Table of Contents Table of Contents
Previous Page  46 / 1801 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 46 / 1801 Next Page
Page Background

UNO STANZIAMENTO PER LE CASE RURALI

E LA RIPARTIZIONE DEI RISPARMI

I

l recente stanziamento di 60 milioni per le case

rurali richiama l’elogio delle ('asse di Risparmio

detto dal Capo del Governo.*

« 11popolo italiano sa che le Casse di Risparmio

sono oggetto di speciale cura da parte del Governo

Fascista e che nella vasta e complessa azione svolta

a favore dell'economia nazionale, particolarmente

agraria, esse riescono ad esercitare una funzione

del maggior rilievo, in quanto concentrano e con­

servano i sudati risparmi, restituendoli poscia alla

terra e in genere alla produzione, in opere di pub­

blico interesse a mite prezzo, attraverso quelle

sole iniziative che realmente risultino utili dal lato

economico e da quello sociale.

« Tutto quanto ho detto torna a particolare

vostro elogio. Ma le mie constatazioni non debbono

servire se non di incitamento per il futuro e le

Tasse di Risparmio debbono, come ho detto, pro­

seguire nella loro nobile e tradizionale m ilione;

dico nobile missione; riferendomi alla santità del

risparmio e agli scopi morali che si intendono

perseguire.

« Quale attestazione del mio vivo compiaci­

mento per l’opera svolta dalle Casse di Risparmio

l>er il progresso economico e sociale del Paese,

conferisco alle Casse di Risparmio, e per esse alla

loro Associazione, due diplomi di medaglie d’oro,

uno per le benemerenze acquisite nel campo eco­

nomico, e l’altro al merito della sanità pubblica

per quelle conseguite nel campo della beneficenza

e dell’assistenza ».

11

compiacimento per le direttive seguite dalle

l'asse di Risparmio assume un valore davvero

eccezionale, poiché implicitamente delinea i ter­

mini di una auspicata soluzione al fondamentale

problema della ripartizione dei risparmi.

È subito necessario premettere che anche tu

codesto terreno il

liberalismo volle ostentare un

atteggiamento

di falsa neutralità.

Proclamò la scuola manchesteriana: lo Stato

deve mantenersi estraneo ai movimenti che pos­

sano comunque influire sulla distribuzione dei ri­

sparmi. In realtà niuno poteva logicamente sup-

l»orre che questo avvenisse. Chi, infatti, se non

lo Stato determina con le leggi che promulga e

l'attività economica che spiega, le condizioni favo­

revoli ad investimenti finanziari!

Si potrebbero facilmente enumerare le vie at­

traverso cui accentra il privato risparmio e lo

convoglia poi alle imprese che maggiornu net. pre-

dilige. Basterà ricordare l’opera che esso svolge

direttamente attraverso gli enti pubblici e gli

altri istituti investiti di coattivi poteri finanziari;

indirettamente predisponendo, talvolta, con arti­

ficiosi raggiri, condizioni di particolare favore in

determinate branche della privata iniziativa.

Per ciò il liberalismo fu in contraddizione co­

stante con sè stesso, dovendo, nella prassi, seguire

indirizzi che urtavano con i ferrei dogmi della

propria dottrina.

Nel nostro Paese la neutralità dello Stato fu

soltanto sbandierata ogniqualvolta l’agricoltura

sorse a far sentire la sua voce. Servi, in altre pa­

role, a coprire con il manto della pretesa impàr.

zialità, interessi qualche volta obliqui, quasi sempre

assurdi, indiscutibilmente contrastanti con le reali

esigenze della nazione.

Ma non balocchiamoci con le parole: riserviamo

alle cifre il compito della irrefutabile dimostrazione.

Sono esse che ci diranno come la metà dei depositi

arenati dagli istituti di credito rechino l’impronta

dei rurali, provengano dalla terra.

Orbene, appro­

fondendo l’indagine si verrà a

stabilire che

in

questo cinquanta per cento della massa dei capi­

tali, una percentuale minima tornava

alle cam­

pagne per trasformarsi in opere feconde:

appena

3 10 per cento. I rimanenti otto dammi venivano

assorbiti dai pnbblki prestiti convergendo ai oatfri

as