ri
lasciavano andare i figlioli con iuta certa appren
sione (
«
Meglio che nel Po dove galleggiano i
morti...
»,
dicevano), vi si annodavano amicizie
disdicevoli a
/tersone dabbene
,
buona jtarte della
I>oIHtlnzione non ne poteva godere e il refrigerio
del
bagno era riservato alle persone di palato forte.
Adesso è tutt'altra cosa: scomftarsa la vecchia vasca
natatoria
/ter cedere il [tosto ad una bella officina,
lo
piscine sono state fondate in luoghi ameni, cia
scuna con caratteristiche proprie e, naturalmente,
con diverse clientele a seconda delle preferenze
/ter
l'ambiente sjmrtivo e sterilizzalo, quello rumoroso
<>
cam/testre. l'orchestrina dell'una o i dischi del-
I altra, l'uno o l'altro
buffet.
Ce n'è [ter tutti i gusti
c Torino è all'avanguardia delle città d'Italia
in
fatto di vasche natatorie. A frequentarle si gua
dagna in salute, vi si fterde il tempo nel migliore
dei modi, vi si vedono s/tlendide creature. A pro
posito, ragazze che andate in piscina, non date retta
alla morale che suggeriva una storiella senza parole
pubblicata a suo tempo da un giornale umoristico
straniero dove si vedeva una giovane bagnante ri
fiutare la compagnia d'un giovanottino esile e ti
mido per quella d'un bell'atleta che poi, verso sera,
doveva confessare d'avere al deposito una frusta
bicicletta mentre il gioianottino rincasava su di una
otto cilindri lunga così...
Non ci badate, ragazze, ma im{tarate a giudicare
degli uomini anche se li conoscete in costume da
bagno e se vi capita di ritornare a casa a piedi non
prendetevela con il destino avverso ma accogliete
col vostro migliore sorriso quello che il destino vi
ha conceduto.
Abbiamo accennato all'uso ed al relativo piacere
di
«
andare a farsi telefonare ad ora fissa con ti
toli e predicati detti aU'amftlifìcatore della voce»:
alla prossima lezione diremo della
«
sussiegosa con
segna del portafoglio gonfio di carte insignificanti
al deposito dei valori
»
e continuiamo ad asserire
che la piscina è un luogo utile e piacevole senza
lasciarci turbare dal maligno che contraddice:
«
Il
mare, però..., i cavalloni, i tramonti..., e poi il
cloruro di sodio, ma, soprattutto, lo jodio!
».
ITALO CREMONA




