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T'Valla ti

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* del Ferragosto ai primi ili ottobri'

si sono svolte a Torino innumerevoli manifesta­

zioni, di vario peneri*, elle hanno tenuto ben «lesta

l'attenzione degli sportivi, persino nei giorni feriali.

Y'è stata persino una domenica nella (piale lo Stadio

Mussolini ha ospitato tre differenti gare: l'incontro

calcistico Juventus-Bari, la riunione nazionale di

atletica femminile e l'arrivo del Cliro podistico di

Torino. Questa grande giornata è stata la dimostra­

zione solare della vitalità dello sport torinese e della

sportività del nostro pubblico che è accorso numeroso

ad assistere a tutti e tre gli avvenimenti. Ma gli ul­

timi due, uniti all'incontro ili calcio Torino-.!uventus

e al («irò ciclistico del Sest riere, soprattutto si staccano

dal quadro imponente dell'attività locale. Sono queste

quattro prove classiche, le (piali hanno una tradizione

bellissima, che sono care al cuori dei torinesi, che

compendiano tutto il luminoso passato ed il rigoglioso

presente della vita sportiva cittadina e da sè la illu­

strano tutta. E sono anche gli s|>orts più popolari,

quelli maggiormente sentiti dalla massa: calcio,

ciclismo e atletica.

Lasciamo da parte l'incontro Torino-Juventus,

storia Troppo recente e troppo nota perché possa

interessare ancora. Del resto il campionato di calcio

è appena all'inizio e sarebbe azzardato esprimere

giudizi. E poi di incontri Torino-JUventus, prima che

il lungo torneo si esaurisca, ne avremo ancora uno.

E sarà indubbiamente il più importante dell'annata

calcistica. Parliamo invece un po’ degli altri tre avve­

nimenti, due dei quali hanno fatto segnare nuovi

primati. E prendiamoli per ordine cronologico. Viene

innanzi tutto il din» del Sestriere, classica corsa

ciclistica ultraventennale. Il «Giro » venne creato

24 anni fa, se non sbagliamo, dallTnione Spor­

tiva Po.

Molti n<*n ricorderanno più la ormai scomparsa So­

cietà torinese. Pur tuttavia essa svolse molta attività e

costituì, con poche consorelle, il fulcro dello sport

cittadino di allora. Ereditò la prova il Velo Club

Lancia che la' fece disputare vari anni: ma poi il

V. C. Lancia si sciolse per dar vita al Dopolavoro

omonimo e saltò fuori quindi la Società Ciclistica

Vigor che continua tuttora a mantenerla in vita.

Attraverso le sue vicende il diro del Sestriere si creò

una vasta risonanza, tanto che non v'è sportivo che

lo ignori. Quest'anno la classica prova è stata dispu­

tata da pochi corridori d'altre zone; tuttavia uno di

essi, il genovese Luigi ( ’atTerata, riuscì vincitore. E

che vincitore! Il primato stabilito da Berretta otto

anni fa nella scalata propria del ('olle, cioè da Cesami

al Sestriere, col tempo di 31*28", veniva portato

dal vincitore a 27'20", migliorandolo cioè di 4'8".

("è da tener conto che da allora in qua le strade,

gr.izie alPopera ricostruttrice del Fascismo, sono

molto migliorate. Pur tuttavia si deve convenire

che la prova di Cafferata, un atleta di appena 22 anni,

è rimarchevole. Va soggiunto che il vincitore ha stac­

cato tutti, compiendo da solo l ir» chilometri, facendo

registrare, sull'intero percorso di 200 chilometri,

l'alta media di quasi36 all'ora. Cifre queste tanto elo­

quenti che si commentano da sole. Ne mancò la nota

di colore alla grande prova ciclistica. Lassù, sul

Colle del Sestriere, nonostante l’aria fredda che faceva

venir voglia di rintanarsi, centinaia e centinaia di

persone, partite da Torino con ogni mezzo di loco­

mozione, erano ad assistere al passaggio dei corridori.

Questi arrivavano sul Colle ansando; il tem]>o di ap-

porre la firma sul foglio di controllo, e poi giù per il

ripido i>endìo, quasi rotolando. Pochi istanti di spet­

tacolo, insomma. Ma gli appassionati erano felici

ugualmente, battevano le mani agli atleti fore'anche

un po' per il freddo... e poi si apprestavano a lasciare

quella cima, lieti di aver visto la gara e di aver tra­

scorso una giornata all'aria aperta.

Torniamo ora... in fondo valle. A Torino, sul campo

atletico dello Stadio Mussolini, si è disputato il Gran

Premio « La Stampa », riunione femminile nazionale

di atletica, organizzata dal G. S. Venchi-Unica.

In tribuna un enorme pubblico, segno questo che l'a­

tletica ha ormai conquistato il cuore della folla.

È uno spettacolo, l'atletica fatta dalle donne, quanto

mai interessante e bello. E non c'è proprio bisogno

di penetrarlo, non occorre essere tecnici insomma,

per divertirsi. Perchè è il lato più appariscente quelli

che il più delle volte è il migliore. Cioè la grazia unii

alla bellezza e alla giovinezza. Espressioni queste ci

non si dimenticheranno mai. Ma, come in tutte

manifestazioni sportive, anche in questo campo quel

clic

più conta-è il risultato. Tanto che aU'indomani

«l'ima riunione femminile non sentirete parlare di

grazia,

di bellezza o di giovinezza, ma di vittorie e

di tempi accoppiati ai nomi delle atlete. Cifre, aride

c fredde fin che volete, ma arbitre anche qui come

altrove della situazione. Le signorine Borsani, Lue-

chini, Michicl e Bullano, vale a dire quattro dipen­

denti dell'««Unica» che dedicano le ore lasciate libere

«lai

lavoro allo sport, hanno migliorato durante la di­

sputa del Gran Premio il primato nazionale della staf­

fetta 75x4 col tempo di 38" 7/10 contro i 39" del

precedente primato che già detenevano. l Tn altro bel­

lissimo risultato ha conseguito la signorina Balbo, pure

del «Venchi-Uniea», ottenendo il miglior tempo della

stagione nella corsa di 800 metri piani. Va tenuto

conto che i successi sono stati raggiunti in una gior­

nata sfavorevole ]>er la bassa temperatura. Abbiamo

anche notato molte graziose ragazzine compiere ono­

revoli prove, pur senza riuscire per la giovanissima

età e per la mancanza di esperienza ad affermarsi.

Sono le atlete dell'ultima leva che i Sodalizi torinesi,

ma in particolari* il «Venchi-Unica» che ne è un vivaio,

preparano pazientemente e seriamente per lanciare

nella prossima stagione. E la riunione, a cui hanno

partecipato un centinaio di atlete in rappresentanza

di

nove Società, è stata vinta dal G. S. Venchi-Uniea,

clic si è aggiudicato definitivamente il Gran Premio

•La Stampa ». Il glorioso Sodalizio torinese è apparso

così in tale occasione in una duplice veste: di organiz­

zatore e di vincitore. Onore al merito.

Eccoci infine a percorrere in lungo e in largo Torino,

in un corteo rombante e tumultuante, dietro i podisti.

Vi erano tutti i migliori atleti a partecipare al Giro

podistico della città, sulla distanza di 20 chilometri.

Regista era il G. S. Fabbrica Tubi Metallici, Sodalizio

giovane, ma che per i suoi meriti si è già affermato.

Vii* e corsi affollati di pubblico coi giornali in mano a

riscontrare il numero dei concorrenti. Individuato

chi fosse si sentiva gridare forte il nome. Era da poco

partita la mezza centuria di corridori, dallo Stadio

Mussolini. Si erano percorsi si e no tre chilometri,

quando ecco spuntare la bandierina rossa indicante un

traguardo a premio. De Florentis, un forte atleta

genovese, scatta per vincere il premio e acquista im­

mediatamente vantaggio sugli inseguitori. Vince il

traguardo, poi, continuando nella sua fuga, con passo

utile che pareva appena sfiorare il terreno, aumenta

sempre più il vantaggio. Nelle posizioni retrostanti

si faceva luce intanto il giovane fascista Martinat,

(1*1 Fascio di S. Germano Chisone, che riusciva a

tagliare il traguardo d’arrivo in quarta posizione,

precedendo il campione italiano Balbusso. Ed era

partito, il giovare Martinat, sconosciutissimo, senza

che nessuno lo degnasse d’uno sguardo.

VITTOMO VAACTTO