Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Scuola elementare Gaspare Gozzi

La scuola eredita nei primi anni del Novecento alcuni corsi scolastici privati preesistenti e si contraddistingue dalle origini per il suo legame con il quartiere, l’apertura alle innovazioni e la conservazione della memoria storica. La scuola fu colpita dal bombardamento del 13 luglio 1943 e gravemente danneggiata.

 


VIA GASSINO 15

Costruzione: 1914 - 1916

Bombardamento: 13 Luglio 1943

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1. I primi decenni di attività

Il quartiere in cui si colloca, la borgata della Madonna del Pilone, è stato sede di importanti attività artigiane e industriali (i Mulini delle Catene di proprietà della Città di Torino, messi in moto dall’acqua derivata dal Po, erano uno dei più grossi stabilimenti del genere). La scuola eredita alcuni corsi scolastici preesistenti che venivano tenuti in case in affitto. L’edificio viene inaugurato nel 1916, ma la sua costruzione, che ha richiesto una spesa complessiva di circa 330.000 lire, era già stata deliberata nel 1914. Il progetto si rifà a un modello di impostazione tedesca, scelto in alternativa a quello inglese: l’edificio, infatti, è costituito da due corpi di fabbrica di due piani fuori terra, è dotato di 12 aule, una palestra, un refettorio, due alloggi per i custodi e locali per la direzione e gli insegnanti. Oltre che per l’ampiezza e la luminosità dei locali, si contraddistingue per la presenza della palestra e delle docce con acqua calda. La sua struttura elegante e imponente, al momento della sua costruzione, quando ancora non esisteva corso Quintino Sella, era in continuità con i campi che la circondavano.
La Gozzi offre da subito un servizio fondamentale per la vita della comunità e sin dalle sue origini si connota come scuola legata alla realtà di barriera e aperta alle innovazioni tecniche: si trovano infatti testimonianze, di lezioni speciali di cucito e di economia domestica, di esperimenti di chimica e fisica e lezioni di dattilografia. A tutto ciò si affiancano corsi serali popolari.
Dal 1920 la scuola si dota di un cinematografo e l’anno seguente è premiata con la Medaglia d’Argento del Ministero della Pubblica Istruzione per aver realizzato il film “La Scuola Gozzi e le sue opere integrative”, proiettato al cinema Ambrosio.
Nel 1925 l’edificio, distaccatosi dal compartimento scolastico di Reaglie e Sassi, è soggetto ad ampliamento e raggiunge una capienza di 22 aule.
Nel 1926 conta circa mille allievi, gode del Patronato Scolastico e possiede la biblioteca circolante “Giulio Giulio Bonzanino”. Nello stesso periodo la Gozzi risulta avere come succursali Reaglie e l’istituto Domenico Savio.
Nel 1933 gli alunni sono 405; nella scuola si tengono lezioni pratiche all’aperto, ed è allestito un giardino didattico in cui si coltiva l’orto e si allevano api, conigli e bachi da seta.
I segni della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale la Gozzi diviene sede temporanea per l’accoglienza dei sinistrati (con 200 posti), sono evidenti: ben 32 locali vengono distrutti.

2. Bombardamenti

La scuola elementare Gaspare Gozzi e il locale della biblioteca popolare circolante ospitata all’interno dell’edificio furono colpiti dal bombardamento del 13 luglio 1943 effettuato da aerei della RAF con bombe di grosso e grossissimo calibro. Il tetto dell’edificio fu gravemente danneggiato e i due appartamenti sottostanti, per un totale di sette locali, sinistrati. Il locale del laboratorio maschile fu colpito e gravemente danneggiato da bombe incendiarie.

3. Dopo la Seconda Guerra Mondiale

Negli Anni Cinquanta, il fenomeno dell’emigrazione investe le scuole torinesi: riferendosi al 1956, la direttrice della Gozzi dichiara alla Stampa che “Il 98 per cento dei bambini della mia scuola assistiti dal Patronato erano l’anno scorso meridionali o veneti”.
Alla fine degli anni Sessanta gli alunni ammontano a 598, altri 34 sono inseriti in classi differenziali. Dalla Gozzi dipendono la Beata Vergine del Pilone, la Città dei Ragazzi, l’Istituto Professionale Mongreno, le scuole elementari Mongreno (futura Ottolenghi), Reaglie, Santa Margherita, Superga e Vittorio Amedeo II. Dieci anni più tardi, la situazione resta pressoché identica, con l’aggiunta della scuola Borgata Rosa di strada Cafasse: il numero totale degli alunni del circolo ammonta a 1275.
Oggi la scuola ospita 10 classi per un totale di 221 bambini, divisi in due sezioni; sono possibili tre modelli orari, di 30, 33 e 40 ore settimanali. La scuola è inoltre dotata di laboratori di informatica, scienze, educazione all’immagine e musica, di un’aula di psicomotricità, di biblioteca, palestra, infermeria. Tra i progetti attualmente attivi si ricordano il “Trinity” per la lingua inglese, il “Sostegno alle attività di lettura e gestione dell’archivio didattico” e i progetti di Educazione Ambientale proposti dalla Circoscrizione VII, oltre ad attività di accoglienza e integrazione, orientamento scolastico e sostegno delle fasce deboli.
L’interesse della Gozzi per la propria storia è sottolineato dalla presenza del citato archivio scolastico, che conserva ancora due libri d’oro del 1924 e 1925 redatti dal Direttore del Compartimento Scolastico il quale riferisce quanto la scuola ebbe fatto e le sperimentazioni da lei messe in atto in quel tempo, quali il teatrino (inaugurato nel 1924 e aperto ogni domenica alle famiglie), la fanfara scolastica, la colonia marina. Il materiale d’archivio è stato fonte per la realizzazione di un libro sulla storia della scuola.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
SCUOLA ELEMENTARE G. GOZZI
Isolato tra le Vie Gassino, Castiglione, Montemagno 13

Edificio scolastico per l'istruzione elementare.
Segnalazione di edificio scolastico di significato documentario ed ambientale che caratterizza l'ambiente della corona pre-collinare.
Edificio costruito negli anni dal 1914 al 1916 su progetto dell'ing. Postale per conto del Comune di Torino, ampliato nel 1925 ad una estremità per realizzare quattro nuove aule e l'alloggio del custode.

L. OTTINO, 1951.
Tavola: 43

Fonti Archivistiche

  • Città di Torino. Ripartizione VII. Istruzione, Ufficio rilevazioni statistiche scolastiche.
  • ASCT Fondo danni di guerra, inv. 591, cart. 12, fasc. 21, n.ord. 1
  • Archivio storico della Città di Torino (a cura di), Miscellanea Istruzione 514. Piano Quinquennale di Edilizia Scolastica Materna e dell’Obbligo, [S.l, s.n.] s.d.

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Ente Responsabile

  • Fondazione Tancredi di Barolo
  • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà