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si recò ad assediare il Castello di Malgrà nella vicina Riva-

rolo, come riporto in un altro mio studio. Di questa

vicenda rimane forse memoria in un’attigua pezza di

terreno che chiamasi tuttora il

Prato della guerra.

Nel 1372 la Credenza od università degli uomini di

Oglianxo ottenne da parte del Conte di Savoia AmedeoVI,

rappresentato da Ibleto di Challant Capitano generale

del Piemonte, l’approvazione dei proprii Statuti conte­

nuti in 36 articoli, statuti che furono poi confermati.

Ed a quest’epoca deve risalire la costruzione del Ricetto

per opera ed a spese degli uomini del paese (fig. IO) come

Ricatti di Candelo

(Da «lutata a daatra)

H *

M. Contrada. - Rf.

XL

Torra

di

cordila.

•

FI» M. Cinta

c m

ballatoio

di

Fl«. V. CaM tipica. • FI*. IX Torr* d’angolo.

R n IX

Ricatta di Satana ■Torro n<i«r—«e a contrada.

mente il ricetto non fu mai dotato. Il torrente Levesa,

che ora fiancheggia il solo lato di levante, doveva una volta

circondare tutto il Ricetto. Questo copre un'area quadri­

latera di circa metri 65 per 70, un angolo della quale fu

poi occupato dalla chiesa parrocchiale costrutta nel 1590.

Ess* è divisa nel mezzo da una strada fronteggiante la

torre, ed è circondata da quattro altre strade (fig. 8).

Sono cadute le case che fronteggiavano la strada cen­

trale, e la maggior parte delle altre furono modificate e

sistemate per altri usi. Una delle meglio conservate è

quella rappresentata dalla

fig.

9 e consta di due soli

vani dei quali il superiore doveva essere fornito di una

lobbia di legno di cui sussistono ancora le teste delle

mensole di legno sporgenti dal muro.

Nel piano semisotterraneo di un’altra casa trovasi

l’abside di un’antica Cappella sui muri del quale sono

rappresentati i dodici Apostoli, e sulla volta a bacino le

figure dei Santi Spirito ed Evasio affiancate dagli Evan­

gelisti coi relativi emblemi.

Data la differenza di livello fra il pavimento della

predetta cappella e l’antico piano del Ricetto, differenza

che si può calcolare di circa metri 2,50, è probabile che

il Ricetto sia stato costrutto quando la cappella già esi­

steva. Fra le case di questo Ricetto non esistono inter­

capedini. Le notizie storiche che posseggo intorno ad

Ogliamco dicono che nel 999 il paese fu dato da

Ottone III alla Chiesa di

Vercelli, e che nel 1110

ne furono investiti i fratelli

Guido ed Ottone, Conti del

Canavese.

Nel 1157 Oglianico era

posseduto per metà dai

Centi di Valperga e per

l’altra metà dai S. Martino

di Rivarolo.

Nel 1339 il paese fu dato

alle fiamme da una com­

pagnia tedesca, che deve es-

•

sere quella stessa che sotto

ng. it.

la guida di Nicolò Media

(fj* -

. Jrftf

»

di Busano e di Salassa, molto più numerosi di loro.

Dalle suppliche stesse si desume come alle dette

epoche esistessero ancora in buona parte le fortificazioni

del Ricetto, poiché in esse è fatto cenno all’obbligo sta­

bilito dagli Statuti ai cittadini di prestare per turno il

servizio di guardia alla porta, ed il divieto di attraversare

i fossati.

Negli statuti stessi è contenuta una curiosa prescri­

zione, che cioè chiunque fosse entrato nel Ricetto con

frutta doveva giurare davanti all'uomo di guardia, sotto

pena

di una lira di multa, che essa era di sua proprietà.

Ricetto di Basano

A poco più di tre chilometri da Oglianico trovasi il

paesello

di Busano, noto agli studiosi per l’interessante

Chiesa

romanica illustrata da Eugenio Olivero. Nella

piazza

adiacente

a

questa chiesa si innalza una Torre nella

quale

trovasi la porta di accesso al paese che anticamente

costituiva il Ricetto le cui case sono

ormai

completamente rimaneggiate in

modo da togliere al complesso quasi

oijni carattere.

La torre è invece ben conservata

come

mostrano i disegni qui riprodotti

che

provengono da quella inesauribile

miniera di studi artistico-architettonid

che

ci ha lasciato Alfredo d'Andrade

e che

sono conservati nel Museo di

Palazzo

Madama. Di questi studi mi

varrò

anche per altri Ricetti grazie alla

cortesia dell’egregio Direttore del Mu­

seo

stesso.

Sulla torre esistono tracce di affre­

schi che sembrano risalire al principio

del sec. XV: e la torre deve essere stata

costrutta poco prima. Essa è addossata

ad un muro di cintapiù anticoattraverso

il quale passa la porta, come mostri la

pianta che riproduco (fig.

11

), ed il. Ri­

cettodeveesseredell’età di questomuro.

Ricetto «fi S iln n

Sulla strada che da Rivarolo porta a Valperga si in­

contra il paese di Salassa nel quale esiste pureun Ricetto

che per dimensioni è all’incirca uguale a quello di Oglia-

nico e che è altrettanto e fors’anche più interessante per

certe sue speciali particolarità.

La Torre d'ingresso (fig. 12) anziché al centro di un

lato del quadrilatero, come di solito, trovasi invece in

uno dei suoi angoli. Essa è altissima e rotonda con base

quadrata attraverso alla quale passa la porta. Questa

notevole altezza della torre ha fatto cosi rispav

ii

suoi costruttori l'applicazione di un belfredo.

La porta presenta la singolare circostanza di essere

stata difesa da una saracinesca situata aU’estemo della

torre, la quale era comandata con una corda awolgentesi

attorno alla carrucola collocata nella sovrastante feritoia

ancora esistente. Due contrafforti laterali dovevano faci­

litarne la manovra. La porta non poteva quindi avere

ponte levatoio, ed era solo chiusa da

imposte di legno i cui montanti gira­

vano nelle pietre forate funzionanti da

perni che si trovano ancora in posto.

La torre conserva in alto contro i

suoi mun gli attacchi della cinta che vi

si appoggiava in angolo. Al di sopra di

questi attacchi si aprono le finestruole

a tutto sesto che permettono di sorve­

gliare il terreno tutto all'intorno.

Il Ricetto conserva in buona parte

la sua pianta originale (fif. 13) colla

strada centrale e eoo quelle laterali (fi­

gura 14), come ad Oglianico. Qui le

case periferiche sono però tutte addos­

sate alla cinta senza che vi fosse quindi

la lizza.

Il livello del terreno circostante,

notevolmente più basso di quello del

ricetto, fa pensare che desso fosse in

antico circondato da un fossato. Anche

b w iiw ii i —

qui le case hanno due sofi vani sovrap-

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Fi*. IT. «cotto di Oiacaa • Pianta dal aac. XV.

risulta anche dal contenuto di due suppliche, una del

1575

e l'altra del

1616,

inoltrate dagli abitanti al Duca di

Savoia. Nella prima per ot-

tenere giustizia riguardo

fossati del Ricetto che

per de-

erano stati dati dal Duca

ad un Francesco Carbo-

nato di Valperga. Nell’altra

perchè il Duca lasciasse ad h

Oglianico ottanta dei suoi

!?f:

uomini che erano stati chia-

mati alle armi dal Duca

stesso, onde potessero di-

fendere il Ricetto dalle of-

fese degli uomini di Favria,

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