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bellezza e d'una efficacia precisa. In

seguito il film non ha la stessa serrata

e necessaria conseguenza. I.a fotografia

- questo demento troppo spesso trascu­

rato del cinema — è mirabile per plastica

e luminosità. Protagonista del lavoro è

lo stesso Trenker che anche in questo

campo dà una considerevole misura delle

sue possibilità.

La pattuglia sperduta

di J. Ford, lo

stesso regista di « Traditore » e di « Tutta

la città ne parla ». rappresenta il

non

plus ultra

della semplicità e dell’essen­

zialità in fatto di trame di film. Una

pattuglia di nove soldati inglesi al co­

mando di un sergente si smarrisce in

un deserto della Mesopotamia infestato

dai predoni. Riusciti vani i tentativi di

orientamento, dopo parecchi giorni di

marcia i soldati avvistano un'oasi che

sorge nei pressi di una piccola moschea.

Sosteranno 1 durante la notte: domani,

poi, proseguiranno il cammino. Ma al­

l'alba scoprono che la sentinella è stata

pugnalata, i cavalli rubati. Riesce così

impossibile abbandonare quel luogo che

1

predoni dominano e circondano con la

loro invisibile presenza. Il film ci fa assi­

stere al continuo assottigliamento di

questo manipolo d ’uomini, i quali, ogni

volta che si attentano ad allontanarsi

dal loro covo, cadono quasi vittime d'una

deità feroce ed implacabile. Resta ucciso

linanco un aviatore che avendoli scorti

se imprudentemente sporto dalla car­

linga. Finché giungono i soccorsi a salvare

i tre superstiti. Il film è perciò scarno,

lineare, schematico come più non si po-

treblx?, e tuttavia forte d’un’efficacia

pregnante che scaturisce daH'atmosfera

densa e senza incrinature. Protagonista

è V. Mac Leglen. Gli sta degnamente

accanto Boris Karloff.

Il sentiero della felicità,

di M. AUegret,

vuole

essere una specie di larvato pa­

radigma

dell’ odierna

vita

studentesca,

molto

spesso dominata da preoccupazioni

pratiche

e spoglia del tradizionale con­

torno di

spensieratezza. Il film, in cui

s’intreccia

una vicenda sentimentale, è

gracile

e indugia un po’ troppo in det­

tagli e particolari. Attori di primo piano

sono Simone Simon, J. P. Aumont e

R- Kouleau.

Altri

filma da ricordare:

Lord Fount-

kroy

di J. Cromwell,

Stradivari

hs

di

G. \on Bolvary,

La cotta dei barbari

di

H. Hawhs,

Amort tzigano

di R. Wallace,

L anello tragico

di G. Uciky,

Canto per

k

di F. P. Buch.

Difendo il mio amore

<h K. Del Ruth.

Sotto due bandiere

di

F. Lloyd,

Le quattro perle

di J. Wood.

Battellieri del Volga

di V. Stryewsky.

»•

t-

Anche a Torino il fatto saliente del

mese è stato l’inaugurazione del sabato

teatrale. Provvida istituzione del Regime

che in questo modo, ancora una volta,

ha fattivamente e concretamente dimo­

strato quanto abbia a cuore l’elevazione

intellettuale e spirituale delle masse lavo­

ratrici. Istituzione che a lungo andare,

riuscendo a mettere a contatto col teatro

larghe correnti di pubblico, non potrà

non concorrere a risollevarne le sue sorti

e non potrà non influire sui nuovi orien­

tamenti di questa antica e sempre attuale

forma d’arte. A Torino per l'inaugura­

zione del sabato teatrale, il cui significato

è stato illustrato da Piero Mazzolotti.

si è rappresentato al Teatro Alfieri II

successo di A. Testoni che la Compagnia

Merlini-Cialente ha allestito e recitato

con sobrietà e con cura.

Riguardo alle novità la Compagnia

degli spettacoli d’arte di M. Giorda ha

rappresentato al Teatro Vittorio Date

posizione di Paolo Zappa, episodio in

tre atti ispirato ad un episodio aviatorio

del recente conflitto italo-etiopico. Un

aeroplano in volo su quella zona del

deserto dancalo che non

è

che una aspra

e sconvolta superficie di dune e di crateri

spenti viene colpito dal fuoco avversario.

La radio di bordo avverte che uno dei

piloti, il capitano Giustini, è stato ferito

e che la guida dancala, che fa parte del­

l’equipaggio e dovrebbe dare indicazioni

attendibili sui luoghi che attraversano,

dà segni di pazzia, probabilmente simu­

lata. All’aerodromo s’iniziano le ricerche

affannose dell’apparecchio, ma per quanto

si chiami e s’insista per conoscere la posi­

zione dall’aeroplano la radio di bordo

tace. Successivamente l'azione è traspor­

tata

nel deserto. Il pilota colpito

è

morto

e

gli sperduti attendono il salvataggio.

Il

secondo pilota, cap.

Ravelli,

e l’aiu­

tante Battaglia, riescono a seguire e ad

indirizzare con un’altra

radio

le ricerche

che stanno facendo i compagni, fra i

quali si trova Bepi, il figlio del cap. R a­

vvili. Poi anche questa radio

si

guasta

e gli sperduti non sono più in grado di

comunicare e d ’orientare l’aeroplano che

sta venendo in loro soccorso. Nel terzo

quadro l’episodio è visto dall’aerodromo.

Continuano pertinaci, insistenti le ri­

cerche. Dopo cinque giorni d ’inutile at­

tesa gli scampati risolvono di percorrere

a piedi quella vastissima disten di a b b ia.

Finalmente un apparecchio in perlustra­

zione li avvista: ma colpito dal fuoco

nemico è costretto a ritornare alla base.

Allora il figlio del cap. Ravelli parte di

nuovo al'a ricerca del padre e lo salva

insieme con l’aiutaute e la guida; ma

sulla via del ritorno è ferito a morte.

Il dramma, deliberatamente tenuto su

un piano di schematicità e d’asciuttezza

formale quasi cronistica, è essenzialmente

giocato sui valori di colore e d’atmosfera.

Ottima l’interpretazione da parte di

M. Giorda, M. Doro, S. De Macchi,

C. Romano, M. Piso, C. Duse.

I-a stessa Compagnia ha rappresentato

un’altra novità: La casa nel parco, di

Giuseppe Romualdi.

La Compagnia G. Govi al Teatro Al­

fieri ha rappresentato Impresa trasporti

di Umberto Moracchio. L'impresa così

laconicamente denominata è un’impresa,

salvognuno, di trasporti fune1

’ ip-

partiene ad Annibale Bacicaiupo

che

l’ha ereditata da certi suoi avi che pra­

ticavano la redditizia industria. Annibale,

però, al contrario dei suoi antenati, è

disgraziato perchè adesso

Del

paese tutti

crepano di salute. Finalmente capita un

morto, ma è un morto finto inventato da

una masnada di truffatori per carpire

un premio ad una società d’assicurazioni.

Bacicalupo, che non brilla per perspicacia,

all'oscuro del trucco è compromesso in

quest'imbroglio e va a finire difilato in

galera. Da dove, come vogliono le esi­

genze del lieto fine, uscirà più tardi per

sposare una vistosa ereditiera e per smet­

tere la poco allegra professione. La com­

media è composta su tutta una trama di

battute e di motti di spirito che le tol­

gono ogni consistenza e movimento d’a­

zione verace. E il personaggio centrale,

privo di approfondimento, non supera il

limite deU’amena macchietta. Ottima,

per vivacità e calore, l'interpretazione di

G. Govi.

U n’altra novità, rappresentata all*Al­

fieri dalla Compagnia Merlini-Cialente, è

Zero in amore

dell'ungherese I aditlan

Busfekete. È rugiadosa e commovente,

leggera e convenzionale

io n i

più del ne­

cessario, gaia e sentimentale ad un tempo,

e spesso folta e macchinosa. Sveltita,

sfrondata da una congerie di dettagli e

di particolari probabilmente procederebbe

con maggiore scioltezza ed efficacia. Da ri­

levare la c o n e la correttezza dell’inter­

pretazione.

Atorga.

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