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Fu ammiratissima una recente Mostra alla Casa del

Balilla di Piazza Bernini, di modelli di navi attrezzate,

in piccola costruzione, eseguiti in legno ed in metallo

dagli stessi allievi guidati da esperti insegnanti.

I Marmaretti prendono parte alle adunate nelle feste

patriottiche, alle Parate Militari, ai Cortei e a tutte le

manifestazioni cittadine accanto ai loro fratelli della

O. N. B. e sfilano baldi, impeccabili, simpaticissimi, su­

scitando entusiasmo al loro apparire.

La Casa del Marinaretto è di frequente visitata da

personalità cospicue e da autorità italiane e straniere,

guidate dal Presidente Prov. dell’O . N. B. Console Sal-

vetti, che della Casa è appassionato tutore. Non è molto,

fu a visitare la Casa di corso Sicilia una rappresentanza

ungherese che si interessò assai dell 'edifizio, non solo, ma

dei suoi ordinamenti. Anche fu ospite gradita della

Casa S. A. Jolanda di Savoia, accolta dal Comitato Dame

Patronesse della Legione, che molto si interessò della

vita dei Balilla del Mare, coi quali si intrattenne molto

affabilmente. Molti e molti sono i visitatori della Casa

del Marinaretto; ma molti ancora quelli che in Torino

ne ignorano l'esistenza, ed è peccato.

Nei giorni di adunata è bello vedere il fervore operoso

dei Balilla del Mare nelle esercitazioni sul Po. nel nuoto,

nelle evoluzioni sullo spiazzo prospiciente la Casa, sul

corso Sicilia e nella vicina spianata. Molti sono i cittadini

che sostano nei pressi, ammirati e interessati dal geniale

spettacolo e vi rimangono fino all’« ammaina bandiera».

É questo sempre uno spettacolo gentile e suggestivo che

commuove. A uno squillo di tromba un picchetto ar­

mato sale sulla tolda, attende raccolto che sia recitata la

preghiera del marinaio a cui risponde: « Signore, bene­

dici... » mentre la Bandiera scende dal pennone. La fun­

zione è finita. Scende il giorno nello sfondo suggestivo

del Po. la gente raccolta e commossa, come per avere

assistito ad un rito, s'allontana presa da un dolce senso di

tenerezza e di pace.

Cara giovinezza d'Italia, pensosa e fattiva, entusiasta

e devota, che vi fa piangere e sorridere!

Balda e serena percorre le grandi vie mondate di nuova

luce, e ci è promessa di sicuro conforto per un più grande

domani, per la gloria d’Italia imperiale e fascista.

A. DURANDO PROTTO

T O R I N O B A R O C C A E T O R I N O M O D E R N A

M a n i f e s t a z i o n e t o r i n e s e s o t t o g l i a u s p i c i d e i P o d e s t à d i T o r in o

e d e lla Uni t e r s i t à d i J e n a

L'università di Jena, l'istituto di Storia d'arte, il Cura-

torio della Casa Rudolf Eucken hanno organizzata una

solenne manifestazione prò Torino onde far conoscere

le bellezze artistiche della città barocca e l'ulteriore

sviluppo edilizio di Torino moderna.

Il prof. dott. Rose, direttore dell'istituto di Storia

d'arte, ha tenuto la sera del 23 giugno una conferenza

sul Barocco piemontese.

Erano presenti il Rettore della Università prof. Mayer

Erlach, il corpo accademico al completo, la scrittrice

Ricarda Huch. che ha svelato nei suoi libri con impareg­

giabile arte il nostro Risorgimento nei suoi uomini e

nei suoi principii ideali al popolo tedesco, ed un foltis­

simo pubblico convenuto anche dai centri circon­

vicini (fu tale l’affluenza che non tutti poterono trovar

posto nell’ampio salone dell’istituto). Il Podestà mg. Ugo

Sartirana aveva messo a disposizione dell'oratore bellis­

sime diapositive degli edifici e ville barocche e molte

artistiche fotografìe delle nuove costruzioni, amplia­

menti, parchi e giardini della nostra città.

L’ufficio propaganda della Fiat aveva pure inviato pa­

recchie belle diapositive.

Dopo una breve esposizione della Sig. Giulio, lettrice

all'Umversita di Jena, su Torino moderna e fascista e

l'opera egregia svolta daile autorità poiiticne per l'ab-

bellimento e l'incremento industriale della città, il profes­

sore dott. Hans Rose ha con parola ornata, illustrato

l’evoluzione artistica del Barocco piemontese tra il 1660

e il 1740. Ha richiamato l’attenzione del pubblico sul

grande influsso esercitato dal nostro, sul Barocco della

Baviera e di Vienna. Nymphenburg e Schleissheim presso

Monaco, ii Belvedere a Vienna ed alcune costruzioni del

grande Baltazare Neumann (ha detto l'oratore), hanno

evidentissime tracce di questo influsso e sono da rial­

lacciare alla concezione artistica inspiratrice di Guarino

Guarmi e del Juvarra.

I legami di parentela tra la Casa di Piemonte e quel

di Baviera e la residenza del Principe Eugenio di Savoia

in Vienna han facilitato gli scambi culturali ed artistici

fra i due popoli: la grandiosità e la magnificenza delle

scale, di arcate, volte, colonnati dei nostri palazzi, ca­

stelli e ville barocche si ritrovan ben spesso in edifìci

analoghi in Germania ed in Austria. Anche un architetto

della Turingia, Krohne, ha soggiornato a Vienna per

studiarvi i principi architettonici che informano le costru­

zioni deN'epoca del principe Eugenio di Savoia.

Dopo un accenno al Classicismo torinese e alla nobiltà

di linee della Nuova Via Roma, l'oratore ha concluso

la sua dotta e bella esposizione coll’augurio che i presenti

visitino la nostra ottà e con un vivo ringraziamento al

Podestà cui si è con grande entusiasmo associato il pub­

blico. che ha con sempre crescente attenzione seguito

l’applaudito oratoré ed ammirato le bellissime proiezioni.

Dopo la conferenza, la signora Rudolf Eucken, ve­

dova dell'illustre filosofo e sapiente prosecutrice infa­

ticabile dell'opera del grande Maestro, ha signorilmente

riunito nel parco delia sua villa,

illuminato

da lampion­

cini bianco rosso e verdi, le personalità, le famiglie dei

professori, gli stranieri residenti a Jena fra cui molti

studenti della Siria, del Siam e del Giappone, per fe­

steggiare l'oratore e dimostrare ancora una volta come

la Casa Eucken apprezzi ed ami l'Italia, la sua arte, ia

sua scienza, e sia lieta di contribuire ad un più largo scam­

bio di rapporti artistico-culturali fra le due nazioni.

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