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ù m i c a d e i t e m p i d e l

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„

Della mirabile nascita d*aa villaggio felice

f^omc esso sia nato 1'istorico non rammenta.

^ Solo un giorno s’avvide di grandi spari, e di nuovi e

strani suoni di trombe. Sorgevano nuvolette dal cielo. 1 colli

e il fiume ne esultavano. Allora l’istorico corse là ove s’era

levato un trambusto allegro. E trasecolò.

Certo era uno incantamento di qualche potentissimo stre­

gone. Ma non da fame timorosi scongiuri.

Le trombe eranoforse d’oro, poiché il loro

suono

non era

stato mai udito.

L’istorico non sapeva come incominciare la sua visita

alla sbalorditiva genitura. Poiché dovunque sorgevano biz­

zarre costruzioni, vivide d’una loro vita diversa.

Dinanzi al villaggio di Bogo si arrestò esitante. Non

s’aveva a pagare qualche pedaggio per penetrarvi?

I sommi capi della città stavano allora inaugurando il

miracoloso paese sorto per il gran dio.

E 1’istorico sgattaiolò tra quelli approfittando del loro

ingresso per aver licenza di vedere alcunché di quelle mera­

viglie. Poiché egli non sapeva nulla di quanto effettivamente

avveniva, non si stupiva punto dell’aspetto severo e compas­

sato dei sommi capi e di tutto il seguito. E quelliguardavano

attorno con grande compiacimento.

Credette l’istorico che prendessero possesso d’un nuovo

regno caduto sotto la loro giurisdizione.

Dal gran parco di divertimenti si levava al delo freddo

un gran damare di trombette, di sirene, di ululati indefini­

bili, di musiche raccapriccianti...

A mano a mano che si procedeva nel regno sconosciuto

sifacevano avanti fanciulle gaie gaie nei loro costumi sgar­

gianti. L’istorico, siccome uomo ritirato e pio, non ne aveva

mai viste di così graziose. E i sommi capi mostravano di

gradire i loro sonisi freschissimi. Poiché erano il più sereno

e promettente benvenuto.

L’istorico era troppo stupito per cantare tutte le casette

che si allineavano in bella mostra. Ospitali, poiché gli abi­

tatori, anch’essi in vesti non viste mai, facevano fra loro a

gara, dalle soglie festose, ad invitare i visitatori a soffer­

marsi un momento. E se cedevi alle loro lusinghe, qutUi ti

subissavano di preziose offerte, vini rari e pericolosi, carni

squisite, manicaretti raffinati.

A pocoa pocoi voltideisommi capiedi quellidelseguito

si

schiarivano, si schiarivano. E ognuno perdeva la rigorosa

dignità d'espressione, e taluni sorridevano, sorridevano, e

cedevano anche alle tentazioni.

Rammenta inoltre Tistoria alcune tappe p ii im­

portanti.

Ci dà notizia co» di certa casa, di notabile rinomanza,

se dobbiamo credere alla sua opinione, detta la « Tampa \

con cui gli eccellenti artisti avevano voluto riprodurre il

loro piccolo regno, vietato ai profani.

Tanto si interessava Tistorico alla nuova vista, che

neppure aveva avuto ancora modo di stupirsi dappoiché

nessuno dei sommi capi portava le antique tube di odiosa

memoria, né i cupi abiti funerei, consueti per le solenni

inaugurazioni. Né era stato tagliato il non meno tradi­

zionale nastrino tricolore con le forbidone lucenti ed

inutili.

Quando la eletta schiera fu guidata dinanzi al gran dio

Bogo, sommo tutelare di quel beato paese, nessuno si inchinò

divotamente. Ma siparlava inveced’un prossimo rogogigante

in cui sarebbe stata inghiottita la divinità.

L’istorico non ha tuttavia neppure una parola di biasimo

per il sacrilegio.