I N C H I E S T E S OC I A L I
ARTIGIANATO E INDUSTRIA
Le manifestazioni artigiane offrono lo spunto per
ribadire argomentazioni e riesumare alcuni dati sta
tistici <li molta importanza agli effetti conclusivi
del problema. I teorici della lotta di classe ponendo
a ba>e delle loro incursioni nel futuro, presupposti
assurdi e catastrofici dogmi, giunsero financo a de
signare fra le vittime della profetata « palingenesi »
l'artigianato. Con molte argomentazioni appoggiate
a prete>e pezze giustificative, se ne annunciò repli-
catamente I*inel utlabile .«comparsa. I/accentramento
della produzione avrebbe dovuto — nelle arbitrarie
illazioni di taluni economisti — >cardinare. e per
sempre, tutte le antiche forme di attività.
L'antifona mortuaria risuonò a lungo con una mo
notonia pressoché e*asperante : tanto che ancora
oggi viene ripetuta da coloro — e sono moltissimi
— che. nelKimpossiliilità di avere delle convin
zioni proprie, prendono volentieri a prestito le idee
degli altri, magari attribuendosene la paternità.
Sarà quindi opportuno sapere se sia attendibile
l'affermazione teste accennata. In primo luogo niun
dubbio che gli economisti abbiano errato nel preve
dere la fine degli artigiani. Essi, infatti, anziché
approssimarsi al declino, si affermano ognor più,
accrescendo le loro schiere, rinnovando i loro me
todi di lavorazione, esercitando. in>omma. nell'e
conomia una funzione importantissima. Fra arti
gianato e industria, non solo non si è rivelato l'im
maginario dualismo di cui si è parlato, ma è (torta
l'imprescindibile necessità di una armonica coe
sistenza.
La premessa — che ci apprestiamo a dimostrare —
varrà a renderci interamente comprensibile il ri
lievo del Sombart. riflettente la situazione di uno
dei paesi più industriali del mondo: la Germania.
« Si arriva — citiamo le sue stesse parole — a
questa conclusione che sarà sorprendente per molti
e che merav iglia anche me stesso: alla fine dell'epoca
del grande capitalismo, quasi la metà di tutti i la
voratori appartengono all'artigiaiiato. «enza contare
l'agricoltura ». Ma per porre in rilievo adeguato
l'eccezionale importanza cui l'artigianato è perve
nuto occorrerà cedere la parola ad alcune cifre.
In Germania dal 1907. anno in cui Sombart rilevò
che su 1000 lavoratori — contadini esclusi —-373
dedicavano la loro attività in imprese artigiane.
372 in stabilimenti capitalistici. 250 erano frazio
nati in aziende artigiane e grandi imprese indu
striali. Alla più recente inchiesta del 1927, ove
risultano 1.230.000 artigiani, dai quali dipendono
1.378.000 compagni e 693.000 apprendisti, l'effi
cienza dell'artigianato è evidente. Non meno signi
ficativi sono i dati della sola Baviera. Le Camere
di Commercio Iranno potuto stabilire l'esistenza di
498.390 artigiani compagni ed apprendisti. Nel 1861
la percentuale della popolazione bavarese occupata
nell'artigiana'to era rappresentata dal 6 °ó. Nel 1925
tale percentuale era mantenuta, ed anzi, in lieve
aumento.
In Francia censimenti professionali indicano un
contingente rilevantissimo di artigiani. La Gran
Bretagna per quanto abbia escluso dai proprii cen
simenti ufficiali gli artigiani, questi assommano
ad
1.298.820. In Sviscera da un'inchiesta, su 827.624




