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VII.
Una seconda èra si apre. - Le feroci restaurazioni non possono impedire lo fatale
andare.
I processi di Mantova; la levata titanicamente disperata o feroce dol febbraio, sono
ritratti nella loro lugubre verità o vi fanno rimanere esterrefatti - o vi salo al viso il
pudoro delle ingiurie invendicate.
Lo spianato di Belfioro
è
convertito
In
campo di morte. - Lo condanne, le fuci–
lazioni, le impiccagioni sono troppo. Cosi
è
che la resistenza sotto ogni segno, ogni
simbolo, ogni forma,
è
divenuta il ritmo della vita di tutti i giorni, di tutti. E questa
resistenza affretta i nuovi eventi.
La spedizione di Crimea rialza
il
prestigio delle armi italiane o propara la guerra
del 1859 - e la spedizione di Sapri, sarà la precorritrice sfortunata della spedizione dei
Mille.
Ed alla guerra succedono le annessioni - ed i Mille di Marsala diventano l'eser–
cito Meridionale: e per Calatafimi, per Palermo, per Milazzo, per Reggio, per Napoli,
pel Volturno, per Castelfidardo e Gaeta si cammina, si procede sulla via dell' Unità
- vi saranno ancora delle sosto, ma saranno efficaci come delle marcio. - Anzi a
ben vedere, pi ù che soste sono marcie davvero, e marcio forzato, ed impaz ienze tra
il sublime e il folle se volete ; ma generose sempre - che giovano.
Tutto ha giovato. - Anche Sarnico ed Aspromonte
o il sangue sparso
IO
Polonia - e
il
sangue sparso a Torino, che assicurò Roma.
E per finire la corsa, traversiamo i campi della guerra del 1866 - riscendiamo
le montagne insanguinate del Tirolo - passiamo angosciati, non immemori, da Mon–
terotondo e da Mentana.
Mentana!
Lasciate passare, lasciate passare,
Il Dittatore solo a la lugubre
chiera d'avanti, ravvolto e tacito.
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