Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villa Quiete, già Vigna Righin

In una zona ora fittamente costruita, la vigna citata dal Grossi come: «Righin villa e vigna del sig. Giuseppe Ignazio Righin fondichiere» era considerata fra le più belle della collina torinese.


Lat: 45.0533407 Long: 7.699256800000001

Realizzazione: XVIII Sec. (1700-1799)
Dal XVIII secolo facente parte del complesso di vigne di Strada del Righino

Trasformazione: XIX Sec. (1800-1899)

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  • vigna

Nel 1738 questa vigna era stata acquistata da uno dei più famosi musicisti torinesi, Giovanni Antonio Giay, che l'aveva pagata 6500 lire e l'aveva rivenduta nel 1754 al Righini per 7300 lire.

E' ancora possibile vedere dall'ingresso i resti di un ninfeo, una  rotonda semicircolare in mattoni a vista delimitata da tempietti nella quale terminava il "delizioso giardino", costruito con l'evidente intenzione di imitare i giardini delle ricche vigne con cui confinava, l'Agliè e la Pallavicino.
Nella parte destinata a rustico sono ancora evidenti i particolari architettonici neogotici della seconda metà dell'800.

Nell'800 la proprietà passò alla famiglia Polliotti e poi, nel 1875, a Clementina Balbo di Vinadio che alla fine dell'800 la mise all'asta con i terreni, il mobilio, molte suppellettili e quadri di valore.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VILLA QUIETE, GIA VIGNA RIGHIN
Via Villa Quiete 15 (o Strada del Righino 2)

Vigna.
L'edificio di valore ambientale e documentario con il suo «artefatto piano» e le pertinenze a verde, costituisce uno degli elementi fondamentali del complesso di vigne di Strada del Righino.
La Carta topografica della Caccia [1762], la riporta come «V. Righino» con impianto ad «L». Il Grossi la ricorda come «Righin villa e vigna [...] con Cappella ed un delizioso giardino ornato di magnifici pinacoli [...]». Nella mappa napoleonica la vigna assume una forma ribaltata rispetto a quella precedente sull' «artefatto piano». Tale giardino è ben leggibile dal rilievo della mappa del Catasto Rabbini, dove appare nell'angolo a Sud-Ovest ancora l'esedra antica; ma l'impianto planimetrico denuncia le avvenute trasformazioni ottocentesche: tra queste, il nuovo viale di accesso assiato sul fronte della villa.

Carta topografica della Caccia [ 1762]; A. GROSSI, 1791, pp. 147-148; PLAN GEOMÉTRIQUE [... ], 1805; [Catasto RABBINI], 1866, fol. XXVII; E. GRIBAUDI ROSSI, 1975, pp. 477-478.
Tavola: 59

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