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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Quartieri Militari - ex caserme negli isolati dei Santi Celso e Daniele

Realizzati su progetto del Primo Architetto di S.M. Filippo Juvarra e su commessa del sovrano Vittorio Amedeo II, i Quartieri Militari rappresentano lo sbocco verso occidente della città capitale (Porta Susina), ridefinito contestualmente con la previsione del terzo ampliamento. I due grandi isolati porticati, risultano adibiti a caserme, con la piazza d’armi quale spazio aperto, mentre la retrostante piazza Susina (attuale piazza Savoia) funge da cerniera con la città antica. A Ignazio Birago di Borgaro si deve l’inserimento del piano attico, aggiunto nel 1768.


VIA DEL CARMINE 12

Costruzione: 1716 - 1728
progettazione e costruzione dei due isolati corrispondenti ai quartieri da parte di Filippo Juvarra

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  • La definizione del nuovo perimetro della fortificazione, attuatasi nel 1702, in ragione dell’urgenza del completamento del programma difensivo (nel 1706 ci sarebbe stato l’assedio di Torino), porta sin dal 1711 alla concreta attuazione del piano di ingrandimento (III ampliamento della capitale) e al delineamento degli isolati da parte dell’ingegnere Michelangelo Garove (1648-1713), Primo Architetto del duca, poi re, Vittorio Amedeo II (1666-1732). Nei medesimi anni, in particolare tra il 1711 e il 1712, Garove definisce anche il lungo “stradone reale” di collegamento con la residenza di Rivoli, destinata, oltre la sua origine di castello dinastico, a diventare oggetto della maggiore attenzione di Vittorio Amedeo II, il quale qui, con un progetto mai compiuto, avrebbe voluto realizzare la sua Versailles.

    E’ quindi su di un impianto urbanistico e territoriale già fortemente definito che si innesta l’intervento del Primo Architetto di S.M. (Vittorio Amedeo II con il trattato di Utrecht del 1713 è infatti diventato re di Sicilia) Filippo Juvarra (1678-1736), chiamato a compiere lo sbocco occidentale della città nella logica della capitale di un regno. «Juvarra, la cui formazione culturale era assai diversa da quella degli architetti di corte che l’avevano preceduto, guardò con interesse alla città esistente e a quella in progressiva formazione, fino a decidere di non discostarsi da quel disegno strutturante del tessuto urbano che si dimostrava coerente con l’ideologia del potere assoluto» (Roggero Bardelli, in Comoli 1995, p. 68). Egli si scosta, tuttavia, dall’idea garoviana di una porta urbana che rappresentasse un monumento a cavallo della fortificazione per proporre viceversa uno spazio urbano che sia anche porta, quale piazza d’armi aperta, definita da due massicci isolati di caserme, i Quartieri Militari, pensati all’interno di un programma di ampliamento della guarnigione fissa di presidio alla capitale, e quindi come caserme stanziali dotate di tutti i servizi.

    Progettati e realizzati tra il 1716 e il 1728, i due isolati dei santi Celso e Daniele, sono intesi quasi come un unico fabbricato percorso dalla via di sbocco alla città e dotati di un ampio porticato continuo, mentre l’adozione dell’”ordine gigante” (un’unica colonna, o più spesso parasta, dotata di capitello, segue l’intero sviluppo del fabbricato, dallo zoccolo fino al coronamento) conferisce il necessario carattere marziale agli edifici. Sin dal 1729 (e in concomitanza con quanto avviene per la contrada di Porta Palazzo, oggi via Milano), Juvarra provvede alla definizione di un programma di rettificazione della via che conduce ai Quartieri Militari, la contrada di Porta Susina o del Senato, definendo la saldatura monumentale tra la piazza di Porta Susina (oggi piazza Savoia) con i Quartieri con sbocco proprio sulla contrada di Porta Palazzo.

    I due sbocchi della città ancora non completamente definiti (quello occidentale dei Quartieri e quello settentrionale della Porta Palazzo) appaiono così chiaramente monumentalizzati con piazze e isolati uniformi prima della partenza di Juvarra per Madrid (1735). Sui Quartieri Militari interviene nella seconda metà del secolo, dal 1768, la sopraelevazione e realizzazione dell’attico da parte dell’architetto Ignazio Birago di Borgaro (1721-1783), testimoniata dalla celebre veduta di Ignazio Sclopis di Borgostura, del 1775 circa.

     

    Cronologia

    1702, inizio della costruzione del III ampliamento attraverso la definizione del nuovo perimetro della fortificazione;

    1711, progettazione da parte di Garove degli isolati;

    1711-12, progettazione di Garove dello “stradone di Rivoli”;

    1729, progetto di Juvarra per la rettificazione della contrada di Porta Susina e del Senato;

    1768, sopraelevazione e realizzazione dell’attico da parte di Birago di Borgaro.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    QUARTIERI DI PORTA SUSINA
    Corso Palestro, Via del Carmine

    Caserme
    Complesso di edifici di valore storico-artistico e ambientale, caratterizzanti il piazzale della demolita Porta Susina, ingresso occidentale della città settecentesca.
    I due edifici sono stati realizzati su disegno di F. Juvarra (1716-1728); rimaneggiati e sopraelevati successivamente (Birago di Borgaro, 1768).

    ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, 1968, vol. 1, pp. 977 sgg; V. COMOLI MANDRACCI, Torino, I983, pp. 64 sgg.
    Tavola: 41

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Michelangelo Garove, Figura regolare dello Stradone di Rivoli […], 1711. Archivio Storico della Città di Torino, Carte sciolte, 1790, pubblicato con scheda in Michela Benente, Michelangelo Garove. Strada nuova di Rivoli, 1711, in La Reggia di Venaria e i Savoia: arte, magnificenza e storia di una corte europea, a cura di Enrico Castelnuovo [et al.], Catalogo della mostra (Reggia di Venaria Reale, 12 ottobre 2007 - 30 marzo 2008), 2 voll., Allemandi, Torino 2007, scheda n. 11.20, II, p. 201
    • Michelangelo Garove, Progetto per Porta Susina all’ingrandimento di Torino¸8 ottobre 1711 (n. 32) e Ingrandimento Porta Susina, s.d. [1711] (n. 34). Archivio di Stato di Torino, Corte, Provincia di Torino. Città di Torino, m. I d’addizione, n. 15
    • [ambito juvarriano], Progetto per li quartieri di Porta Susina del Juvarra, s.d. Biblioteca Reale di Torino, U.I.84
    • Disegni di F. Juvarra, vol. II, fol. 93, n. 189, Filippo Juvarra, [Schizzi per i Quartieri Militari e per l’angolo del palazzo del Senato], s.d. Torino, Musei Civici
    • Giovanni Battista Borra, Veduta de’ Quartieri Militari entrando per la Porta Susina di Torino, 1749. Torino, Archivio Storico della Città, Collezione Simeom, D 371
    • Ignazio Sclopis di Borgostura, Prospetto della Piazza della porta di Susa formata dai Quartieri per la Guarnigione, s.d. [1775 circa]. Torino, Archivio Storico della Città, Collezione Simeom, D 853
    • Archivio Storico della Città di Torino (ASCT), Tipi e disegni, 21.3.21.
    • ASCT, Collezione Simeom, D 371, D 855).
    • Fondazione Torino Musei, Disegni Juvarra, vol. II, cart. 93, n. 189.
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    • Mostra Torino: storia di una città