3,67 % a Torino, risftetto 3,94 a Roma, 4.41 a Napoli, 4,65 a Genova, 6,67 a Bologna,
6.75 a M ilano, 8.78 a Trieste e 9.96 % a Firenze.
In linea generale la tendenza dei prezzi in lire è al rialzo, ma per alimentare il vasto
movimento d i ripresa economica che si delinea in tutta la Nazione è indispensabile arginare
gli aumenti e, quando non sia possibile per le ragioni che abbiamo esposto, graduarli
nel tempo.
Naturalmente gli spostamenti di prezzo, anche quando sono lim itati, si ripercuotono
subito sui bilanci con un modesto reddito fisso, soprattutto su chi vive di uno stipendio
o d i un salario. G li aumenti decisi a ll'in izio dell'inverno dimostrano a queste categorie
di lavoratori che lo Stato non li dimentica. Preoccupazione costante del Regime è quella
di dare lavoro a tutti gli italiani ed aumentarne il tono d i vita. La ripresa generale degli
affari faciliterà questo compito.
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Il
M inistro delle Finanze ha presentato il bilancio /ter l'anno fiscale 37-38. Sono
previsti aumenti nelle entrate (che dovrebbero ammontare a 20.59 m iliardi), delle spese
(23,76) ed anche del disavanzo (3 .17 ).
In questi anni eccezionali d i disordine economico il deficit è una regola per tutti gli
Stati (basterà ricordare quello francese che iter il 1937 è previsto in 33 m iliardi di fr .) ma
è buona norma delle finanze italiane che le spese normali del bilancio siano coperte con
entrate normali e cioè con i proventi del fisco.
Malgrado il previsto deficit d i tre m iliardi, il Governo ha ritenuto fosse saggia "ii*nra
non imporre subito nuove tasse. Ha ritenuto prudente seguire gli sviluppi della ripresa
economica prima di decidere le misure indispensabili al risanamento del bilancio. E pro
babile, come conseguenza dei maggiori traffici, che aumentino le entrate dello Stato in
misura tale da coprire in {torte il preannunziato disavanzo.
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A lla fine del 1936, come negli anni scorsi, l'U fficio centrale di Statistica ha fatto un
riassunto sulle vicende demografiche delTannata. Continua la parabola discendente. Prima
della guerra la media dei nati vivi era del 32 per m ille, ammontava nel 1930 a 26,7,
scendeva lo scorso anno al 22,2 per m ille.
a ll Popolo d 'Ita lia » rileva come la politica demografica impegnata dal Regime da
oltre un decennio non ha dato i risultati sperati. Il giornale aggiunge che il Fascismo è
tenace; l'azione sarà ripresa con maggiore energia, forse con nuovi metodi.
A Torino la situazione è leggermente m igliorata. I nati vivi sono stati 8560 rispetto ad
8343 nel 1935, un aumento d i 217 nascite. Ma i morti sono stati 8417 rispetto ad 8270
nel 1935. lln eccedenza dei vivi sui morti di 143 unità rispetto a 73 nell'anno precedente.
Un miglioramento così lim itato che non ha neppure valore come indice ed in ogni caso
un modesto bilancio per una città d i oltre seicentomila abitanti.




