Santuario di Belmonte; a Genova, a Savona, a Moncalieri
nella Reale Cappella, a Torino dai pulpiti della Metropo-
I tana, dei SS. Pietro e Paolo nel 1869, di S. Filippo nel
1874, di S. Giulia, di S. Francesco d'Assisi, ed altri an
cora.
Nel 1876, anno della sua morte, fu chiamato dall'amico
Teologo Leonardo Murialdo, fondatore dei Giuseppini,
a predicare ai quattrocento giovani corrigendi del Ri
formatorio di Boscomarengo, fondato da don Giovanni
Cocchi nel 1870.
Come facilmente si può intuire egli doveva adattarsi
agli ambienti più disparati; classi elevate, borghesia,
clero, parte più rozza del popolo: monache, educande,
studenti, chierici, sacerdoti, udirono dal labbro di Fede
rico Albert, missionario infaticabile, le più elevate
parole della Carità Cristiana.
Al Santuario di Sant'lgnazio, presso Lanzo, dettò i
SS. Spirituali Esercizi col Beato Cafasso.
A sostegno delle opere fondate, essendogli stato riti
rato il personale cui in un primo tempo aveva potuto
appoggiarle. Federico Albert, consigliato dal Padre An-
glesio, successore del Cottolengo nel governo della
Piccola Casa della Divina Provvidenza, iniziò la
famiglia religiosa delle Suore Vmcenzine di Maria SS. Im
macolata.
Il 14 ottobre 1869 nella modesta Cappella dell'istituto
si compieva il rito della vestizione delle prime cinque
suore.
A vantaggio spirituale delle sue religiose aveva raccolto
dagli scritti di San Vincenzo de’ Paoli una scelta di mas
sime di perfezione; la regola, scritta di suo pugno, è
più mite, quanto ad austerità corporali, di quella delle
altre Vincenzine; ma egli volle in cambio, vivissimo,
nelle sue religiose, lo spirito di sacrifizio.
La Congregazione conta oggi, oltre alla Casa Madre
in Lanzo, ventidue filiali sparse nelle Diocesi di Torino,
Biella, Casale, Ivrea, Asti, Tortona, Milano, Genova.
Fin dagli inizi del suo ministero parrocchiale Federico
A oert era stato assillato dal desiderio di provvedere
efficacemente alla formazione morale della gioventù
maschile con apposita fondazione; ma varie vicende in
tralciarono ripetutamente i suoi benefici piani. Vivis
simo ammiratore di Don Bosco, sperando da questi
a jto a favore dei giovani di Lanzo, si adoperò per otte
nere uno stabilimento salesiano in paese.
Il Sacerdote Lemoyne, biografo di don Bosco, scrive:
« li degnissimo Vicario di Lanzo. teologo Federico Albert,
santo apostolo non solo di quelle valli, ma del Piemonte,
per primo aveva pensato a Don Bosco. Egli perciò era
venuto più volte nell'Oratorio e aveva trattato di questo
importantissimo affare. Don Bosco non badò a sacrifizi,
per render pago lo zelo del Vicario Albert, il quale per
conseguire il santo suo fine aveva già dovuto superare
difficoltà materiali e pecuniarie...».
Il prof. Don Monateri, salesiano, nella sua monografia
sul Collegio di Lanzo scrisse; « ... dopo replicate istanze
presso Don Bosco nell'ottobre 1864, pei buoni uffici del
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