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sembra essenziale per la loro esistenza, poiché i prodotti

della campagna sono sempre molto più abbondanti in pia­

nura che non in montagna, e più esposti di quelli alle ru­

berie. Altra condizione pel formarsi dei Ricetti è la man­

canza in luogo di un Castello o di un posto fortificato. E ciò

appare ovvio quando si pensi che dove esistevano castelli, il

loro Signore doveva possedere la maggior parte delle terre

circostanti di cui poteva mettere al sicuro i prodotti nel

castello stesso senza bisogno d’altro. Ed ivi ai popolani ri­

maneva tanto poca terra da non bastare a giustificare il

grave onere della costruzione di un ricetto per solo uso loro.

Gli abitati dove ; cittadini tenevano dimora continua

sorgevano accanto al Ricetto, dove essi riparavano solo

in caso di pericolo. Perciò la Torre d’ingresso dei ricetti

aveva generalmente notevoli dimensioni, specie in altezza,

onde da essa lo sguardo potesse spaziare lontano sulla

circostante pianura, e vigilare anche quando questa fosse

coperta di boschi. A questo scopo la visuale era sovente

migliorata dall'aggiunta alla torre di una torricella o

belfredo

sovrastante al suo tetto, la quale era sovente for­

nita di cesso perchè il guardiano potesse dimorarvi giorno e

notte. Da questa torricella con bandiere e fumate di giorno,

e con fuochi accesi in appositi padelloni di notte, il guar­

diano segnalava l avvicinarsi di bande nemiche o sospette.

Qualche ricetto formò più tardi il nucleo su di cui

venne ad innalzarsi un vero castello, come avvenne per

quello d’Albano di cui dirò in appresso, ed in parte per

quello di Ozegna nel quale però il ricetto continuò a

sussistere accanto al castello per ragioni sue speciali.

Ricetto di Oglianico

Premessi questi brevi cenni intorno ai Ricetti di cui

pochi, fatta eccezione di coloro che si occupano di questi

studi, conoscono l’esatta natura,

passerò ad esaminare quelli tra

di loro che ancor conservano

in Piemonte importanti resti

della loro primitiva costituzione,

studiandoli specialmente dal

punto di vista architettonico.

Nel Canavese il Ricetto che

conserva molte delle accennate

caratteristiche è quello di Oglia-

nico, paese agricolo situato in

piano poco distante da Riva-

rolo. Esso mostra ancora quasi

completa la sua Torre d'ingres­

so munita del caratteristico bel­

fredo. torre che tutti i torinesi

conoscono essendo essa stata

riprodotta nel Borgo Medio­

evale di Torino (fig. 4).

Essa è costrutta in ciottoli

di fiume, salvo il belfredo fatto

Flf. li. Ricetto di U lu u . Una dalla casa nall'lntanto dalla data.

di mittoni e fornito di cesso. La torre è aperta verso

l'interno e divisa in vari piani da impalcati di legno a

cui si accede con scale a piuoli (fig. 5).

Nella torre sono ancora infisse le mensole di pietra

sulle quali girava il ponte levatoio, mensole che si trovano

ora molto rialzate sul terreno circostante, poiché in antico

il piano del ricetto era di almeno un metro più alto del­

l'attuale. Sussistono pure le mensole che portano 1archi­

trave di legno sul quale erano imperniati i bolzoni pure

di legno dello stesso ponte, i quali girando lo alzavano

rientrando nelle apposite feritoie (fig.

6

).

La porta era affiancata da una postierla sopra la

quale esiste ancora la feritoia contenente la carrucola

sulla quale si avvolgeva la fune che sollevava il suo ponte

levatoio.

Gran parte della cinta è an­

data distrutta, ed i tratti isolati

che ci restano sono compieta-

mente smantellati o ridotti a far

parte delle nuove costruzioni del

ricetto. Essi bastano però ad

indicare che il ricetto aveva una

lizza separante le sue case dal

muro di cinta almeno per tre

lati del recinto.

Di fronte alla Torre, dal­

l'altro lato del piazzale che se­

para il ricetto dall'attiguo paese,

sorge una casa portante tuttora

gli stemmi sabaudi la quale co­

stituiva la residenzadel gattaUo

o castellano del Duca di Savoia

(figura 7).

Non rimane traccia delle

torri d'angolo di cui probabil-

ro f

'ttuf

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