Table of Contents Table of Contents
Previous Page  790 / 1801 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 790 / 1801 Next Page
Page Background

La Storia di Cristo è diventata un rampo aperto,

e ricco invero di messe e di (lottino, dove ognuno

dei contendenti poteva raccogliere le concrete prove

dei suoi convincimenti. Gli osteggiatori del neo­

cristianesimo papiniano ci ritrovavano tante tc>ti-

moniauze di peccaminoso orgoglio quante erano

sufficienti — davanti alla loro corta vista — per

inviarlo difilato all'inferno; le anime giubilanti alla

nuova conquista della Grazia potevano — in fondo

con ragione, ma non senza un certo candore di en­

tusiasmo — giurare sul suo definitivo ritorno nella

Casa del Padre.

In realtà la conversione di Papini deve aver per­

corso una \ia assai più fatico^ e lunga di quanto

11011

appaia. Può darsi ch'io mi inganni; ma io

credo che negli anni seguenti al suo ingresso uffi­

ciale e clamoroso in seno alla Chiesa di Roma, egli

abbia avuto degli istanti di sgomento, quando la

nuova realtà religio>a. fervidamente abbracciata,

gli apparve una mole gigantesca e opprimente ed

un indecifrabile mistero.

Al Cristianesimo egli aveva aderito per un improv­

viso rischiaramento spirituale; un'idea gli era ba­

lenata. che solo nel Cristianesimo sboccava, dopo

una zona di aridità bruciante e rabbiosa, il corso

ideale della sua vita. Ma ora si trattava di conqui­

starsi palmo a palmo la nuova dimora, e scrutarla

in ogni sua parte, per vedere come potessero adat­

tarvisi le sue vecchie abitudini di cavaliere errante

e di corsaro.

La nuova disciplina gli imponeva obblighi, restri­

zioni. costrizioni che lo trovavano spontaneamente

ribelle. Le fibre più nascoste del suo temperamento

gridavano e dolevano. Egli doveva radere al suolo

i muri diroccati ma ancora tenaci della sua solitaria

fortezza: la sua orgoglio!*a solitudine doveva aprirsi

un canale di comunicazione col divino, e di là ri-

ver.*arj*i con una pienezza generosa e ardente di

amore sulle creature. Ma allora, proprio quando

la sua antica e insaziata fame era in procinto di

soddisfarsi, la tragica amarezza deposta in fondo

all'anima tornava a galla: un arresto subitaneo fer-

ma\a gli impeti del cuore: e dagli anni tramontati

dell'adolescenza si riaffacciava, col viso pallido e

accigliato, il giovinetto selvatico di quel tempo, e

lo richiamava alle antiche magnanime ebbrezze e

alle pazze scorribande fuori d'ogni civiltà e d'ogni

legge.

Questi ultimi diciassette anni della vita di Giovanni

Papini — anziché anni di aftievolimento e di ri­

poso — debbono aver conosciuto un travaglio anche

più intenso dell'agitato periodo precedente. Le

acque torbide poco a poco si schiarirono; ciò che

vi era in esse di opaco precipitò lentamente al

fondo, e la limpida superficie potè riflettere una

nuova splendida serenità. Eppure anche ora brividi

inattesi la solcano e la percuotono; anche ora dal

suo cupo fondo mal celato salgono improvvise eru­

zioni. I/amaro pessimismo non si è dileguato; nè

è scomparsa qucH'eterna inguaribile scontentezza

che è il nobile distintivo delle grandi anime mo­

derne. In più. è divenuta ora sua fedele e invisibile

compagna quell'aura di dignitosa malinconia cui

egli accennava nelle prime pagine dcH’I/omo finito;

e la sua religiosità bene si disposa ad essa, contri­

buendo ad ammorbidirla e purificarla, e lasciando

libera e fiera la sua solitudine di cristiano e di poeta.

* * ♦

Ma perchè siamo andati tanto lontano, se intende­

vamo intrattenerci sulla Storia della letteratura ita-

lianaì Perchè proprio quest'opera non la si può

comprendere se non come ultima maturazione della

sua lunga esperienza di vita; tanto poco essa è li­

bresca. e tanto poco somiglia alle altre compila­

zioni del genere. Del resto su questo punto non è

neanche il caso d'insistere. Papini è un artista, e

la prima cosa che si va a cercare in queste pagine

è l'espressione vigorosa della sua umanità. Tutto

il suo mondo interiore, soffocato e ardente, ha qui

trovato modo di estrinsecarsi; colla sua dolcezza

nuova mescolata a quel tanto di amaro che la fa

più gustosa. Non importa se il discorso si svolge

intorno a fatti e figure consegnati alla storia; avvi­

cinandosi alle anime dei grandi scomparsi. Papini

si commuove e si esalta, quasi abbia trovato final­

mente l'unica compagnia di uomini che non lo

disgusti e non lo respinga. La sua tendenza al ri-

trattismo mi pare vada illuminata in questa luce

di intimità spirituale. Il Cristianesimo ha reso più

libera e sciolta la sua capacità di affetto, e pare

talora che il biografo si accosti trepidante ai suoi

personaggi, e li scruti nell'espressione enigmatica

dei loro volti e nflle pieghe della loro anima per

scoprirvi un ^mulacro del suo tormento e del suo

gaudio. Quando ritrae a forti chiaroscuri il misti­

cismo dirupato e fiammeggiante di Jacopone, nei

contrasti violenti ch'egli dipinge s'indovina l'im ­

pronta del suo interesse vivo e sofferto. Quando

notomizza i peccati di paganesimo, che gravarono

anche gli spiriti sommi, si avverte la virile consa­

pevolezza deH'eterno dramma del cristiano. Quando

esalta la gioia creativa della lingua

e

dello stile,