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I

C H E S S A

N ttu n m orti* rosa o (rifio

A due anni dalla morte del compianto Gigi, sono

ancor \ i \e e care nel nostro ricordo le opere eriposte

alle varie mostre di Torino, e quelle che accura­

tamente sono >tate raccolte alla ultima Biennale di

Venezia.

Non dimentichiamo il valore di Gigi Oie»*a ed

il .-«uo contributo all'arte contemporanea.

Figlio di (.arlo Che**a. pittore e acquafortUta di

fine sensibilità. Gigi nacque a Torino il 15 mag­

gio 1898.

Dal 1914 al 1918 frequentò i corsi dell'Acca-

demia Albertina di Torino, nel 1919 divenne pa­

rente dell Accademico Felice Carena, c con lui iniziò

uno studio più sicuro dal quale riportò una prima

impronta. Conobbe a Roma nel 1920 Spadini, come

pure Casorati c Soffici: ammirò le opere di Fattori

alla Biennale Romana del 1922. e sopratutto Cé-

zanne alla Biennale Veneziana; si interessò alla mo­

derna pittura francese studiando le opere dei mi­

gliori di questa, da Matisse a Picasso, da Derain

a Ihifv.*

•#

Nel 1921 ad Anticoli di Ciociaria. eseguì una

*erie di paesaggi e disegni, rivelando subito una pre­

dilezione per il paesaggio inteso e reso |»er mezzo

di puri rapporti tonali.

Benché all'inizio qualche influenza sia palese,

>eppe presto liberarsene, e chiudere il quadro in

una sincera e reale rappresentazione libera da pre­

giudizi o da atteggiamenti.

Convinto che la pittura doveva seguire la rivo­

luzione impressionista, ritorna sui soggetti, sa sco­

prire attraverso tutte le preziosità del colore la stessa

»