E,
accennato alla R. O. M. I.,
la circolare diceva testualmente:
« L'ammaestramento dei fanciulli
è affidato ai Fratelli delle Scuole
Cristiane. Il modo in che soddi
sfano a questa speciale incom
benza detti Fratelli è superiore
ad ogni encomio, e le persone
che visitano quel Pio Istituto non
possono a meno di essere mera
vigliate dei rapidi progressi che
si fanno dai fanciulli.
« G li è perciò che S. M. non
vuo! lasciare alcuna cosa intentata per procurare che
in ogni luogo dei suoi Stati, ed incominciando dalle
città più popolose, e da quelle specialmente in cui è
maggior numero di manifatture, sia data opera ef
ficace a provvedere all'urgente bisogno di istruire
nelle prime lettere e nelle cose che s’appartengono
alla religione, la figliuolanza deile classi operaie e
dei poveri.
« A questo rilevante ufficio sono appropriatissimi,
per ciò che spetta ai fanciulli. i Fratelli delle Scuole
Cristiane... Quindi è che non senza ragione il Re li
onora dell'alta e sovrana sua protezione.
« Desidera impertanto e vivamente lo desidera
S. M. che dappertutto si dia sollecita opera ad affi
dare ai detti Fratelli l'educazione dei fanciulli della
classe popolare e povera.
« Per altra parte è noto che nessuna istituzione
umana può essere salda, forte e durevole se non è
avvalorata e sostenuta dai potenti legami della Reli
gione, che sola può dare all'uomo il coraggio e la
pazienza di intraprendere qualunque fatica, per mo
lesta difficile e increscevole che sia, ed è perciò
infinita la differenza che passa fra chi opera per mer
cede e chi opera per convincimento di dovere re
ligioso.
« Di questa differenza fa ampia fede l'amorevo
lezza con cui i mentovati Fratelli attendono pazien
temente alla tediosa occupazione dell'ammaestrare i
fanciulli a tale che maggiore cura e maggiore diligenza
non potrebbe aspettarsi da un padre e da una madre
che imprendessero di per sè l’educazione dei propri
figliuoli.
« Per dirlo in un tratto, i Fratelli non hanno
che ad essere conosciuti, per essere amati, riveriti e
desiderati.
« Veggano ora i Signori Intendenti delle Provincie
e tutti i sudditi del Re se le riferite e dichiarate
intenzioni di S. M. non siano ad essere coadiuvate
con la più zelante e attiva cooperazione.
« lo punto non ne dubito; ed in fin d ’ora prometto
loro, in nome di S. M. assistenza, consiglio e prote
zione; quegli aiuti tutti, in una parola, di cui si
potrà disporre.
Dalla « Raccolta degli Atti del Governo
1833 ».
Il 12 dicembre 1849 il Municipio pubblica un
manifesto che annuncia l'apertura di tre classi serali.
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A
Il froatiepitlo ed una M ia Tavola deH 'AUarte dalla m ltiire m etriche
affidate ai « Fratelli », nei locali della Scuola di Santa
Barbara.
Il Boncompagni, nel discorso inaugurale, elogia
l'utilità della sana istituzione.
Il 17 gennaio 1850 si iniziarono le lezioni, e dalla
prima sera le due classi furono complete.
Nell'ottobre 1850 le classi municipali divennero
dieci: nella premiazione del 1852 Gabrio Casati tenne
il discorso inaugurale, elogiando vivamente l’opera dei
« Fratelli »: assistettero a varie cerimonie Domenico
Berti e Camillo Cavour.
Anche G. A. Rayneri tenne parecchie volte di
scorsi agli operai nei locali delle scuole serali la-
calliane.
Precipuo merito dei « Fratelli » in quegli anni fu
« la pratica applicazione dell'Atlante delle misure
metriche, disegnate quasi tutte in grandezza naturale,
conforme al regolamento delli 6 settembre 1848, col
relativo ragguaglio dei pesi e delle misure antiche di
Piemonte ai pesi e alle misure metriche e viceversa. »
Nella circolare del 9 marzo 1849 il ministro della
P. I. Carlo Cadorna, trattando dell’insegnamento del
sistema metrico decimale in tutte le scuole dei
Comuni del Regno, ordinava « la norma teorico
pratica per l’insegnamento dell'adottato sistema, il
relativo sunto di lezioni popolari, ed il gran quadro
sinottico dei nuovi pesi e misure che ponendo sot-
t'occhio le precise forme e figure doveva riuscire
possentissimo aiuto e per gli istruttori e per tutti ». '
Tutti questi trattati erano « compilati per opera
dei Fratelli delle Scuole Cristiane » in pieno accordo
coi Ministeri della Pubblica Istruzione, dell’Agricol-
tura e Commercio e deH’Interno.
Due Fratelli delle Scuole Cristiane, con G. A. Ray
neri, nei locali delle loro Case, tennero le prime
lezioni della Scuola di Metodo autunnale in Torino.




