Table of Contents Table of Contents
Previous Page  67 / 1801 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 67 / 1801 Next Page
Page Background

lo

concesse aggiungendo inoltre l'autorizzazione di tenere

ivi una Fiera in ottobre.

A Filiberto Ferrerò succede nel 1559 il figlio Besso,

uomo probo, durante la cui signoria, e precisamente

nel 1577, il feudo di Candelo è eretto in contea. Nella

stessa epoca vien concesso alla comunità di tenere prigio­

nieri rinchiusi nelle sue prigioni coll’obbligo di ampliare

ed assicurare quelle già esistenti, cioè le torri dell'angolo

nord-ovest. E ciò perchè fu allora stabilita in Candelo

la

sede del Tribunale del contado.

Candelo, in forza dei suoi statuti si reggeva allora a

Comune col Chiavaro, i Consoli, i Sindaci ed i Creden­

zieri. Vi era anche un Podestà nominato dal Signore. Le

riunioni avvenivano al suono della

Campana grossa della

Torre.

Altri Ricetti devono essere esistiti nel Biellese, e si

fa infatti da alcuni il nome di quello di Ponderano. Ho

visitato questo paese ed ho potuto constatare come la

sua Torre d'ingresso, ben conservata, e le costruzioni

che vi si appoggiano, fanno pensare piuttosto alla porta

di un paese fortificato anziché a quella di un Ricetto. Del

resto la pianta dell'abitato attuale non presenta alcuna

somiglianza con quella a scacchiera caratteristica di un

Ricetto. La sua Chiesa attuale, poi, che pei caratteri stili­

stici del suo campanile dimostra di essere anteriore

all’epoca della costruzione dei Ricetti, sorge all*intemo

del paese, mentre ciò non avveniva mai nei Ricetti, onde

si può ritenere che Ponderano costituisse un agglomerato

abitato stabilmente e non un Ricetto.

Ponderano fu feudo dei Dal Pozzo della Cisterna con

titolo comitale.

Ricetto di Albano

Ad oriente della regione Biellese, cioè nei paesi di

pianura situati lungo la sponda destra della Sesia fra Ver­

celli e Gàttinà», affiorano qua e là parecchie delle caratte­

ristiche dei Ricetti, ma in nessuno di essi queste

si

pre­

sentano in misura tale da con­

servare ai paesi stessi l’antica

figura.

Troviamo di contro che uno

dei castelli meglio conservati di

tale regione è piantato sopra la

cinta di un antico Ricetto del

quale si scorgono ancora in esao

i principali elementi. Voglio ac­

cennare al Castello di Albano

Vercellese appartenente ai Mar­

chesi Arborio di Gattmara (fi­

gura 32).

La sua Torre si innalza

maestosa col suo rotondo bel-

fredo a dominare la circostante pianura ed a difendere

la sottostante porta e postierla, allo stesso modo con cui

essa prima tutelava l’ingresso del Ricetto. Di questo si

vedono ancora importanti parti della cinta costrutta in

ciottoli e coronata dalla merlatura di mattoni (fig. 33).

Il lato orientale di questa cinta, che fiancheggia la torre,

misura metri 75 di lunghezza, cioè all’incirca quella di

un lato del Ricetto di Oglianico. Circa la metà della cinta

è andata distrutta, come sono sparite le costruzioni che

essa racchiudeva, le quali hanno lasciato il posto al giar­

dino del castello. Il lato orientale è lambito da un canale

che ha preso il posto del fossato il quale doveva circondare

tutto il Ricetto.

La sovrapposizione del castello al Ricetto deve essere

avvenuta nella seconda metà del sec. XV, come lo atte­

stano le magnifiche terrecotte maiolicate che adomano

le finestre del braccio di mezzodì del castello).

Regione Novarese

Sulla sponda novarese della Sesia fra Romagnano e

Borgovercelli il terreno pianeggiante e ricco di acque ha

favorito in tutti i tempi lo sviluppo dell’agricoltura. Alcuni

paesi di questa plaga furono creati dal lavoro dei monaci,

come San Nazzaro, o dalla volonti dei Signori

d

'le

famiglia dei Conti di Biandrate, come Biandrate, Vico­

lungo, Castellazzo, ecc. Altri dovettero invece la loro

origine all’opera dei lavoratori della terra fra di loro orga­

nizzati, che sentirono poi il bisogno di tutelare i frutti

dei loro sudori costruendo per loro un Ricetto.

1 paese di Recetto ne possedeva appunto uno che gli

diede il nome ma che è ormai ridotto a poca cosa, essendo

esso stato distrutto nel 1665 dagli Spagnuoli, onde ne

rimane solo il muro di cinta smantellato e senza tracce

di torri d’angolo, nonché il basamento di un fabbricato

di cui non si può più arguire l’antica destinazione. L'in­

terno è ridotto ad orto a beneficio del parroco locale.

Più importanti resti di ricetti si riscontrano nei paesi

di Villata e di Casalvolone posti in tale regione, ma

anch'essi non portano all’argo­

mento alcun nuovo elemento

die valga la pena di segnalare.

Cosi pure a Sizzano esiste

un gruppo di costruzioni ad­

dossate ai resti del tuo Castrilo

e divise da vicoli tortuosi die

qualcuno ritiene abbiano appar­

tenuto ad un Ricetto.

L'esame di questi resti fatto

sul luofo, la pianta dell’assieme

che è lungi dal corrispondere

di

quali

di

55