P O L I
T I
C A
Ci sono conti che tornano e conti che non tornano. Uno che non è
tornato è questo. La Germania si trova in difficoltà economiche. Per
uscirne dovrà domandare aiuti all'estero. All'estero possono darle aiuto
soltanto la Francia e l'Inghilterra. Ma la Francia e l'Inghilterra non
daranno questi aiuti se la Germania non fornirà garanzie politiche.
Non occorre aggiungere che coloro i quali così abbacavano speravano
anche che la Germania, stretta dal bisogno, queste garanzie politiche
avrebbe finito per darle. E che cosa sono, a parlar chiaro, queste garanzie?
Sono essenzialmente una limitazione di armamenti che perpetuino l'infe
riorità militare della Germania.
Tempo fa si parlò di un secondo viaggio del ministro tedesco Schacht
a Parigi, per iniziare trattative in proposito; e c'è da immaginarsi che
nella capitale francese ci fosse già chi si preparasse la faccia per dirgli :
Signor ministro Schacht, se volete questo, dovete darci quello; se i>o. niente.
Ma Schacht non è andato a Parigi.
E Hitler parlando al Keichstag il 30 gennaio ha fatto capire che la
Germania non ha bisogno di nulla da nessuno, che armerà come le piacerà,
che persevererà nella realizzazione del piano quadriennale che deve dare
la massima autarchia possibile alla Germania (l'autarchia è una forma di
armamento, ed è temuta da chi teme gli armamenti germanici); e che la
Germania non vuole isolarsi e non si »ente isolata soltanto perchè non
migliorano i suoi rapporti con alcune potenze. E qui ha enumerato una
serie di Stati di ogni continente con cui i rapporti tedeschi sono ottimi :
quasi volesse dire: — Vedete, ci siete mica soltanto voi, e c'è mica soltanto
l'Europa. Il mondo è grande...
La domanda tedesca
della parità giuri
-
dica è pienamente
giustificata. Bisogna
riconoscerlo, quanto
più presto, tanto me
glio!
Mussolini
Complicazioni gravi
saranno evitate se,
rivedendo i trattati
di pace là dove me
ritano di esser rive
duti, si darà nuovo
e più ampio respiro
alla pace.
MmssoUmi
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Hitler ha anche detto che la Germania non cesserà di domandare
colonie. Ogni volta che la Germania tira fuori questo argomento mette
in subbuglio un vespaio di vespe britanniche. Le quali si scalmanano a
dimostrare che le colonie sono una piaga per il paese che ha la sventura
di possederle, e che costano un occhio delia testa a conservarle, e che
non rendono niente, e che non si abbandonano soltanto per amore di
civiltà, e che son fortunati gli stati liberi da questa catena delle colonie.
Eppure la Germania, malgrado tutto questo, non si convince che sia
stata per lei un bene la spogliazione coloniale di cui l'ha resa vittima il
trattato di Versailles. Essa sostiene che delle colonie ha bisogno come di
territori da cui rifornirsi di materie prime che le mancano.
Ma
questa
ragione non basta a sostenere le sue pretese, perchè il possesso di
colonie risolve soltanto in parte il problema delPapprovvigionamento
delle materie prime, e — altra ragione che viene addotta — quello degli
sbocchi dell'emigrazione.
Il
possesso di colonie per una potenza mondiale
cnn.r la Germania significa accrescimento di prestigio politico e dispo
nibilità di punti d'appoggio fuori del territorio metropolitano. Queste
ragioni hanno importanza non inferiore
a
quelle d'ordine economico e
demografico. Fin che si discute soltanto in base
a
quest'ultime non è
detto che si debba sempre
dar
torto alle vespe britanniche.




