B EN E VI TTI )RINA
A[>i>ena si videro giocarono a intrecciarsi le dita.
Vittorino da una [tarte s/>ariva tutta. Allora cam
minavano alla sinistra della via /tercliè lui la \
h
t-
tesse vedere.
— Dove andiamo?
* * *
In tutte le vie e le piazze /tendevano tap/ieti
rossi ricamati in oro e c'era un'aria di festa. Tanta
gente col naso fter aria a fiutarla.
Dov'è il gelataio?
Percorsero mezza città avanti e indietro dimen
ticandosi di cercarlo (pumdo fili erano vicino, e
[mi tutt a un tratto il /tergolato coi lampioni alla
veneta, i tavolini tutti vuoti, era là in fondo, e
quando vi giunsero il cameriere bello come un
abito li os/tettava con un piede più aranti del
l'altro . — Vittorino, ci siamo!
* * *
Repi ingoiò il gelato avidamente [tassando il brac
cio attorno a quello di Vittorina mentre il came
riere di lontano certo li spiava, anzi tanti came
rieri di faccia di schiena di profilo [ter via degli
s[lecchi, e del resto doveva esserci molta gente a
spiarli tra le frasche.
S i eremo messi in un angolo. Bepi le diceva [ter
ischerzo mogliettina. L u i, diceva Repi, con lei —
chi, lei — lei. Elena Vittoria Claudia Alessandra.
A Vittorina andava per traverso il biscotto che /toi
becchettava come un [tasserò.
— Che bella sera. Si sta proprio bene, no?
Guardavano in su tutt'e due.
Vittorina rideva.
* * *
Repi [ternata a qualcosa, disse poi Vittorina.
Ah, come saltellavano tra le dita le due sigarette
mentre i fiocchi di fumo uscivano uno dietro l'altro.
Ecco il [tensiero di Repi: in quanti modi si fanno
fumare!
* * *
Camminano sotto una luna da guardare col te
lescopio, tanto
è
polita. Il cielo
è
un mare di lana
scintillante, ma ti strade lunghe e deserte sembrano
buie.
E perchè ora questo capriccio di Vittorina, che
vuoi andare dal
«
fidanzato », anche solo per cin
que minuti? Dice che
deve
andare.
—
Questa sera
no
—
ribatte Repi
—
ci mancherebbe altro.
—
Cat
tivo, lasciami.
Lei cerca di sciogliere il braccio. Egli la trat
tiene.
—
Ahi. sciocco, mi fai mole
(pausa).
Sii
buono. Solo cinque minuti
( pausa).
Ora dobbiamo
voltare di qua... Lasciami. Ebbene, vailo sola.
—
Vatri.
—
Ma [terch'e sei così cattivo!
—
Sono fatto così
—
dice Repi a denti stretti.
—
Più di uno [ter volta non mi piace. Scegli.
(Ma
il tono è un po' triste).
Signora, scelga. 0 me o lui,
demonio.
•—
Vittorina s'è liberata e dice che andrà
sola.
—
Ciao.
—
Addio.
Le mani scivolano l'una dall'altra. Vittorina ha
fatto [tochi [tassi in un senso e Repi nell*opposto
che già si sono voltati e Vittorina torna irulietro.
—
Chi si vede!
—
prorom/te Repi allegramente.
—
Rella combinazione!
—
Vogliamo andare?
(indica la piazza delle
giostre).
—
Perchè no? Ma se prima camminassimo un
poco da questa [tarte?
—
No, Vittorina.
—
No?
— No.
—
Allora vado. E questa volta non torno.
(Vittorina s'è già mossa. Ha attrai ersato la stra
da. È nel buio. Anche Repi si muove, ma verso
la piazza. Mentre cammina sente che si allontanano
troppo, ogni nuovo
/
tasso; e vorrebbe e non può
tornare indietro a raggiungerla. Ha in cuore un gran
[teso. Perchè è fatto così? Perchè pensa sempre
come quando era fanciullo? E ogni donnina la vor
rebbe s[tosare, colmare di doni e di carezze, con
durla con sè lontano?).
4
* * *
Nella [Piazza dèlie giostre non vuol vedere niente.
S'wrorge appena di un gregge colorato che sale,
scende, s'act'alca. si insinua e si ingorga lungo gli
argini del fiume, perfino sid ponte. E intravede
sopra un alto albero salire nella notte una forma
/taUida che ogni tanto scivola curiosamente. Una
forma bianchiccia che dalla cima gesticola: un
uomo.
N. QUA1
PISCINE SCOPERTE
Veduta dall'alto dell'ultimo trampolino, la vasca
a/>/tare esigua e ancora più s'impiccolisce il già
breve s/tazio dove l'acqua è [trofonda e scura e dove
ti butti a capofitto [ter andare a vedere le rughe del
fondo di cemento. Sdraiato bocconi sull’assito rac
conti con lo sguardo tutta l'acqua e le sponde abi
tale di gente che cuoce al sole, vedi chi nuota e chi
toica il fondo coi piedi e assisti come meglio non
potresti al percorso dei tuffatori sott'acqua, vedi
con che impegno qualcuno s'applica ad eseguire il
<<
ratei
»
ed i conati buffi di qualche altro intestato
nel nuoto a farfalla; così assisti agli atti rapidi e
insieme circonspetti di chi nell'acqua si soffia il naso
colle dita volto alla sponda più deserta.
Se un rombo di’aeroplano ti giunge dall'alto, puoi
rollarti sulla schiena e passi colTocchio dal colore
deiracqua a quello del cielo possedendo in un at
timo orizzonti di piante, case, colline, ad invidiare
ehi vola, poi tomi prono dentro il profilo umido
del tuo corpo e ne avverti la grata frescura.
Da sotto si diffonde il suono di un grammofono
che a un tratto s'interrom/te perchè un cliente
è
chiamato al telefono e l'altoparlante deve dire:
« ...
Pronto... pronto... l'avvocato Clip... la signo
rina Oxford... l'Emiro Solengo... al telefono... ».
Tu, sempre dalValta vedetta, sei il primo ad in
dividuare l'avvocato. l'Emiro, la baronessa, meglio
degli astanti che stanno in basso e che si sono volti
a fare la conoscenza della persona in costume bal
neare che ha avuto la fortuna d'essere chiamata al
telefono coll'altoparlante.
È ambizione diffusa presso i frequentatori delle
piscine quella d'interrompere il corso regolare della
spirale d'un disco fonografico colla chiamata tele
fonica che li riguarda nel nome e negli attributi,
per poi avviarsi alTapparecchio colTaria annoiata
e stupita d'essere stati disturbati anche là, in pi
*
scine, dove, perbacco, si va par ripotarsi degli af
fari, per estere ignorati da tutti, anomimi fra cielo
ed acqua, È noto invece che la faccenda
è
tutt'altre




