parrocchiale, la scuola... e una fontanella. I’iiò dirsi
ridcutiticuziotic trulla serie ili sparsi cascinali. Gol-
ll'edo <asalis. nel silo I h limitino Sloriro-(h otii'tifiro, lo
definiva: Luogo provveduto «li chiesa, compreso
nel territorio «li 'forino . A un secolo «li distanza
s'addice Itene uguale laconicità. Eppure, è prcsiimi-
hile clic aliliia avuto, in passato, una sua importanza.
Si ha menzione di San Vito liti dal 1017. a proposito
«l'ima concessione rilasciata dall'imperatore Arrigo III
ai canonici di San Salvatore; e si rammenta che tu
eretto in contado a favore dei Galberti di Chivasso.
Superato San Vito. la strada comunale incontra
il viale Seneca, che passa superiormente alla .‘5 Gen
naio » e ridiscende verso Val Salice.
E interessante, <|iii. ricordare un'opera che l’Am-
miiiistrazioiie Podestarile Ila in animo di eseguire per
far sì che alla splendida Colonia, fondata dalla Fede
razione dei Fase: di (’omhatl imcnt-o e dall'Entc Opere
Assistenziali, si possa salire in pochi minuti a piedi,
evitando la perdita ili tempo imposta dai tracciati
sinuosi delle carrozzabili. Si tratta d'nno speciale
accesso pedonale che, partendo da corso Giovanni
Lanza, in corrispondenza della strada di San Vito,
vaila diritto tino alla soglia del benclico Istituto.
Questo accesso avrà ampie scalee, ripiani per le soste,
ridenti vialetti e aiuole ornamentali. Kiuscirà, così,
di indiscutibile utilità pratica e nel contempo di
cospicuo elemento decorativo lungo il facile declivio.
Torniamo alla strada di San Nilo, che vediamo
biforcarsi. I n ramo - in buone condizioni di vialii
lità, «|uantu
IH]
ile un
po'
ristretto - procede lino ;
incontrare la strada di Val Patonerà, con cui si con
tunde, dirigendosi al Parco della Rimembranza
L'altro ramo, che costituisce l'antica strada di lievi
gliasco, ripida, stretta, poco adatta per autoveicoli
raggiunge l'incontro della strada di \a1 Patoiicra coti
quella di Val Salice all'incrocio detto ih l
l ’ollorio,
»
proseguendo, lascia alla propria sinistra il Poggio
Torre lieti.
Codesto poggio - eccezionale punto di vista pano
ramico - piemie il nome da una tonda torre isolata
a r»
1
r» metri d’altezza, su una prominenza rivestiti
di gaia vegetazione. Ivi s'impianterà la stazione ter
minale del primo tronco della teleferica già in pro
getto, la quale, partendo dal corso Moncalicri (Bar
riera di Piacenza) farà una fermata in prossimità
della « .‘5 Gennaio», conducendo poi al Parco dell;
Rimembranza. La teleferica - correndo da venti
quaranta metri innalzata sul costone della collina -
permetterà di contemplare una dorsale estremamcnti
pittoresca.
La strada di Rcvigliasco passa inline davanti all;
Colonia <■Riccardo De Angeli » dell'istituto Pro Mi
lUt Italico per l'Assistenza ai Veterani reduci e fa
miglie dei Caduti. E colonia estiva, aperta ogni anno
da line giugno a line settembre, con due turni all'in
circa uguali, uno maschile e uno femminile, capaci
1
di ospitare contemporaneamente una novantina di
fanciulli. Fu fondata noi 19:28, cominciò a
funzionare l'anno successivo e l’inaugura*
/ione utlicialo seguì il luglio
1
!*.{(» alla
presenza dei Principi di Piemonte. Nell'ul
tima estate l'insieme dei due turni die
una frequenza' di 17S bambini, di cui
1
11!
provenienti dalla provincia di Torino e 'Mi
da altre province. Attualmente si sta eri
gendo un nuovo padiglione a due piani,
che si prevede sarà pronto l’anno venturo,
sia per allogarvi i servizi sia per accrescere
il numero degli ospiti.
Ancora un modesto tratto c la strada
perviene al Colle della Maddalena, la vetta
più alta: metri 71 I. Il Parco della Rimcm-
branza vi occupa una superficie cintata di
ipiattroccntomila metri quadrati.
Meno di due anni bastarono a compierlo:
venne infatti inaugurato, con l'intervento
di S. M. il He Imperatole, il IMI settem
bre Itti»."». Segnaliamo che alcuni proprietari
di terreni limitrofi - in omaggio agli Eroi
ili cui si eternava la memoria - cedettero
gratuitamente al Comune le loro aree per
la formazione del Parco. Ctia strada car
rozzabile, lunga due chilometri c mezzo,
lo percorre dal culmine all'ingresso infe
riore, posto all'altezza di .*i70 metri.
Il dislivello di metri
1
11
denunzia il tipo
di questo Parco pressoché montano e rende
l'idea di quanto riesca suggestivo o solenne
con la sua rete di viali, strade, piazzali e
sentieri, di cui ciascuno s'intitola a una
località consacrata da gesta memorabili.
Ci sono, per esempio, i viali Piave, Koili-
puglia, San Michele, le piazze Ronchi, Cal
vario, liùccari, le salite Isonzo, Altopiano
d'Asiago, Cima Dodici...
Citazione
limita
ti 'sima. I viali sono l.'t, i piazzali
7
, le
salite
1
*. Nomi che risvegliano echi difardi-
menti e di sublime sacrificio, la piccola
città delle grandi ombre: un sacrario che
ha jier vòlta l'azzurro.
Piante-ricordo fiancheggiano quei cam
minamenti, recando ognuna, su piastrine
di smalto, il nome d'un torinese morto per
la Patria. Sul piazzale Tinnivo: S. A. R. il
Conte di Salenti e le ventisette Medaglie
d'<>ro; nel rimanente del Parco: gli altri
Caduti distribuiti per Armi, Servizi, Cen
turie, compreso l’Aviazione e la Marina.
Sorgo sulla sommità del Parco il Faro
della Vittoria, ciclopica statua in bronzo
alta 18 metri, modellata dallo scultore
Edoardo Rubino,dono del senatori* Agnelli;
l’altezza totale del monumento è di ven-
tisei metri. Faro della Vittoria e faro di
Torino. Quei ritmici bagliori, nella notte,
annunziano da lungi la città regale, vegliali-
te in ispirito, sulla gloria de’ suoi figli.
CARLO MERLINI
Pont» Itabella ■ Il tratto dalla collina di $. Vito
La Cappellata
M ila
punta dalla Maddalena




