FERDINANDO BONAZZI
Una viiìon* d 'in in n i dalla tendopoli
Provincia!* di Torino > Ceratola Koala
Nella i>i<ma di l'sseglio. a riflusso iteli'abitato, si
sono riviste quest'anno le tende della Legione l ni-
versitaria
«
Princijte di Piemonte
».
I na sentinella
di vent'anni, in camicia nera e cappello alpino,
era all'inpresso dell'attendamento che fu visitato
ilai Comandanti di tutte le Legioni e Coorti Univer
sitarie. Sostarono pure nel campo degli studenti ar
mati S. F. il Prefettit ed il Segretario Federale, al
(piale ultimo molto devono tutte le iniziative del
genere, volute dal Regime per la sana e forte pre-
/•orazione delle generazioni giovani. Spesso fu lassù
pure il l ice Podestà. conte Umilio De La Forest,
che si incontrò con i suoi militi reduci d'Africa.
Frano
/tassati questi dalle lendo/toli bianche di
Pialpetta. di l sseglio e ilei Piano della Mussa alle
tendopoli di guerra, mimetiche e mobilissime, che
andarono dalla piana di Decamere, nei giorni della
vigilia, all'Ascianghi. a Cobbò e al Lago Haich.
* * *
Altro campii militare, dove le esercitazioni tattiche
si sono alternate con marce alpine e saggi ginna
stici. è stato quello di Rardonecchia. organizzato
dal Comando dei Fasci Giovanili di Combattimento.
Le schiere bersaglieresche dei giallo-cremisi si eb
bero tutta la sim/Hitia della
/topolazione della val
lata e dei soldati dei re/tarli del presidio, con i quali
fraternizzarono e sjtesso si accom
/tagliarono
nelle
manovre, unendosi nei canti esaltanti la Patria e
la potenza militare e il sacrificio.
Al campo di liardonecchia. i Giovani Fascisti eb
bero seni/tre tra di essi il Segretario Federale.
* * *
Delle tendopoli, ingomma, ne avemmo da
/ter tutto
quest'anno come negli ultimi anni jtassati; e avendo
Itarlato soltanto di alcune di esse, delle più note e
delle più iHtfHtlate. non abbiamo detto degli accam-
{tornenti organizzati dai numerosi Do/mlavoro e
dalle Società alpinistiche ed escursionistiche.
Non dimentichiamo,
/ter ultimo, il camini organiz
zato dai cinque Guf piemontesi a Macugnaga. Vi
capitammo ài sera: jtiovviginava e. manco a dirlo,
il Monte Rosa era nascosto dietro una coltre nera
nera. Nel ca/toluogo dell'alpestre Comune, tutto
casette in mezza muratura e mezzo legno, trovammo
gli organizzatori della piccola lendo/toli. f olti già
cotti dal sole, e ammaccature ai gomiti sco/terli.
( hiedemmo, come ospiti, se l 'era posto
/ter noi
sotto le tende:
«
Sì, ci dissero, ma devi farti il jta-
gliericcio. F poi. guarda che le tende non sono an
cora ben sistemate: anzi ne sono cadute tre. durante
I ultimo temfiltrale
».
Stu/mre. delusione e timore di
dover
/tassare la notte in un angolo di tenda al-
I umido. Ritorno alla memoria di notti africane:
pioggia a dirotto, acqua di sopra, di sotto, di fianco,
nlla testa, ai piedi. Pozzanghere sotto la tenda, /mi
(piesta che
/
tarte... eccola che va!
Ma ritorna in noi anche la ferma decisione: ebbene,
facciamoci il jtagliericcio, abbiamo sempre un let-
lino; laggiù questo non l'avevamo. Ci fosse stato,
/piatiti dolori e quanti moccoli di meno!
il tarnito mancava la
/lire;
bisognava lavorare
/ter
installarla. Il Segretario del Guf di Novara, dottor
lierti, sale che è già buio sul italo della luce:
«<
Asfaltiamo, mi dicono, tra
/ h h 'o
leggeremo me
dio, avremo la luce
».
Mi svegliai il mattino appresso con il libro ancora
<i/terto alla /tagina segnata; e mi accorsi che avevo
dormito con due lenzuola sotto e che se avevo una
ammaccatura al costato sinistro era /terchè al buio
non avevo ben sistemato le mie cosette.
Spirava aria di famiglia anche al camini di Macu-
-
naga: ma era una famiglia rumorosa, gioviale,
eternamente allegra e dove tutti dovevano lavorare
per costruire, modificare, rifare e disfare. Vi si
parlavano tutti i dialetti d'Italia, che tutta la Peni-
'ula era rappresentata.
Molti attendamenti, quindi, e di essi alcuni proprio
(i carattere e con disciplina militare.
l'orlando di tendopoli, è doveroso lodare questa
nostra gente, di tutte le condizioni sociali ed anche
di tutte le età. che annualmente trascorre il suo pe
rniilo di riposo in una casetta di tela. Sino ad al
cuni anni fa. eravamo in
/lochi a poter decantare
la casetta mobile che ci accompagna dovunque. Per
conto nostro, di due anni di vita militare, tra le
tante cose, due ci ritornano più sovente alla me
moria: la matricola del moschetto e la
fisionomia
di quel telo incolore, che aveva tanti buchi larghi
così.




