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un Ricetto, mi fanno ritenere che essi abbiano costituito
piuttosto le dipendenze agricole del castello stesso, an
ziché un vero Ricetto.
Ricetto di Ghemme
Di notevole importanza e di sicuro carattere é invece
il vasto agglomerato di fabbriche che forma il Ricetto
di Ghemme situato a ponente dell'abitato di questo paese
e lambito dalla Roggia Mora. Esso (orma un complesso
abbastanza ben conservato di costruzioni racchiuse in
un quadrilatero di circa metri 150 per 80 (fìg. 34).
La sua cinta é stata in parte demolita ed in parte
conglobata in costruzioni moderne, ma essa appare ancora
in modo evidentissimo, colla torre dell'angolo sud-ovest
ben conservata (fìg. 35) e con quella dell’angolo nord-
ovest in parte mascherata da costruzioni posteriori (fi
gura 36). Gli angoli sud-est e nord-est della cinta erano
probabilmente senza torri. Sono sparite invece le torri
di cortina che dovevano trovarsi alle due testate della
strada centrale del Ricetto, come si può dedurre dall’esame
delle mappe di Ghemme del 1772 e del 1850 nelle quali
tali testate appaiono occupate da costruzioni.
Non esiste più la torre d’ingresso al Ricetto, ma nella
predetta mappa del 1772 è segnato il ponte levatoio attra
versante il fossato corrente tutt attorno al Ricetto, e pre
cisamente a circa un terzo del fronte di levante all'altezza
del fabbricato in cui ora trovasi il Peso pubblico. Ivi
adunque doveva trovarsi la torre d'ingresso colla porta e
la postierla, come ho segnato nel ricostrutto piano gene
rale del Ricetto.
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L'area occupata dal Ricetto è partita
da una strada centrale colla quale in
crociano due strade laterali e parecchi
vicoli. DaH’esame delle suddette mappe
sembra risultare che il terreno del Ricetto
non sia stato in antico interamente occu
pato dalle case e che larghi spazi fossero
allora adibiti ad orti ed a giardini.
Le sue antiche case sono costrutte in
generale di ciottoli alternati con corsi di
mattoni, ed allo stesso modo è costrutta
la cinta (figg. 37 e 38). Le torri sono in
vece costrutte interamente di mattoni.
La maggior parte delle case compren
dono due soli vani, uno terreno e l’altro
superiore destinati ancora adesso rispettivamente a cantina
ed a magazzino. Alcune hanno un mezzanino nel sotto
tetto, e molte, esempio raro nei Ricetti, sono dotate di
camini con cappe sporgenti (fìg. 39). Nessuna di esse ha
scale per accedere al piano superiore.
Questo Ricetto conserva qualche casa di dimensioni
superiori a quelle che ordinariamente fanno parte di tali
agglomerati, e ciò si spiega col fatto che alla costruzione
del Ricetto di Ghemme concorsero coi cittadini anche
parecchie comunità religiose che possedevano nei din
torni vaste proprietà, per cui esse dovettero provvedere
con più ampi fabbricati del solito a ripararvi le più rag
guardevoli loro derrate. Ancora nel sec. XVIII il Mona
stero di Santa Maria di Novara vi possedeva la vasta casa
sulla quale sorse ultimamente la sede della Società Agri
cola di Ghemme.
Poche notizie storiche posseggo intorno a Ghemme.
Nel sec. XI esso stava sotto la giurisdizione della Chiesa
di Vercelli; di poi venne sotto la signoria dei Brusati e
dei Della Porta di Novara.
Concludendo, possiamo vedere come i dieci Ricetti
che ho potuto studiare in questo mio lavoro sorgono
tutti in pianura, lontani da veri castelli, accanto ad abitati
a cui hanno servito e servono tuttora di cantina e di
magazzeni e non di abitazione, e che, come affermai in
principio, essi costituiscono cosi un singolarissimo tipo
di fabbricati del nostro Piemonte, che non è stato in
precedenza studiato, e che non mi risulta sia neanche
stato segnalato'fuori del nostro territorio.
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Il secolo d'oro della letteratura francese in cui
Bossuet pronunciò i « Sermoni » e le « Orazioni fu
nebri ». Racine scrisse le «Tragedie», Boileau le
« Satire », La Fontaine le « Favole » e La Rochefou-
cauld le « Massime »; mentre Fénelon s'immortalava
col «Telemaco» e meditava sul «Trattato dell 'esi
stenza di D io», vide nascere in Reims G. B. de
La Salle.
Trentenne appena, il 30 aprile 1681, dopo aver
dispensato ai poveri ogni sua ricchezza, fonda l'isti
tuto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, avente per
scopo l'istruzione delle classi popolari.
Di nobile casato, figlio di un Consigliere del Re.
studiò prima a Reims poi a Parigi: giovane sacerdote
subito si distinse per fede eroica, ed esemplari opere
di carità. La sua congregazione, composta esclusiva
mente di religios1 laici, tutti dediti all’insegnamento
popolare si distinse dalle altre del tempo. Rivolta
alla classe diseredata, di cui il Fondatore conosceva
tendenze e bisogni, la istruì, l'educò cristianamente,
creando, dalla gleba, l'uomo moderno.
S. G. B. de La Salle fu il precursore della scuola
popolare.
Un secolo prima della Rivoluzione Francese, questo
sacerdote cattolico, volgendo le zelanti cure alla classe
più bisognosa del suo tempo, cercò di elevarla con
l’insegnamento primario, affatto gratuito; aiutò la
borghesia che si stava iniziando alle diffìcili prove
dell'industria; studiò pazientemente le applicazioni
delle arti e dei mestieri.
Creò la scuola normale per i maestri del popolo,
elevandone la classe fino allora poverissima, oscura;
formò la coscienza individuale degli alunni, sempre
tenendo presente l'educazione cristiana della gio
ventù.
Precursore e benefattore in Francia prima, estese
in breve le sue Case all'estero; rapidamentP il suo
metodo si diffuse, e le scuoi furono tutte ,
j
luminosa della bontà del metodo lasalliano, e del
l’utilità pratica che ne consegue l’alunno.
Cinque generazioni di Tonno devono la loro
istruzione all’operosità intelligente dei «Fratelli»;
alla loro benemerita istituzione dobbiamo la rapida
diffusione dell'istruzione gratuita per il nostro po
polo. iniziata nel 187.9.
Da oltre cento anni questi zelanti educatori si
prodigano in favore della nostra gioventù.
Oggi nel Collegio San Giuseppe in via San Fran
cesco da Paola n° 23, nelle scuole Elementari di via
Rosine n° 14 e di via La Salle n° 4, all'istituto La
Salle in via Ludovica n° 4, nel grandioso Istituto di
Arti e Mestieri, recentemente costruito in corso
Trapani n°23 dall'architetto torinese Paolino Napione;
nelle Scuole Serali di via Rosine n° 14, e nelle Scuole
Serali e Festive di via Feletto n° 6, tremila alunni
seguono l'insegnamento lasalliano. impartito da oltre
un centinaio di « Fratelli ».
Nella vicina Grugliasco, un Noviziato, sorto nel
1862, raccoglie oggi 150 piccoli Novizi, che frequen
tano il corso magistrale inferiore, per abilitarsi al
l’insegnamento secondo i programmi governativi
vigenti. Esiste inoltre un Noviziato Canenico, e lo
Scolasticato.
La cittadinanza di Torino ha accolto con fede ed
entusiasmo la notizia diffusa dai quotiadiani: dal 22
al 23 gennaio, in breve sosta, le Reliquie di S. G. B. de
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