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Coltaci* S. C lim w i

to 41 fr«iic« o ta lapido al Caduti

La Salle transitarono nella

nostra città, fatte segno

alla pietà degli umili come

dei potenti: giungevano dal

Belgio, e proseguirono per

Roma, dove erano attese

dal Consiglio Generale del-

l'Ordine dei Fratelli delle

Scuole Cristiane, colà sta­

bilito dall'ottobre 1936.

Le Reliquie, scortate da

trecento automobili, en­

trarono in città verso le

ore 14 del 22 gennaio: la

sera prima erano state ve­

nerate a Grugiiasco. Fecero

breve sosta nel Collegio

Sar Giuseppe prima e negli

altri Istituti lassalliam poi; le Associazioni Cattoliche

le vegliarono a turno, e la mattina del 23 furono

solennemente ricevute in Duomo da S. E. il Cardi­

nale Arcivescovo Maurilio Fossati, dall'Arcivescovo

Castrense Monsignor Bartolomasi, da Monsignor

Coppo, Salesiano, vescovo di Paleopoli. da Monsignor

Mazzini e da Monsignor Perrachon dei Missionari

della Consolata, da tutto il Clero e da un'immensa

moltitudine.

Durante il Pontificale S. Eminenza, nell'enumerare

le benemerenze dei seguaci di S. G. B. de La Salle.

ricordò due Sacerdoti della nostra città, il Beato

Giuseppe Cafasso e San Giovanni Bosco, che larga­

mente attinsero agli esempi di fede eroica, ed alla

novità pedagogica del metodo lasalliano. forza e

lumi, il primo per l'istruzione del Clero della nostra

Diocesi, il secondo per l’educazione cristiana della

nostra gioventù.

Ci sia ora concesso di accennare rapidamente al

sorgere ed al progredire delle scuole dei « Fratelli »,

benemeriti educatori della nostra città.

Il 16 ottobre 1831. S. M. Carlo Alberto assisteva,

per la prima volta, nella scuola di Santa Pelagia. in

via delle Rosine n° 14, ad una lezione impartita da

un Fratello delle Scuole Cristiane: rimase così sod­

disfatto che subito pensò di affidare le scuole del

suo regno ai « Fratelli », ed ordino al Conte di

Castagneto. Sopraintendente della Reai Casa, di pas­

sare Lire tremila annue al Noviziato, esistente nello

stesso locale di Santa Pelagia.

Fin dal 1829 i seguaci di S. G. B. de La Salle erano

stati chiamati a Torino da Carlo Felice, che ne aveva

apprezzata l’abilità e la modernità nelle scuole della

Savoja. dove i « Fratelli » avevano iniziata la loro

missione educativa nel 1810, sotto il governo Napo­

leonico: un decreto di Vittorio Emanuele I li aveva

riconfermati in carica nel 1817.

Nel 1829 i Fratelli delle Scuole Cristiane furono

destinati a dirigere le classi maschili della Regia Opera

Mendicità Istruita.

Nel 1830 il Municipio di Torino chiamava i « Fra­

telli » per l'insegnamento di tutte le Scuole Maschili

della città: iniziando il nuovo còmpito, essi provvi­

dero le scolaresche di libri di testo: la loro opera

d ’insegnanti durò fino al 1853.

IITroya, loScavia, il Parato, seguendone l’esempio,

scrissero sillabari e testi per i fanciulli; ma i « Fra-

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telli » continuarono le loro pubblicazioni con volu­

metti di geografia, trattati di aritmetica, albums di

disegno, modelli di calligrafia, ecc., ecc. Nel campo

editoriale scolastico, sotto la sigla di A e C, il loro

primato vige a tutt'oggi.

Tanto per citare una cifra, nel 1898 il compendio

di aritmetica per le classi elementari 4» e 5* raggiun­

geva la milionesima copia.

Nell'ottobre 1831 i «F rate lli» istituirono le

scuole festive per gli operai, prime del genere in

Italia.

Nel 1845 iniziarono le scuole serali, per cui ebbe

il primato il Piemonte: le lezioni si tenevano nelle

medesime aule di via delle Rosine n° 14, dove, durante

il giorno, studiavano gli alunni della R. O. M. I.

Queste scuole serali, non mai interrotte, sussi­

stono ancora oggi, a profitto di oltre un migliaio di

nostri operai, nei locali di via delle Rosine e nella

Casa di Carità di via Feletto n° 6. '

Il 28 agosto 1833 S. M. Carlo Alberto, con una

circolare del suo Ministro per gli Interni de l'Escarène,

che faceva conoscere quanto importasse al Re l'edu­

cazione dei poveri,enumerava ed encomiava quanto già

si era fatto a sollievo delle classi povere del suo Regno.

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