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tale mi scriveva: « Sono molto lieto di avere prima di

partire sistemato e definito ogni cosa con Sua Eccel­

lenza »

Interpretando quest'affermazione come un ordine

di continuare il lavoro secondo le direttive fissate, dispo­

nevo perchè continuassero i lavori per la fusione delle

statue e gli studi particolareggiati per la parte architetto­

nica del monumento inquadrata nella sistemazione della

piazza Vittorio Veneto, la quale avrebbe, secondo il

progetto allestito dal Morbiducci e dal Servizio tecnico

municipale, contemplato, sulle basi già esposte, un radi­

cale riordinamento della rete tramviaria col conseguente

necessario allargamento delle vie Diaz e Napione, previo

rifacimento dei murazzi del Po, nonché l'allargamento al

triplo del ponte Vittorio Emanuele che, nelle nuove

dimensioni, avrebbe dovuto costituire come la continua­

zione verso la Gran Madre di Dio del sacrato racchiuso

dalle pedane monumentali sopraccennate.

Frattanto con Decreto 2 gennaio 1936-XIV S. E. il

Capo del Governo, Ministro per la Guerra, nominava

a successore di S. E. Giardino, il Maresciallo d ’Italia

Emilio De Bono.

Questi prendeva tosto conoscenza particolareggiata

di tutta la questione e radunava per il 12 febbraio 1936-

X IV , il Comitato, nel quale il Podestà Sartirana veniva

rappresentato, per espressa delega, dal Vicepodestà

nob. comm. dr. Pio dei Conti Gloria.

In tale seduta il Comitato, prendendo atto degli studi

fatti, decideva di presentare a S. E. il Capo del Governo

il plastico completo raffigurante la sistemazione della

piazza e del monumento, ciò che avvenne il 29 febbraio

in Roma.

In questa occasione veniva riconfermato l'ordine di

inaugurare il monumento il 4 luglio 1937-XV e veniva

approvato il progetto presentato.

Il 25 maggio 1936-XIV il Comitato approvava il progetto

esecutivo e disponeva per la provvista della pietra occor­

rente, siemte della Balma, già scelta nella seduta d ell’ 11

ottobre, e con deliberazione 18 giugno affidava alla ditta

Adami F.lli fu Luigi di Baveno la fornitura delle parti

sopraelevate ed alla ditta Succ. Ing. G. Gianoli e F.llo

di Torino (che già dagli eredi Baroni aveva avuto l’inca­

rico di fornire i pili portabandiera, su progetto partico­

lareggiato del Morbiducci) quella della pedana monumen-