Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Vigna La Viola

Il lungo e basso edificio della vigna, posta su un dolce pendio, conserva in certa misura l'aspetto di un cascinale, non privo di eleganza. Esso sorge in quella che nel passato era definita una selva ricca, come afferma il Baruffi nelle sue Passeggiate nei dintorni di Torino (1853-1861), di “leggende popolari sulle fate e i ladri”.


Lat: 45.027708 Long: 7.7098908

Costruzione: XVII Sec. (1600-1699)

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La Vigna Viola è posta  in una zona  detta "Camp de Viol" in una mappa del 1696, in quella che era l'area più alta, isolata ed immersa nei boschi, tanto da esser «rinomata per la sua posizione al centro della selva».

Pochi sono i documenti e le notizie che riguardano questa vigna: è citata in un elenco del 1706 e in una quietanza insinuata nel 1777 , dove si attesta che in quell'anno il negoziante Vittorio Viberti acquista da Battista e Giovangelo Pennaccini «una Cassina denominata de' Tetti Viola [...] parti sopra le fini di Revigliasco e parti sopra le fini e Monti della presente Città sotto la Parrocchia di San Vito mediante il prezzo di L. 20.000 pagabili cioè L. 8000 ad ogni semplice richiesta di detti fratelli Penaccini previo l'anticipato avviso però di un mese e le rimanenti L. 12.000 pure ad ogni semplice richiesta, ed anticipato avviso d'un mese come sopra».
Venne restaurata intorno al 1960.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VIGNA LA VIOLA
Strada Consortile della Viola 138

Vigna.
Segnalazione di edificio con elementi di significato culturale e documentario. La vigna, con la vicina Villa Bima, concorre alla definizione del poggio sommitale di Strada della Viola.
La vigna nella Carta topografica della Caccia è ricordata come «La Viola» con impianto rettangolare. Il Grossi la cita come «La Viola» vigna del Sig. Vittorio Viberti. La mappa napoleonica e la mappa Rabbini indicano una aggiunta di un corpo di fabbrica ortogonale all'edificio preesistente. È stata ristrutturata dall'arch. Mario Passanti.

Carta topografica della Caccia [1762]; A. GROSSI, 1791; PLAN GEOMÉTRIQUE [...], 1805; [Catasto RABBINI, Cavoretto], 1864, fol. I; E. GRIBAUDI ROSSI, 1975, pp. 531-532.
Tavola: 75

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