Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villa Geisser, già Vigna Borbonese

Alberto Geisser, a cui appartenne questa vigna, alla carriera nel mondo della finanza imprenditoriale affiancò un costante impegno politico e filantropico. Tra le tante iniziative, favorì l’istituzione delle biblioteche circolanti torinesi e nel 1907 fondò il Consorzio delle biblioteche.
A lui è dedicata la biblioteca civica che ha sede in corso Casale 5 a Torino.


Lat: 45.0462487 Long: 7.6902704

Costruzione: XVIII Sec. (1700-1799)

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  • giardini | vigna

Il Grossi indica nell' «Ill.mo sig. Commendatore Spirito Borbonese» il proprietario della vigna.
La famiglia Borbonese traeva il nome da un certo Marcel, che, venuto da Puy de Dome a commerciare a Torino all'inizio del '600, era detto “Le Bourbonnais”: L'attività commerciale venne proseguita dai figli e nipoti, i pronipoti si dedicarono agli affari fondando una banca all'inizio del '700.
Nel 1735 Spirito Maria Borbonese aveva preso in affitto per sé e per i suoi eredi la vigna di San Vito, che apparteneva ai conti Mathis di Caciorna abitanti a Bra. Suo figlio Giuseppe, approfittando delle difficoltà economiche dei Mathis, rilevò la vigna affittata da suo padre sborsando 14.000 lire.
Passò poi in eredità al figlio Spirito citato dal Grossi, che nel 1791 aveva fondato una commenda dei Santi Maurizio e Lazzaro ricevendo il titolo di commendatore. Morì nel 1825 senza eredi.
La vigna Borbonese venne poi acquistata dai Roero di San Severino che nel 1863 la vendettero ai
Geisser, che ne mantennero la proprietà per buona parte del '900.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VILLA GEISSER, GIÀ VIGNA BORBONESE
Strada Antica di S. Vito 12

Villa e Vigna.
L'edificio di valore ambientale e documentario, insieme al parco, costituisce elemento fondamentale nella sequenza di ville che si affacciano sul Po.
L'edificio segnato nella Carta topografica della Caccia come «V. Borbonese» presenta un impianto a blocco costituito dall'unione di «civile» e «rustico». Il Grossi ricorda il «Borbonese villa e vigna [...] con casino elevato [...] evvi la cappella e un magnifico belvedere di figura esagona [...]». Nella mappa napoleonica si nota l'aggiunta di un corpo di fabbrica sul lato a Nord, prolungato a metà Ottocento. La vigna di antico impianto è stata trasformata nella prima metà del Novecento. Il parco di trasformazione ottocentesca a Sud è notevole per le essenze presenti.

Carta topografica della Caccia [1762]; A. GROSSI, 1791, p. 26; PLAN GEOMÉTRIQUE [...], 1805; [Catasto RABBINI], 1866, fol. XXVII; E. GRIBAUDI ROSSI, 1975, pp. 507-510.
Tavola: 58

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