d’angolo e su! muro di cinta di esso di cui si vedono ancora
le parti basse costrutte in ciottoli. Poco dopo il Castello
fu assediato per conto del Duca di Savoia dai capitano
Teobaldo d’Avancher che espugnatolo lo ottenne in feudo.
Il
Ricetto copriva un’area di m. 94
X
115 e la sua
cinta, costrutta in grossi ciottoli con qualche corso a
spinapesce, era difesa da una torre d'angolo quadrata,
ora conglobata nel castello, e da torri di cortina e d angolo
semicircolari ed aperte all’interno, di una delle quali
restano ancora le parti basse. Due strade principali si
incrociavano nel mezzo, e quattro strade secondarie divi
devano in gruppi le sue case. Molte di queste rispondono
ancora ai requisiti di tali costruzioni e sono cosi fornite
di cantina semisotterranea e di un primo piano sovente
dotato di lobbia in legno coperta dalla gronda. Di una
di esse dò la fotografia (fig. 18).
Nella pianta che il ricetto doveva avere nel sec. XV
sono segnate in nero le parti della cinta ancora visibili,
ed in bianco quanto di essa andò distrutto insieme colle
torri.
La torre d ingresso doveva trovarsi nel posto dove
ora sorge la chiesa moderna ed era quindi situata in faccia
alla strada principale. Nell’angolo nord-ovest esisteva una
Postierla di cui rimangono ancora le mensole in pietra
sulle quali girava il suo ponte levatoio.
Attorno alla cinta correva un fossato, ora occupato
in parte da orti ed in parte da pubbliche strade.
Ricetto di Candelo
L esempio più completo di Ricetto che sia pervenuto
fino a noi è quello di Candelo presso Biella, nel quale
ancor intiera è la cinta, quasi intatte le torri d'angolo e
di cortina, nonché la torre d'ingresso con buona parte
del fossato. Quasi immutato è l’assetto intemo delle sue
vie e delle sue case ed identico l'uso che ne viene tuttora
fatto dagli abitanti dell'attiguo abitato di Candelo, i quali
continuano, come i loro predecessori, a spremere le loro
uve
ed a conservarne il vino nelle fresche cantine del
pianterreno ed a riporre e curare le altre loro derrate nei
magazzini del piano superiore.
Questo interessantissimo monumento merita uno spe
ciale studio che io mi accingo a fare valendomi de' miei
rilievi e delle notizie che ho potuto attingere altrove e
specialmente nella pregiata memoria
Canderium
dell'av
vocato Pozzo.
Il terreno pianeggiante sul quale sorge Candelo si
estende fino al margine di un ciglione che degrada nel
sottostante corso del torrente Cervo. Esso è coltivato a
vite ed a cereali, prodotti dai quali gli abitanti hanno
sempre tratto le loro principali risorse. La parte abitata
guarda a ponente; a levante di questa sorge il Ricetto
che si spinge fino al predetto ciglione ed è separato dal-
l'abitato dalla Piazza principale del paese sulla quale
guarda la sua torre d'ingresso (fig. 19).
Esso copre un quadrilatero irregolare di circa metri I IO
per 120 sul quale sono ordinate 157 casette appartenenti
a singoli proprietari.
Cinque strade longitudinali (fig. 20), una trasversale
e quattro costeggienti internamente la cinta separano le
case e servono d’accesso alle stesse. Parte della lizza è
ora coperta da recenti costruzioni.
Si entra nel Ricetto per una porta ed una postierla
praticate in una torre quadrata costrutta in mattoni,
coronata di grossi merli, priva di belfredo e chiusa
da tutti i lati. La porta e la postierla erano munite di
ponti levatoi comandati dai soliti bolzoni di legno rien
tranti nelle loro feritoie. Su di essi si varcava il fossato
corrente davanti alla torre e lungo l’intera cinta, del
quale fu modernamente interrato il tratto prospiciente il
Palazzo Municipale costrutto nel 1809 (fig. 21).
Contro la torre d'ingresso si appoggia la cinta costrutta
con grossi ciottoli di fiume disposti a spinapesce e coro
nata da merlatura ora in gran parte scomparsa. Essa è
n. i
FI*.
O.
Cattati*
di
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rinforzata negli angoli da torri rotonde aperte ali'in
terno, di cui quella dell'angolo nord-ovest è stata in
parte decapitata. A circa metà del Iato di levante, in cor
rispondenza colla strada, sorge una torre di cortina (fi
gura 22), e nel predetto angolo nord-ovest un'altra torre
rotonda completamente chiusa ed isolata dalla cinta che
servi specialmente da prigione (fig. 23).
La
cinta era
munita aH’intemo di un cammino di ronda di cui si
scorge ancora qualche mensola in pietra sporgente dal
muro
di cortina
(fig.24).
Le
del Ricetto
sono quasi
tutte
costi
tuite di un solo vano al
pianterreno e di unaltro
vano soprastante, i quali
servivano e servono ri
spettivamenteda cantina
e damagammo (figg.
25
e
26).
Quasi tutti i piani
superiori — di
lobbie in legno (fig.
27).
Non
« « l» in
muraturanècamini,non
essendo queste cne de
stinate ad abitazione. Fa
solo e ciò
ocgexbquo
una
casa dove « a «a b e
Ricetti di Candelo
(Da tiniatra a dattra) Fif. 27. Gallarla in una dall* caaa. -
Fig. V. Ulta dall* più vecchia porta con la tipica cklawra a
doppi* chiavi*taiio. • Fif. 11. Un particolare di «affitto dal
prima quarto dal XVI «acolo.
A Leynì, situato ai margini del Canavese verso To
rino, esistono pochi resti di una cinta che doveva rac
chiudere un gruppo di case che ha ormai perduto ogni
carattere, ma che forse anticamente apparteneva ad un
Ricetto, come farebbe presumere il nome che ancora
adesso gli si attribuisce. Tali vestigie sono tanto informi
da non valere la pena di un maggior studio.
Ricetto di Ozegna
Sulla sponda sinistra dell’Orco lungo la strada che
tende a Castellamonte si incontra il paese di Ozegna
anticamente chiamato
Eugenia,
dove si ha l'esempio di
un Castello che si eleva accanto e sopra le mura di un
Ricetto avente ancora le principali sue caratteristiche.
Questo fatto non comune ha la sua ragione in una circo
stanza eccezionale della storia di Ozegna.
Il paese di Ozegna era nel sec. XV feudo dei Conti di
Valperga Signori di Rivara, i quali avevano preso ad oppri
merne ed angariarne gli abitanti che per spedale conces
sione sovranaavevanocostruttoa loro spese, nel sec. XIV,
un Ricetto circondandolo di mura e di torri (fig. 17).
Stanchi di tali angherie essi si rivolsero, nell’anno 1432,
al Conte Gottofredo di Biandrate del ramo di S. Giorgio
offrendo di fargli omaggio del paese. Questi accettò a
condizione che i detti uomini di Ozegna lo aiutassero ad
innalzare nel borgo stesso un castello forte, dò che essi
promisero e mantennero, elevando il castello nell’angolo
nord-ovest del Ricetto e fondandolo in parte sulla torre
posti, alcune senza balconi (fig. 15) ed altre con
lobbie molto sviluppate (fig. 16) di cui la foto
grafia ed i disegni danno un’idea esatta.
Non si hanno notizie certe intorno alla fon
dazione di questo Ricetto, ma dai caratteri ar
chitettonici delle sue costruzioni si può arguire
che esso sia stato costrutto all incirca all’epoca
di quello d'Oglianico.
Ricetto di Leynì




