Home \ Palafuksas, ora Centro Palatino
Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Palafuksas, ora Centro Palatino

L’edificio, realizzato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas negli anni 1998-2011 per sostituire il precedente mercato coperto dell’abbigliamento, dopo alcune controversie sulla destinazione d’uso riafferma la propria vocazione commerciale.


PIAZZA DELLA REPUBBLICA 25

Realizzazione: 1998 - 2001

  • Indice
  • Categorie
  • centro commerciale
  • mercato
  • piazza
  • L’intervento è stato realizzato con lo scopo di sostituire il mercato III dell’abbigliamento, costruito nel 1963 e demolito nel 1998, uno dei quattro mercati coperti tuttora esistenti in piazza della Repubblica insieme a quelli II (ittico), V (alimentare) e IV, ornato dall’elegante “tettoia dell’Orologio”.
    Alla fine degli anni Novanta, a seguito di una gara pubblica, viene scelto l’architetto Massimiliano Fuksas (1944), a capo di un raggruppamento con Ai Engineering e Ai Studio. Massimiliano e Doriana Fuksas hanno voluto proporre una nuova struttura in vetro e metallo armonica e flessibile, che dialogasse con le antiche ghiacciaie ipogee rinvenute all’interno del sito - poi trasformate in magazzini refrigerati per i mercati di Porta Palazzo -, caratterizzate da una struttura in muratura a tronco di cono e una cupola; il progetto originario prevedeva, inoltre, l’inserimento di elementi scultorei in ferro nel varco di ingresso, a opera dell’artista Mimmo Paladino (1948).
    Sull’area interessata è stato costruito un edificio di cinque piani, di cui due interrati - il primo per il parcheggio di un centinaio di autovetture, il secondo per le centrali tecnologiche -, e tre piani sopraelevati per le attività commerciali, l’ultimo dei quali destinato alla ristorazione. L’area commerciale è organizzata lungo il perimetro dell’edificio, in modo da liberare uno spazio-piazza nella parte centrale, in corrispondenza delle due ghiacciaie riportate alla luce. Il primo piano è organizzato secondo lo schema del piano terra, con un percorso a ballatoio anulare e un sistema di rampe che collegano i piani dell’edificio attraversando il vuoto centrale. Le rampe si sostengono ”a sbalzo” a pilastri prismatici rastremati che si spingono fino alla copertura sostenendo anch’essa; l’ultimo piano dovrebbe essere presto occupato da un ristorante con terrazza panoramica sul lato sud. La copertura metallica continua il disegno di “ritaglio” che ha generato lo spazio sottostante, facendo penetrare la luce attraverso piani vetrati verticali e orizzontali. La facciata esterna è costituita da strati sovrapposti di vetro sostenuti da coppie di montanti a C in acciaio; tra questa facciata e quella in muratura si sviluppa uno spazio che avvolge tutto l’edificio, al cui interno si collocano le scale di sicurezza.
    Relativamente all’aspetto energetico e impiantistico, l’intervento è caratterizzato da un sistema geotermico a ciclo aperto, che consente una elevata efficienza energetica e un abbattimento dei costi per il riscaldamento e raffrescamento dei locali. Benché i lavori fossero terminati già nel 2005, piuttosto controversa è stata la destinazione d’uso dell’edificio, l’affitto dei cui spazi era ritenuto troppo oneroso dai commercianti; dopo l’ipotesi di destinarlo a Museo del Cioccolato, ha ospitato alcune esposizioni, tra cui una sezione di “Torino Triennale Tremusei” (2005-2006) e Torino Geodesign, uno degli eventi principali di Torino 2008 World Design Capital.
    L’edificio, denominato dal progettista stesso “lampada di Aladino” per il rivestimento in vetro che lo avvolge, è oggi sede del “Centro Palatino”, inaugurato il 25 marzo 2011, struttura commerciale che ospita 34 negozi tra il piano terra e il primo livello della struttura, collegati da tre ascensori e due scale mobili.

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Associazione L&M – I Luoghi e la Memoria