirlo immeritato.

La Juventus, no! Ha fatto molto a portarsi fra le

« elette » dal fondo

della classifica dove

era relegata un paio di

mesi fa, ma poi ha ri.

velato un rendimento

cosi saltuario che è

da scartare come pro­

babile vincitrice del

campionato. Parecchi

giocatori della com­

pagine «bianco-nera»

avrebbero molto da

imparare da quelli

che sono chiamati i

«ragazzi >del Torino,

sopratutto in materia

di volontà.

(Hi sports invernali sono alla ribalta del grande

teatro dello sport. Manifestazioni se ne sono

avute su «iuasi tutti i campi «li neve. L'an­

tagonismo e«l il valore non mancano mai in ogni

competizione. Il Ciuf Torino ha dimostrato l’uno

c l'altro nei recenti Littoriali dove ha comjulstato

il titolo «li Litton» del ghiaccio, ricevendo come

ambito premio l’elea » «li S. E. Starace. Camillo

Passet, un giovane fideista del Comando Federale

di Torino, si è rivelato all'estero nel migliore «lei

modi. Ha vinto cioè 1* difficilissime coin]>etizioni

di Megève e Chamonix.

* * *

Sui terreni campestri «Iella i>eriferia cittadina,

spesse volte accompagnati dal mal tempo, podisti

e ciclisti hanno lottato «lomenicalmente per la

vittoria e qualche cosa che va più in là «Iella meda­

glietta. Cioè |>er l'onore di vestire la maglia azzurra,

nelle rappresentative nazionali, nelle prossime gare

all'estero. Si è concluso intanto il campionato

piemontese di corsa ciclo-campestre, aggiudicato

j>er l'anno XV a Giovanni Mazzo, «lell’U. S. Ausonia

«li Torino. 11 bersagliere Bazzo - attualmente nel

4° Reggimento - si è rivelato anche fra i migliori

elementi nazionali. Le file «legli specialisti «li «iuest«>

genere «li gare sono piuttosto sparute, ma tuttavia

da esse è balzato fuori un torinese, Bsizzo, a dimo­

strarsi fra i migliori in linea assoluta e degno d'in­

dossare la maglia azzurra.

La provincia, precisamente Coazze, ha fornito

un podista di valore nazionale: il giovane fascista

('erutti, che «piando si reca a correre a Torino,

parti* dal su«> paese in bicicletta, percorre i 4» chi­

lometri che lo separano dalla citta, corre e «juasi

sempre esce vittorioso, per |

k

>

ì

far ritorno al suo

paese sempre con lo stesso mezzo.

SILVIO VARETTO