Table of Contents Table of Contents
Previous Page  1091 / 1801 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 1091 / 1801 Next Page
Page Background

fo llie si può parlare d'una città tli tende, senza

<lire che essa è pittoresca e che in essa si vive in

tutta seni/ilicilà? Situo luoghi comuni, è vero, ma del

pittoresco c'è in tutto, in una tendopoli; sia che essa

sorga in una pineta marina, in una conca alpina,

in rii a ad un lago o ad un fiume della pianura. E

tende se ne vedono pure sulle rive del nostro Po.

ogni domenica. Non tende rudimentali, di fortuna

0 d'occasione, come /terrebbe, ma vere e proprie

casette di tela impermeabile, che in /tochi istanti

possono anche essere messe nella sacca custodia e

tras/toriate a chilometri e chilometri di distanza, a

monte o a valle. È la vita più sem/dice, ed è pro/trio

•luella che non fa rimpiangere i comodi servizi delle

case cittadine. Una volta, dire in famiglia che si

nudava in un cam/teggio

—

ad un vero e proprio

cam/leggio

—

era come dire:

«

Vado a buscarmi un

raffreddore, una polmonite, un'enterite acuta

».

(ìrandi cam/peggi, in questi ultimi anni, ne sono

sorti da per tutto. S/tecialmente in Valle d'Aosta;

ma non soltanto sotto il Itianco. il ('errino ed il

Uosa, abbiamo visto città bianche di tende. A Ce­

resole Reale, /tresso il Lago Grande, in una breve

radura, centinaia e centinaia di /tersone hanno tra­

scorso, /ter esempio, i/uest'anno, le loro vacanze

•stive; e non si trattava di giovani in esercitazione

militare, ma di /tersone anziane e di bimbetti di

pochi anni, di famiglie com/dete, che non cerca-

1ano attrezzatura di servizi ma sem/dicemente vita

serena, ri/toso ritemprante, aria di monte che ri­

dona ossigeno al sangue e bel colore alle guancie.

^ vi era una cert'aria di jtarentado in quel cam-

leggio alpino, dove i trilli gioiosi dei frugoli si uni

-

»

ano ai canti dei maggiori, e dove, con i pagliericci

e i lettini da cam/to. erano /tortati al sole culle e

Itannolini.

( aratteristica propria di questa tendopoli del nostro

Do/ntlavoro Provinciale, che ebbe la visita dei Fe­

derali di Torino ed Aosta, era la cameratesca cor­

dialità. Ed a quelli che temono il troppo disturbo

di voci, data la natura delle caselle di tela e lu

.

a-

rietà di imlividui, non a tutte le ore del giorno gra­

dita, avremmo voluto rivolgere un invito ed averceli

visti capitare lassù magari improvvisamente. C'era

grande ordine e correttezza, ed era silenzio ris/tet-

toso di notte come nelle ore della siesta pomeri­

diana; /tercliè l'elemento primo di disciplina, in

quella tendo/mli di Ceresole Reale, era il comune

desiderio di ri/toso e di ben usufruire di quanto era

stato apprestalo nella ridente conca sotto le Le-

vanne. E non che si dormisse tanto, che quando

sorgeva il sole, le cordate degli alpinisti del campo

erano già alte, sui ghiacciai e sotto

«

le dentate scin­

tillanti vette

».

Ci siamo voluti soffermare sulla descrizione della

vita in questa tendopoli di do/tolavoristi

,

appunto

perchè essa aveva un carattere tutto /particolare

,

in­

confondibile. Univa alpinisti giovani, alle prime

imprese, ed alpinisti anziani

,

che già conoscono le

insidie della montagna ed ogni spuntone di roccia

ed ogni canalino e i posti dove i sassi mitragliano

le cordate e dove si può bivaccare e riposarsi nella

ascesa ardua. E c'era pure l'escursionista /tacifico,

quello che si accontenta di ammirare dal basso i

picchi e i nevai, ma che conosce come funziona il

fornello ad alcool solido e quello ad alcool liquido,

e che ha letto tanti libri di alpinismo e di storia

delle valli da sembrare un /tozzo di scienza; e v'era

la signorina che voleva tentare la sua prima ascen­

sione e che era venuta su carica di corpetti di lana

e di unguenti /ter la /ielle. Delle signorine ve Ae­

rano di tutte le età; e ballavano anche se non sa­

pevano ballare, /terche l'allegria è pure uno dei

canoni fondamentali /ter trarre buon profitto dai

soggiorni alpini.

Quando giungeva /terò l'ora del riposo, anche il

canto in sordina non era /permesso; e chi voleva

m

cantare alle stelle

»

doveva /portarsi almeno a due

chilometri a valle.

»