tutto
M ille p ie tre
li
sce (I acqua dolce,
una verdastra pa
lina M ietale: e al
lora si immerge un
tulio di gomma. che
funziona come un
aspiru-pol\ere. men
tre i pe^ci negli an
goli guardano im
pauriti riucompren-
sibile ordigno.
Chiudiamo la pa
rentesi. sperando che
la nostra proposta
sia accolta, (^uel
"ionio dedicheremo
all' acquario molte
altre pagine. Una
intera alla cicala di
mare di cui, prose
guendo le presenta
zioni. \i mostriamo
la fotografia qui ac
canto. (Quando visi
tammo l'acquario il
nome colpì la nostra
ignorante fantasia; avremmo voluto sostituire un
inno pànico all'intollerabile rumore dell'aspira
Cicala di mar*
polvere convertito in tubo
vedemmo {rii spirojiraphis;
«
oh
■»*»«
Fra le infinite organizzazioni di cui \a giustamente
orgogliosa la città di Torino figura, in primo piano,
il multiforme impulso dato all'Opera Nazionale B a
lilla. impulso che concorre a ribadire sempre di più,
al cospetto di tutte le altre città d'Italia, un asserì-
mento che, da qualche anno a questa parte, trae
lu«inghiere conferme non soltanto dalle masse po
polari. ma anche dalle più alte personalità del Par
lilo. « che il capoluogo del Piemonte rappresenta
uno di quei lembi di terra più adatti a ricevere
l'aureo seme da cui deve germogliare l'arbusto del
l'opulenza fascista ». Per noi l'Opera Balilla non è
stata soltanto un oggetto prezioso verso cui abbiamo
rivolto non poche delle nostre attenzioni, ma è stata
soprattutto una parte di noi stessi, una fonte pe
renne, dalla quale si attingeranno sicuramente mo
tivi d'inestinguibile orgoglio: essa era penetrata
talmente nella nostra mentalità che ormai si era usi
considerarla come una cosa del tutto indispensabile,
magnifica, all'ordine del giorno. Oggi che il Balil-
li-mo in tutta Italia passa, per volontà del Duce,
dal Ministero dell'Educazione Nazionale al Segre
tariato del Partito, abbiamo maggiori opportunità
d'intrattenerci sulla statisica torinese di questo po
deroso organismo, passandone in rassegna, così, per
sommi capi, tutti i più salienti particolari. Abbiamo
detto « statistica ». e la statistica, appunto perchè
nuda e cruda e spoglia di ogni gingillo letterario
f coreografico, dà. più di ogni altra cosa, l'aspetto
del reale a chi si accinge a seguirla.
* * *
Il Balillismo torinese, adunque, da parecchi anni
a questa parte ha suscitato l'ammirazione delle sfere
competenti. I successi dei suoi organizzatori hanno
mutato il volto di tutta la provincia. Questo lo si
può
constatare dando uno sguardo ai dati statistici
che lumeggiano le principali caratteristiche dell’at-
tività che l'Opera Nazionale Balilla ha svolto in
Torino e nei paesi limitrofi nel breve corso di questi
ultimi quattro anni. Nell'Anno X II, la gioventù to
rinese raggiunse in seno aH'Organismo il numero di
ben 112.351 proseliti, divisi in 47.411 balill
43.811 piccole italiane, in 12.350 avanguardisti e
in 8782 giovani italiane. Anche l'Anno X III diede
un notevole contributo all'incremento balillistico
torinese: il numero degli iscritti salì infatti a
60.686 balilla, a 47.757 piccole italiane, a 17.038
avanguardisti, a 11.161 giovani italiane, a 2000
pre-halilla e a 1500 pre-piccole italiane (aggruppa
menti questi ultimi due di nuova istituzione), con
un totale complessivo di 135-195 iscritti. È bene
avvertire che queste cifre e le altre che verranno
sono il parto del più stretto rigore statistico, perchè
provengono da persone che seguono il multiforme
cammino del Fascismo Torinese.
Nell'Anno X IV si ebbe, in seno alla Presidenza del
Comitato Provinciale dell'Opera Nazionale Balilla
di Torino, il cambio della guardia fra il professor
Carli e il console Giulio Salvetti. L'Anno XTV può
essere definito come l'inizio del periodo aureo del
nostro Balillismo: infatti il nuovo Presidente, dopo
avere dato un grande impulso al tesseramento, de
dicò la sua attività alla costruzione di edifici che
fossero adatti a soddisfare le gagliarde necessità dei
giovani iscritti all'O . N. B . di Torino il cui numero
cresceva di giorno in giorno : è per questo che alla
Casa del Balilla di Piazza Bernini (ora la Casa
Madre) si andarono aggiungendo, da quel perìodo
fino ai giorni nostri, diverse altre opere in mura*
tura, fra le quali meritano particolare menzione
la stupenda Casa del Marinaretto, fatta a mo' di
nave, che specchia il suo nitido sembiante nelle
acque del Po. la Casa di Economia Domestica per
Giovani e Piccole Italiane, in corso Francia,
mu
nifico dono della vedova Lancia,
e, infine,
la
Casa
del Balilla del 5* Comitato Rionale in
via Genova,
o|»era che non è certamente spoglia di
nessuno di




