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Scheda: Tema - Tipo: Amministrazione pubblica

Circoscrizione 5 - Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento, Vallette

La quinta Circoscrizione comprende quartieri della zona nord e nord-ovest di Torino. Le borgate storiche sono quelle di Lucento e Madonna di Campagna, abitate dal XIV e dal XVI secolo. Borgata Ceronda e Vittoria nascono a fine Ottocento, mentre la nuova Borgata Lanzo e le Vallette risalgono al Novecento.


Inizio: 1983

1. La Circoscrizione

L’area della Circoscrizione è compresa tra : Corso Regina Margherita – confine con Collegno e Venaria – Stura di Lanzo – ferrovia Torino-Milano – corso Mortara – via Nole – corso Potenza.

2. Lucento

In questo territorio nel periodo romano si registra la presenza di un'ampia villa della gens Avilia, da cui il toponimo medievale nella parte più vicina al confine con Collegno. Il termine Lucento è documentato per la prima volta nel 1227 in relazione a un tal Guglielmo da Lucento. Si hanno notizie di un primo insediamento di una comunità, risalente al 1397, presso il ricetto castello di Lucento, già torre di avvistamento nel 1335. Ma la crescita di una comunità si ha con l'irrigazione del pianalto a metà Quattrocento e la formazione dell'abitato sparso nelle cascine appoderate. La creazione nel 1574 del Parco di caccia preferito di Emanuele Filiberto compromette la formazione del centro abitato di Lucento, espellendo le abitazioni già presenti tra il castello e la chiesa e determinando la formazione di un abitato disperso. Con le lottizzazioni della cascina della Commenda di Malta nel 1877 si ripresenta l'occasione per la formazione di un centro abitato addossato ai Tetti di Lucento, ma viene distrutto anche questo negli anni Sessanta, in base al piano regolatore del 1908. Il relativo isolamento di Lucento è rotto nel 1884 con la costruzione di via Pianezza, conseguente all'apertura delle ferrovie Torino-Pianezza, Torino-Druento e infine Torino Venaria che, con la lottizzazione nel 1877 del podere della Bianchina verso la cinta daziaria del 1853, favorisce la nascita di Borgata Ceronda; invece negli anni Cinquanta nasce il quartiere delle Vallette verso il confine con Collegno.

3. Madonna di Campagna

I confini del territorio di Madonna di Campagna erano costituiti inizialmente dal confine del Feudo di Lucento, dalla Stura, da Corso Vercelli fino al Balon e dalla Dora, tanto che la parrocchia di riferimento della popolazione di questo territorio prima è Santa Maria Maddalena in Oltredora, poi San Simone e Giuda. Il territorio è attraversato dallo stradale di Lanzo lungo il quale alla fine del XV secolo sorge una cappella intitolata a Santa Maria di Loreto, che nel 1540 costituisce il primo insediamento dei Cappuccini a Torino; nella zona è individuabile un piccolo gruppo di tetti, che svolgono funzioni di servizio per i mezzi e i passeggeri della strada, e alcune attività manifatturiere. Nel 1834 la chiesa dei Cappuccini diventa sede della parrocchia e di varie attività educativo-assistenziali; nel contempo, Giuseppe Durio, grande industriale della borgata dal 1869, promuove varie iniziative anche nel campo laico. Nello stesso anno viene ultimato il primo tratto della ferrovia Torino-Ceres, che interseca lo stradale di Lanzo, e a sud della borgata nella parte prossima alla cinta daziaria del 1853 apre una grande industria tessile, la Galoppo, a cui subentrerà la Savigliano. E' in questa zona che, dopo le lottizzazioni del 1877, sorgono le borgate di barriera, la vecchia Borgata Lanzo e poi Borgata Vittoria, protagoniste dell'incremento demografico e produttivo di fine Ottocento. Negli anni Cinquanta l'espansione edilizia si sposta invece verso Venaria e la Stura, formando la nuova Borgata Lanzo.

4. Borgata Ceronda

Le premesse per la nascita di questa borgata vanno ricercate nella costruzione della prima cinta daziaria del 1853, a cui consegue la costruzione nel 1862 del ponte sulla Dora, poi intitolato a Candido Ramello, che mette in diretto collegamento via Borgaro con via San Donato. Si verificano in tal modo le condizioni per la lottizzazione del podere della cascina Bianchina nel 1877, e per la costruzione tra il 1881 e il 1884 di via Pianezza, prima via di comunicazione diretta fra Lucento e Torino, affiancata dalla tranvia a vapore per Pianezza e Druento, nel 1887 prolungata fino a Venaria. La posizione subito fuori la cinta daziaria (e quindi con costi di costruzione e prezzi più bassi rispetto l’interno) e la presenza del Canale Ceronda, favoriscono l’apertura di nuove attività industriali, in particolare del settore tessile a prevalente occupazione femminile, come l’opificio Marino poi Paracchi, il Cotonificio Italiano e il Cotonificio Mazzonis, uno dei più grandi della città. Ciò favorisce una forte immigrazione e un’ingente attività edilizia, che sono a loro volta motivo di sviluppo per la borgata. Nel 1921 qui si concentra la maggior parte delle attività industriali, commerciali e artigianali di Lucento e qui vive il 60 % della sua popolazione, tanto che il Comune nel 1929 apre una nuova scuola elementare, l’attuale Margherita di Savoia, proprio a Ceronda. A partire dagli anni Sessanta e Settanta la borgata entra in crisi a causa della chiusura o del trasferimento delle attività produttive.

5. Borgata Vittoria

Nel periodo 1850-1855 è costruito il primo tratto della ferrovia per Novara, l’attuale Torino-Milano; ciò provoca una riduzione del territorio di Madonna di Campagna, rispetto al precedente confine su Corso Vercelli. Nel 1853 è costruita la cinta daziaria con una porta di barriera sullo stradale di Lanzo: il territorio foraneo è favorito in quanto non soggetto all'imposta di entrata. Quando nel 1869 sono costruiti il Canale Ceronda per il potenziamento dell'energia motrice per le aziende, e il primo tratto della ferrovia Torino-Ceres, questo luogo diventa ideale per l'insediamento di una grande industria tessile, la Galoppo, a cui subentrerà la Savigliano. Con queste condizioni di favore, dopo le lottizzazioni del 1877, in questa zona nasce la vecchia Barriera di Lanzo su un lato del trincerone della Torino-Ceres, e sull'altro, più isolata, nasce Borgata Vittoria, nella quale sorgerà il santuario di Nostra Signora della Salute. In queste due borgate si sviluppa un vivace associazionismo mutualistico, ma anche l’iniziativa liberale e socialista. Quest’ultima ha come esito la costruzione della Casa del Popolo nel 1908. Solo attorno al 1910, con la costruzione del cavalcavia sulla Torino-Milano e successivamente del primo tratto di via Stradella, questa borgata esce dall'isolamento, in cui invece entra la vecchia Barriera di Lanzo. Lo sviluppo a nord di Borgo Vittoria comincia con la costruzione delle case popolari di Via Sospello nel 1930 e continua con altre abitazioni di edilizia popolare nei decenni successivi.

6. Vallette

Il nome deriva da un toponimo medievale, ossia le Vallette di Aviglio, che a sua volta si riferisce ad un insediamento romano della famiglia patrizia Aviglia; da questo toponimo deriva il nome della cascina sul cui podere verranno costruite, a partire dal 1958, le case popolari del quartiere. La precedente lottizzazione del podere della cascina permette lo sviluppo di una piccola comunità di ortolani che ha come luogo di ritrovo una bocciofila locale. Il quartiere è formato da lotti di edilizia popolare su fondi diversi e i lavori si protraggono, in alcuni casi, per quasi un decennio. Rispetto al progetto originale ci sono delle variazioni: gli impianti sportivi, sanitari e culturali previsti non vengono costruiti, come anche una parte delle case; vengono costruite invece alcune scuole in più per l'alta media di bambini per famiglia. L'assenza di strutture di servizio pubbliche è compensata solo dalle strutture associative e ricreative della parrocchia, intitolata alla Sacra Famiglia. Precedentemente ai primi insediamenti, una parte delle case viene utilizzata come villaggio internazionale per i giornalisti e gli sportivi arrivati a Torino in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell'Unità d'Italia nel 1961. I primi affittamenti delle case sono della fine del 1961, e in dieci anni il numero di famiglie arriverà a essere circa 2600, per una popolazione di circa 13000 persone. Nel corso degli anni Settanta si aggiungono alcuni servizi come l'anagrafe, il consultorio e il centro d'incontro.

7. Nuova Borgata Lanzo

Questo territorio è attraversato già in periodo medievale da tre strade, che si dipartono dallo stradale di Lanzo: quella per Altessano Superiore, poi Venaria Reale, quella per il castello-ricetto di Altessano Inferiore, e quella per il guado sulla Stura verso Borgaro e le valli di Lanzo. Il rinvenimento di una sepoltura nell'area di piazza Stampalia fa presupporre l'esistenza di un abitato antico nelle vicinanze. In periodo medievale questa zona, dal 1397 parte del feudo di Lucento, è costituita da terre comuni e solo alla fine del Seicento il Comune ne aliena varie parti. Su una di queste costruisce una cascina, detta della Città, che dapprima viene affittata e poi venduta a un mercante di ferro da cui deriva il secondo nome, ossia Galliziana, per poi diventare la cascina del Bramafame. Con l'erezione a parrocchia nel 1834 della chiesa dei Cappuccini, questa zona entra sotto la giurisdizione di Madonna di Campagna. La sostituzione nel 1850 del guado sulla Stura con un ponte che collega direttamente la zona con Borgaro e le valli di Lanzo, fa sì che anche l’area più a nord goda di maggior traffico di passaggio. All'inizio del Novecento cominciano a sorgere importanti attività industriali, tra cui la Gnome-Rhone, fabbrica di motori per aeroplani e automobili. Nel secondo Dopoguerra viene costruito un deposito dell'ATM e vari complessi di edilizia popolare e residenziale, che definiscono l'attuale tessuto della borgata. Le chiese di riferimento sono Sant'Antonio abate e San Paolo apostolo.

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